Corchiano

Corchiano
comune
Corchiano – Stemma
Corchiano – Bandiera
Corchiano – Veduta
Corchiano – Veduta
Corchiano visto dalla forra
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Provincia Viterbo
Amministrazione
SindacoGianfranco Piergentili (lista civica) dal 18-10-2021
Territorio
Coordinate42°20′45″N 12°21′23″E
Altitudine196 m s.l.m.
Superficie33,03 km²
Abitanti3 532[1] (31-5-2026)
Densità106,93 ab./km²
Comuni confinantiCivita Castellana, Fabrica di Roma, Gallese, Vignanello
Altre informazioni
Cod. postale01030
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056023
Cod. catastaleC988
TargaVT
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona D, 1 769 GG[3]
Nome abitanticorchianesi
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corchiano
Corchiano
Corchiano – Mappa
Corchiano – Mappa
Posizione del comune di Corchiano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Corchiano è un comune italiano di 3 532 abitanti[1] della provincia di Viterbo nel Lazio.

Geografia fisica

Territorio

Il paese è situato a est dei monti Cimini, nella valle del Tevere, in un pianoro di tufo generato in un periodo che va dai 400.000 ai 95.000 anni fa [4], dalla caldera vulcanica del Lago di Vico. L'antico borgo affaccia sulla forra del rio Fratta, oggi divenuta monumento naturale[5].

Clima

Classificazione climatica: zona D, 1769 GR/G.

Origini del nome

Il toponimo Corchiano deriverebbe dalla trasformazione del nome Hortiano, riconducibile probabilmente alla dea etrusca dell'agricoltura Horta.[6]

Storia

Un primo insediamento risalirebbe all'VIII secolo a.C., come testimoniato dal ritrovamento del sepolcreto di Caprigliano. La città antica è stata identificata con la Fescennium, citata in alcune fonti letterarie come luogo di nascita dei versi fescennini dell'Antica Roma.[7]

Forre di Corchiano, il ponte romano sul Rio Fratta.

Le fasi più antiche si collocano nel quadro della civiltà falisca, che si sviluppò nell’Etruria meridionale; i Falisci occupavano l’area compresa fra i monti Cimini e il Tevere e avevano in Falerii il loro principale centro politico[8]. Il territorio di Corchiano rientra pienamente in questo ambito culturale, come mostra la presenza di testimonianze archeologiche falische, tra cui le tombe rupestri della necropoli di Genitura e varie vie cave, come la via Cava di S. Egidio e la via Cava della Cannara, tutte attribuite alla sfera culturale falisca[9][10].

Con la sottomissione dei Falisci da parte di Roma nel III secolo a.C., culminata nel 241 a.C. con la distruzione di Falerii e il trasferimento della popolazione a Falerii Novi, il territorio di Corchiano fu progressivamente inserito nel sistema romano; a questa fase appartiene la via Amerina, che nel tratto di Corchiano è documentata come strada basolata di età romana, realizzata in epoca coeva o immediatamente successiva alla romanizzazione dell’agro falisco, e conservata ancora oggi insieme a vie in tagliata, a un ponte romano e a opere idrauliche nel paesaggio delle forre[11][12].

La vecchia Fescennium venne quindi riabitata intorno all'anno 1000, furono costruiti numerosi castelli ed il paese prese il nome di Hortiano, sotto la guida del capitano Ranieri di Farolfo. Altre famiglie si avvicendarono alla guida del paese tra cui i Di Vico, gli Orsini che vi rimasero fino al 1472. Nel 1534 entrò a far parte del Ducato di Castro per volontà di Paolo III Farnese, che donò tale ducato al figlio Pier Luigi Farnese. Fu questo il periodo più prospero per l'architettura corchianese.

Come in ogni loro feudo i Farnese costruirono una nuova rocca che andò morendo nei secoli successivi alla distruzione di Castro nel 1649 e, definitivamente abbattuta nel 1979, di cui rimangono alcuni monconi. Successivamente Corchiano passò alla Chiesa e ad altre signorie, venne occupata dalle truppe francesi nel 1798 per ritornare sotto la Camera Apostolica fino all'unità d'Italia, nel 1870.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di Sant'Antonio

La chiesa è stata costruita in stile romanico con materiale tufaceo, presenta sul portale una scritta in un bel latino decadente: Egidio Ranaldi e Domenico Celli fondarono nel 1478 la chiesa in onore di Sant'Antonio. Entrando, la chiesa si presenta di semplice aspetto con tetto a capriata. Anticamente, l’edificio era una piccola cappella dedicata al Santo datata 1422, poi, aumentando l’affluenza dei fedeli, venne ampliata com’è allo stato attuale ed il portale si trovava per l’appunto all’altezza dell’arcata a chiusura della cappella. Davanti all’abside, una macchina di Sant'Antonio di recente costruzione come pure l’altare. Sulla sinistra si trova un affresco troppo rovinato, per cui non si conosce chi rappresenti, mentre ai lati, posti al termine delle navate, due affreschi; in quello a sinistra, Sant'Antonio e Sant'Atanasio nell’atto di narrare la vita di Sant'Antonio Abate, mentre a destra un affresco raffigurante il Santo. Al centro della navata di sinistra, si trova un dipinto ad olio datato 1634, Nel quadro viene rappresentato il Cristo crocifisso, ai lati del quale, due angeli,mentre in basso, partendo da sinistra, notiamo un apostolo, seguito da Maria Maddalena, in ginocchio la Madonna pregante, San Giovanni e Sant'Antonio Abate.

Chiesa di San Biagio

La chiesa principale di Corchiano risale alla seconda metà del Quattrocento e conserva al suo interno un pregevole ciclo di affreschi votivi eseguiti intorno al 1468 da Pancrazio Jacovetti da Calvi (di cui è stata riconosciuta la firma: "Pangratius de Carbio pinxit")[13]. Sul resto della decorazione pittorica, in particolare sull'affresco di San Biagio in trono, patrono del paese, e sui due santi vescovi identificabili sempre come San Biagio (per via del pettine, suo attributo iconografico) raffigurati nella parete opposta, la critica si divide tra Antonio da Viterbo il vecchio e un pittore denominato il Maestro di Gallese. L’esterno della chiesa si presenta in forme semplici, con facciata di forma quasi quadrata e occhio centrale. Alla destra dell'edificio è posto un piccolo portale che, anticamente, era collocato al posto di quello principale[14].

Chiesa di Sant’ Egidio

La chiesa risale al XVI secolo. Visibilmente rimaneggiata nel XVI secolo, deve avere certamente un'origine più’ antica, testimoniata tra l’altro dal loculo della facciata e dalle sei finestrelle con l’arco a tutto sesto visibili sui lati. Il portale della facciata, in peperino, con stipiti modanati, riporta un'iscrizione centrale “EX ELEMOSINIS” 1510, inquadrata da due grifi in posizione araldica. La monofora a tutto sesto, i cui stipiti sono arricchiti da motivi decorativi, porta sull’archivolto l’iscrizione: ” Beati cui adivverbu Dei ecus” cioè beati coloro che vengono nel nome di Dio. Un recente restauro ha messo in evidenza la struttura muraria, che presenta blocchi di tufo tagliati in maniera irregolare e rincalzi in laterizio. All'interno la chiesa si presenta ad una sola navata, con soffitto a capriata. Le pareti, l’abside ed il presbiterio, sono ornati da affreschi attribuiti ai fratelli Alessandro e Bartolomeo Torresani. Nell’abside una crocifissione con ai lati; Santa Maria Maddalena e San Giovanni apostolo sulla sinistra, sulla destra altri apostoli, ai piedi della croce, la Madonna piangente. Al di sotto di questo affresco, si trovano tre dipinti: al centro, olio su tela, l’immagine di San Biagio ed ai lati due affreschi, a sinistra San Biagio ed a destra San Valentino. Alla destra dell’abside, una tela dipinta ad olio raffigurante l’immagine di San Sebastiano martire. A metà navata, racchiusi da due nicchie, due meravigliosi affreschi attribuiti anch’essi ai Torresani. Sulla sinistra, le figure di San Macario e Sant'Antonio abate, nell’atto di pregare per allontanare le tempeste ed i fulmini, a destra, l’affresco rappresentante San Marco Evangelista. Questi affreschi, è stato dimostrato, vennero murati durante una lunga pestilenza e rimasero così fino al loro rinvenimento da parte di don Domenico Amselmi.

Chiesa della Madonna delle Grazie

Lungo la provinciale che porta al vicino borgo di Gallese sorge la chiesa della Madonna delle Grazie, interamente in pietra grezza. All'interno spicca per maestosità e pregio l'altare centrale in stile barocco. Sopra l’altare un affresco raffigura l’effigie della Madonna delle Grazie, tanto cara alla comunità di Corchiano circondata da San Biagio a sinistra e San Valentino a destra, protettori di Corchiano. L’attuale aspetto della chiesa si deve al restauro voluto da don Domenico Anselmi nel 1987, che fece anche realizzare il sagrato prospiciente la chiesa e la facciata con pietre a vista.

Chiesa Santa Maria del Rosario

La Chiesa è risalente alla prima metà del Quattrocento è situata nella parte vecchia del paese, presenta esternamente, a livello architettonico e decorativo, un campanile a vela e due portali in peperino, di questi, il primo, centrale, riporta la data del 1423, mentre il secondo, laterale e più piccolo, viene realizzato nei primi anni del Novecento, sebbene la cornice provenga dall'antica chiesa romanica di San Valentino, demolita dopo l'Unità d'Italia. Ristrutturata nella prima metà del secolo XX, la parrocchiale è divisa in tre navate e custodisce nella parete absidale una pregevole immagine della Vergine Maria con il Bambino che reca la corona del rosario ai santi Domenico di Guzman e Caterina da Siena. L'opera, un olio su tela del 1745, è del pittore Marco Caprinozzi di Civita Castellana. Benché il ciclo pittorico sia stato in gran parte ricoperto da contro pareti erette durante i lavori di ristrutturazione, nella contro facciata si scorgono tre pannelli votivi, riferibili alla fine del Quattrocento. Interessanti sono le raffigurazioni di San Rocco e di un giovane santo, ben descritte nei tratti e nelle vesti rinascimentali. Inoltre, lo stile, di chiara derivazione umbro viterbese, si ritrova nell'immagine di Sant'Antonio, nonostante il tratto più marcato e i lineamenti più popolareschi.

Chiesa della Madonna del Soccorso

Sulla strada per Vignanello, troviamo una chiesa rinascimentale attribuita a Giuliano da Sangallo risalente al XV secolo: la “Madonna del Soccorso”, chiesa riconosciuta e dichiarata nel 1902 monumento nazionale. All'interno è scompartita in tre navate. Presenta diversi affreschi realizzati tra il secondo Cinquecento e il primo Seicento. In uno di questi, il primo a sinistra si riconosce la firma di Alessandro Torresani e la data 1553[15]. Nella terza cappella di destra, invece, detta del Paradiso, precedentemente attribuita agli Zuccari, è stato riconosciuto il contributo di Lorenzo Torresani da Laura Russo, ipotesi anche avallata da altri studiosi[15].

Architetture militari

  • Torrione della Rocca Farnese, unica testimonianza rimasta dell'imponente castello, poi demolito nel 1979 per motivi statici.

Architetture civili

  • Fontana Farnese a sei cannelle.

Aree naturali

  • Monumento naturale Pian Sant'Angelo, un'area naturale protetta, dove si trovano querce secolari e forre boscose[16].
  • Forre di Corchiano; si tratta di una zona situata lungo il Rio Fratta, un affluente del Tevere, ricca di bellezze naturalistiche e di importanti testimonianze del passato, come cavernette preistoriche e protostoriche, tombe e vie cave falische, un ponte romano, un tratto della via Amerina, antiche mole, opere idrauliche falische, nonché una centrale idroelettrica che, in funzione fino ai primi anni Sessanta del Novecento, rappresenta un interessante esempio di archeologia industriale. La designazione a monumento naturale[5] da parte della Regione Lazio è giunta nel luglio 2008 ed è la seconda a interessare il Comune del viterbese di Corchiano (Il monumento naturale è stato istituito con D.P.R.L. 30 ottobre 2008, n. 635), dove fin dal 2000 è stato istituito il monumento naturale di Pian Sant'Angelo.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[17]

Tradizione e folclore

Presepe vivente

Il Presepe vivente, organizzato dal 1969 dall'Associazione Pro-Loco Corchiano, è un vero e proprio spettacolo teatrale che va in scena nelle Forre di Corchiano, focalizzato sul tema della Sacra Natività, di cui vengono ripercorsi i momenti più salienti[18].

Cultura

Eventi

Tra la prima e seconda domenica di agosto si svolgono numerose manifestazioni tra le quali il Fescennino d'Oro.

Economia

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[19]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Corchiano 211 0,9% 0,05% 653 1,1% 0,04% 215 624 236 712
Viterbo 23.371 5,13% 59.399 3,86% 23.658 59.741 24.131 61.493
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 211 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,9% del totale provinciale (23.371 imprese attive), hanno occupato 653 addetti, l'1,1% del dato provinciale (59.399 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato tre persone (3,09).

Agricoltura

L'economia agricola è fortemente legata alla produzione della nocciola, tanto che Corchiano fa parte delle Città della nocciola, un'associazione nazionale che accoglie i luoghi che hanno fatto del frutto un elemento centrale dell'economia e della cultura delle comunità locali[20][21]. E' zona di produzione del Vignanello DOC[22].

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

Corchiano è servita da due stazioni ferroviarie:

Strade

Corchiano è collegata a Vignanello attraverso la Strada Provinciale 28 San Luca e la SP 29 Cenciano. È inoltre connessa a Civita Castellana tramite la SP 71 Corchianese, a Fabrica di Roma, e a Gallese mediante la SP 153 Delle Pastine.

Amministrazione

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Corchiano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 1997 Bengasi Battisti Democrazia Cristiana Sindaco
1997 2002 Bengasi Battisti lista civica Sindaco
2002 2006 Francesco Ceccarelli lista civica Sindaco
2006 2011 Bengasi Battisti lista civica Sindaco
2011 2016 Bengasi Battisti lista civica Sindaco
2016 18 ottobre 2021 Paolo Parretti lista civica Sindaco
18 ottobre 2021 in carica Gianfranco Piergentili lista civica Sindaco

Sport

Atletica leggera

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Parchi Lazio: Lago di Vico - Natura
  5. 1 2 Livio Martini: La storia del Monumento Naturale Forre del Rio Fratta a Corchiano. URL consultato il 15 gennaio 2023.
  6. ↑ Barbara Buddeke (a cura di), Inventario dell'Archivio Storico del Comune di Corchiano, su archivicomunali.lazio.beniculturali.it. URL consultato il 21 febbraio 2025.
  7. ↑ La nostra Storia, su comune.corchiano.vt.it, Comune di Corchiano. URL consultato il 21 febbraio 2025.
  8. ↑ Popoli e culture dell'italia preromana. i falisci - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato l'8 aprile 2026.
  9. ↑ (EN) via Cava di S Egidio (strada, infrastruttura viaria) Corchiano, ca, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato l'8 aprile 2026.
  10. ↑ (EN) necropoli di Genitura (tomba rupestre, area ad uso funerario) Corch, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato l'8 aprile 2026.
  11. ↑ (EN) Via Amerina (strada, infrastruttura viaria) Corchiano,età romana re, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato l'8 aprile 2026.
  12. ↑ Falisci - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato l'8 aprile 2026.
  13. ↑ IACOVETTI, Pancrazio - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 3 maggio 2025.
  14. ↑ Chiesa di San Biagio | Corchiano (VT), su BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 3 maggio 2025.
  15. 1 2 BibliotecaViterbo.it, https://www.bibliotecaviterbo.it/biblioteca-e-societa/2003_1-2/Alessi.pdf. URL consultato il 3 maggio 2025.
  16. ↑ Pian Sant'Angelo | Oasi WWF | Pagina ufficiale, su WWF Italia. URL consultato il 10 maggio 2026.
  17. ↑ Dati tratti da:
  18. ↑ Il presepe vivente, su comune.corchiano.vt.it. URL consultato il 10 maggio 2026.
  19. ↑ Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 18 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  20. ↑ Le città della nocciola, su Lazio da gustare. URL consultato il 10 maggio 2026.
  21. ↑ Città della nocciola - NocciolaRe, su nocciolare.it, 25 marzo 2016. URL consultato il 10 maggio 2026.
  22. ↑ fpallotta, Vignanello Doc, su VisitLazio. URL consultato il 10 maggio 2026.
  23. ↑ Ponte pericolante sulla San Luca: al via i lavori di messa in sicurezza, su Il Viterbese, 8 giugno 2018. URL consultato il 1º settembre 2025.
  24. ↑ La società sul sito della Fidal (funzione cerca sulla mappa), su fidal.it.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Comune di Corchiano, su comune.corchiano.vt.it. URL consultato il 7 luglio 2004 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2022).
Controllo di autoritàVIAF (EN) 168834507 · LCCN (EN) n82050535 · J9U (EN, HE) 987007564456405171