Consiglio dei cardinali

Consiglio dei cardinali
Consilium Cardinalium Summo Pontifici
Assistenza del papa nel governo della Chiesa universale
Studio di un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor Bonus sulla Curia romana
Eretto28 settembre 2013
Soppresso21 aprile 2025
Emeriticardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, S.D.B. (coordinatore emerito)
SedePiazza Santa Marta - 00120 Città del Vaticano
dati catholic-hierarchy.org
Santa Sede  · Chiesa cattolica
I dicasteri della Curia romana

Il Consiglio dei cardinali[1] (in latino Consilium Cardinalium Summo Pontifici) è stato un gruppo di lavoro[2][3] formato da nove cardinali, istituito da papa Francesco il 28 settembre 2013 mediante un atto chirografo, con la finalità di coadiuvare e consigliare lo stesso pontefice romano nel governo della Chiesa cattolica e nello studio di una revisione della costituzione apostolica Pastor Bonus, in merito all'assetto della Curia romana[1][4]. Le riunioni del Consiglio si tenevano periodicamente, all'incirca ogni due-sei mesi. Il consiglio ha cessato le sue funzioni il 21 aprile 2025 con il decesso di papa Francesco, non essendo stato confermato dal successore Leone XIV.

Composizione del Consiglio

Oltre alla funzione consultiva del Consiglio come organo collegiale, papa Francesco aveva anche stabilito che i singoli cardinali del gruppo possono essere contattati individualmente per esprimere pareri verso le questioni della Chiesa che necessitano di attenzione[1].

All'atto dell'istituzione il Consiglio era costituito da otto cardinali, a cui si è aggiunto il cardinale Pietro Parolin nell'aprile 2014[4][5][6][7]. Il 21 aprile 2025 il consiglio ha cessato la sua funzione a motivo del decesso di papa Francesco.

Hanno fatto parte del Consiglio anche i cardinali Francisco Javier Errázuriz Ossa, arcivescovo emerito di Santiago del Cile (fino al 14 novembre 2018), Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo emerito di Kinshasa e George Pell, prefetto della Segreteria per l'economia (fino al 12 dicembre 2018), oltre al vescovo Marcello Semeraro in qualità di segretario (fino al 15 ottobre 2020).

Il 15 ottobre 2020 papa Francesco ha nominato come nuovo membro del consiglio il cardinale Fridolin Ambongo Besungu.

Dopo la pubblicazione della nuova costituzione apostolica Praedicate evangelium sulla riorganizzazione della Curia romana il 19 marzo 2022, entrata in vigore il 5 giugno dello stesso anno, il 7 marzo 2023 papa Francesco ha rinnovato la composizione del Consiglio, essendo giunto al termine il mandato del precedente[8].

Membri

Questa era la composizione del Consiglio dei cardinali a seguito dell'ultimo rinnovamento del mandato del 7 marzo 2023[9][10].

Cardinali

Vescovi

Ex-membri

Cardinali

Vescovi

Cronotassi

Coordinatori

Segretari

Segretari aggiunti

  • Vescovo Marco Mellino (27 ottobre 2018 - 15 ottobre 2020 nominato segretario del medesimo consiglio)

Note

  1. 1 2 3 Chirografo con il quale viene istituito un consiglio di cardinali, su w2.vatican.va. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  2. ↑ Piero Schiavazzi, Gli otto cardinali nominati dal Papa sono il "consiglio di sicurezza" della Chiesa, in L'Huffington Post, 17 aprile 2013. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  3. ↑ Francesco Antonio Grana, Papa Francesco nomina otto cardinali per studiare una riforma della Chiesa, in Il Fatto Quotidiano, 13 aprile 2013. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  4. 1 2 Francesco Ognibene, Consiglio dei cardinali da C8 a C9: entra Parolin, in Avvenire, 2 luglio 2014. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  5. ↑ Andrea Tornielli, Il C8 dei cardinali diventa C9 e lavora sul dossier Curia, in La Stampa, 28 aprile 2014. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  6. ↑ Annachiara Valle, Il C8 si allarga: entra Parolin, in Famiglia Cristiana, 2 luglio 2014. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  7. ↑ Consiglio Cardinali: da C8 a C9. Ior in momento di transizione, in Radio Vaticana, 2 luglio 2014. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  8. ↑ Il Papa rinnova il Consiglio di Cardinali, su vaticannews.va, 7 marzo 2023. URL consultato il 7 marzo 2023.
  9. ↑ Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, 07.03.2023, su press.vatican.va, 7 marzo 2023. URL consultato il 7 marzo 2023.
  10. ↑ AAS 115 (PDF), 2023, p. 476. URL consultato il 10 agosto 2024.

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