Cosimo Luigi Miccoli

Cosimo Luigi Miccoli
NascitaSan Pancrazio Salentino, 26 febbraio 1959
MortePomigliano d'Arco, 29 gennaio 1987
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armataEsercito Italiano
ArmaArma dei Carabinieri
GradoCarabiniere
DecorazioniMedaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria
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Cosimo Luigi Miccoli (San Pancrazio Salentino, 26 febbraio 1959 – Pomigliano d'Arco, 29 gennaio 1987) è stato un militare italiano, carabiniere insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria[1].

Biografia

Nato a San Pancrazio Salentino nel 1959, dopo aver completato gli studi dell'obbligo fu incorporato come militare di leva nel 225º Battaglione di fanteria "Arezzo" a Lucca. Nel maggio del 1979 transitò nell'Arma dei Carabinieri, frequentando il corso allievi presso il battaglione di Campobasso e conseguendo il grado di carabiniere nel settembre dello stesso anno.

Destinato inizialmente alla Legione di Bari, prestò servizio alla stazione di Castellaneta e successivamente presso la stazione dell'Aeronautica Militare di Taranto. Nel gennaio del 1984 fu trasferito alla Legione di Napoli come autista addetto alla sezione radiomobile di Napoli San Giuseppe. Il 1º settembre 1985 ottenne la qualifica di carabiniere scelto.

L'omicidio

Il 29 gennaio 1987, intorno alle ore 15:30, Miccoli si trovava a bordo della propria autovettura, libero dal servizio e in abiti civili, nei pressi del casello autostradale di Pomigliano d'Arco dell'autostrada Napoli-Bari. Accortosi di una rapina in corso ai danni di quattro esattori da parte di due individui armati e con il volto coperto, scesi da una motocicletta condotta da un terzo complice, intervenne intimando l'alt e uscendo dall'auto con la pistola d'ordinanza.

Nel corso della reazione, uno dei rapinatori aprì il fuoco contro il militare, colpendolo al torace. Prima di accasciarsi al suolo, Miccoli rispose al fuoco ferendo a sua volta uno degli assalitori, che riuscirono comunque a fuggire a bordo del motoveicolo. Soccorso da un automobilista, Miccoli morì durante il trasporto verso il Policlinico di Napoli. La sua arma d'ordinanza fu recuperata dalla fidanzata, presente all'evento, e consegnata agli inquirenti.

Le indagini e il processo

Le indagini condotte dall'Arma individuarono i responsabili incrociando i dati di un controllo stradale effettuato il giorno precedente a un pregiudicato di Acerra, a bordo di una moto corrispondente a quella usata per la rapina, con i registri dei controlli negli ospedali della zona. Presso l'ospedale Nuovo Loreto di Napoli fu infatti rintracciato uno dei malviventi, ricoverato con una ferita d'arma da fuoco al torace.

I successivi sviluppi portarono all'arresto di altri due diciannovenni di Acerra. Durante le perquisizioni vennero sequestrati un fucile calibro 12 e una pistola calibro 9 con matricola abrasa, oltre al motociclo utilizzato per la fuga. Il processo si concluse in primo grado con la condanna dell'esecutore materiale dell'omicidio a ventisei anni di reclusione e dei due complici rispettivamente a ventiquattro e ventidue anni; in appello le pene furono ridotte a diciotto anni per il primo e a quattordici anni per i coimputati.

Le spoglie di Cosimo Luigi Miccoli riposano nel cimitero di Torre Santa Susanna.

Memoria

Al nome del carabiniere scelto Cosimo Miccoli sono intitolate le caserme delle stazioni di Pomigliano d'Arco e Monteruscello, frazione di Pozzuoli.[2]

Alla sua memoria sono stati inoltre intitolati il 155º corso Allievi Carabinieri Ausiliari di Torino (giuramento del 10 agosto 1990) e il 212º corso Allievi Carabinieri Ausiliari di Benevento (giuramento del 18 ottobre 1998).

Onorificenze

Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria - nastrino per uniforme ordinaria
«A diporto in abiti borghesi in compagnia della giovane fidanzata, con altissimo senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo, affrontava tre banditi nell'atto di consumare una rapina ai danni di esattori di casello autostradale. Fatto segno a proditoria azione di fuoco, sebbene mortalmente ferito, reagiva con l'arma in dotazione riuscendo a colpire uno dei malviventi, consentendo così la loro immediata identificazione nonché il sequestro delle armi e del motociclo impegnati nell'azione delittuosa.»
— Pomigliano d'Arco, 29 gennaio 1987[3]

Note

  1. ↑ Ministero Della Difesa, su carabinieri.it. URL consultato il 1º marzo 2016.
  2. ↑ Barbonetti.
  3. ↑ Dettaglio decorato, su quirinale.it. URL consultato il 1º marzo 2016.

Bibliografia

  • Giancarlo Barbonetti, Oltre il Dovere, i carabinieri decorati di medaglia d'oro, Roma, Ente editoriale per l'Arma dei Carabinieri, 2023, ISBN 9788889242575.