Così!
| Così! | |
|---|---|
| Lingua originale | italiano, siciliano |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 1988 |
| Dati tecnici | B/N, colore rapporto: 1,33:1 |
| Genere | documentario |
| Regia | Daniele Ciprì, Franco Maresco |
| Sceneggiatura | Daniele Ciprì, Franco Maresco |
| Casa di produzione | Cooperativa Rosebud |
| Interpreti e personaggi | |
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Così! è un film cortometraggio documentario del 1988[1] o del 1989, diretto da Daniele Ciprì e Franco Maresco. È uno dei primi cortometraggi del duo, il più antico reperibile.
È un documentario a intervista a Francesco Tirone, il ciclista che apparirà più volte in Cinico TV. Tirone traccia una sorta di sua autobiografia, illustrata con ritratti fotografici.
Trama
Francesco Tirone si racconta: è nato a Palermo il 18 febbraio del 1930, abita alle case popolari dello ZEN e lavora presso l'amministrazione comunale negli uffici dell'Anagrafe. È appassionato di ciclismo, tanto da utilizzare la bicicletta ogni giorno della settimana, non solo per trasportare documenti di lavoro da ufficio a ufficio nei giorni feriali, ma anche come passatempo nei giorni festivi. Indossa infatti la divisa da ciclista, che si distingue per il patchwork di loghi assemblati, e un berretto con visiera sulla quale è scritto "W I Saronni".
Nonostante il continuo allenamento, durante le gare agonistiche risulta spesso in coda al gruppo. Lamenta di essere molto più sorvegliato dagli operatori di gara rispetto agli altri ciclisti proprio perché, separato dal gruppo più veloce, potrebbe perdere la strada. Chiarisce che nelle gare agonistiche non è possibile recuperare terreno facendosi trainare da altri.
Riferisce di un passato licenziamento in fabbrica, dovuto al fatto che "parlava troppo" in un ambiente in cui i superiori gerarchici erano "fascisti", così come le forze dell'ordine.
Dal 1960 al 1961 è stato fidanzato con una ragazza di Borgovecchio, ma il rapporto è finito in seguito a una rissa con il suocero, percosse verso la ragazza da parte dei suoi famigliari e minacce di "buttarlo dalle scale" da parte di varie persone che non vedevano di buon occhio la relazione. Parla della sua inadeguatezza ed emozione di vergogna riguardo i rapporti sessuali, che non ha mai sperimentato. La sua frustrazione è aggravata dai pettegolezzi di paese riguardo alla funzionalità del suo apparato. Riporta di un'operazione e del parere medico, che consiglia di sposarsi per risolvere i suoi problemi emotivi.
Riporta che secondo lo zio che abita in America, lui sia "il più intelligente" tra tutti i suoi fratelli, ben valutando la sua intraprendenza nello sport e nella frequentazione dei giornalisti "a chiacchierare". Riferisce che al confronto degli altri fratelli, lui è l'unico che non è stato raccomandato da nessuna importante figura d'autorità influente.
Infine, racconta di essere inseguito "dai morti", da qualcuno che è arrabbiato con lui, forse qualche autorità. Racconta di "uno spirito", forse un santo imprecisato, e di sentire sempre un frastuono nelle orecchie che vuole "farlo parlare".
Chiude il cortometraggio con uno sguardo in macchina, dopo aver fatto una salita in bicicletta: "Bisogna essere sempre allegri. È giusto, è bello. Non penso di avere storie."
Produzione
Cast
Francesco Tirone appare anche nelle molte delle altre prime opere in forma di cortometraggio del duo, sempre vestito con la sua peculiare divisa da ciclista: Pasta e patate (1989), Romagnolo (1989), Illuminati (1990), L'Uomo - Il cammino dell'Uomo - La condizione dell'Uomo - La dignità dell'Uomo (1990), Mafiaman (1990), L'invasione degli Ultrastorpi (1991), Verso Vertov - Frammenti necropolitani (1991), Stanley's Room n. 1 (1991), Stanley's Room n. 2 (1991) - solo voce. Appare inoltre, in cast insieme a Samuel Fuller nei surreali cortometraggi Il corridore della paura (1992) e Samuel Fuller (1992). In seguito continuerà a partecipare in Keller (1992), Venerdì Santo - Sabato Santo - Domenica di Pasqua (1992), Senza titolo 3 (1993), Cucù (1993), La tombola di Ligeia (1993), Arruso (2000), oltre a varie clip che compongono Cinico TV. Appare anche nel lungometraggio Lo Zio di Brooklyn (1995).
Tirone viene omaggiato anche da Franco Scaldati, che in A Tirone - Da Franco Scaldati (2011) recita un suo pezzo sulla filosofia del ciclismo, accompagnato da immagini dalla giovinezza del ciclista.
Fotografia
Il film è girato quasi esclusivamente in bianco e nero, incluse le fotografie in freeze frame che staccano da un brano di intervista a un altro. Le uniche due inquadrature a colori, a metà e alla fine del corto, vedono Tirone fare una salita in bicicletta per avvicinarsi alla macchina da presa, a cui rivolge uno sguardo diretto. Le inquadrature di intervista hanno una fotografia molto contrastata e con sfondo totalmente buio, ad anticipare lo stile proprio di tutte le opere seguenti del duo Ciprì e Maresco.