Crisostomo II

Crisostomo II

Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia
Elezione14 febbraio 1962
Fine patriarcato11 maggio 1967
PredecessoreGiacomo III
SuccessoreGeronimo I
 
Ordinato diacono1902 dal metropolita Crisostomo di Drama
Consacrazione episcopale1910
Incarichi ricoperti
 
NomeThemistoklis Hatzistavrou
NascitaAydin
1880
MorteAtene
9 giugno 1968
SepolturaPrimo cimitero di Atene

Crisostomo II, nato Themistoklis Hatzistavrou, Θεμιστοκλής Χατζησταύρου (in greco: Χρυσόστομος Β΄; Aydin, 1880 – Atene, 9 giugno 1968), è stato un arcivescovo ortodosso e monaco cristiano greco, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia e primate della Chiesa di Grecia dal 1962 fino alla sua deposizione nel 1967.

Biografia

Nacque nel 1880 ad Aydin (l'antica Tralle), in Asia Minore, da Stavros Hadzistavrou e Kyriaki Perrou. Studiò al Ginnasio pitagorico e alla Scuola teologica di Halki.

Nel 1902 fu ordinato diacono dal metropolita di Drama Crisostomo Kalafatis (poi metropolita di Smirne e proclamato santo e martire dalla Chiesa di Grecia). Divenne in seguito arcidiacono e protosincello della metropolia di Drama, e in quel periodo effettuò scavi dietro la nicchia della moschea di Drama, portando alla luce vari reperti antichi che furono così preservati dalla distruzione.

Per il suo contributo alle lotte per l'indipendenza della Macedonia, fu condannato a 4 anni di carcere dal tribunale militare ottomano di Salonicco, ma nel frattempo era fuggito, a Losanna, dove proseguì gli studi. Tornò in patria nel 1908, dopo aver ricevuto l'amnistia.

Nel 1910, dopo il trasferimento di Kalafatis a Smirne, l'arcidiacono Hatzistavrou fu scelto come suo vescovo ausiliare, vedendosi assegnata la sede di Tralle.

Nel 1913 fu eletto metropolita di Filadelfia, dove fondò, allo scopo di grecizzare la diocesi, un collegio modello per studenti greci di ogni grado.

Per la sua attività contro la deportazione delle popolazioni greche dall'Asia Minore, fu condannato a morte, ma riuscì a fuggire. Dopo la guerra fu convocato dal patriarca di Costantinopoli Germano V come membro del Sinodo e visitò la Tracia e l'Asia Minore, documentando l'entità delle persecuzioni ottomane. In quello stesso periodo pubblicò la rivista teologica Neos Poimeni.

Durante la guerra greco-turca intercesse con il governo greco in favore delle popolazioni turche, mentre dopo la conquista greca di Aydin si impegnò nella ricostruzione e nella difesa della città, respingendo un attacco turco. Per questo fu insignito della Croce di Guerra di III Classe. Alla ritirata dell'esercito greco, collaborò con Crisostomo di Smirne, suo padre spirituale, nell'assistenza ai profughi.

Nel 1922 divenne metropolita di Efeso, divenendo in seguito metropolita di Rodi nel febbraio 1924, rifiutando l'incarico per le condizioni imposte dal governo italiano, metropolita di Veria[2] in aprile e, nell'ottobre dello stesso anno, metropolita di Kavala, appena ricostituita dal patriarca Gregorio VII di Costantinopoli. Mantenne la metropolia, dal 1930 col titolo di Filippi e Neapoli cui si aggiunse, nel 1953, il titolo di Taso, fino al 1962.

In quel periodo fondò la Casa cristiana, organizzandovi un centro educativo. Inoltre, fece costruire chiese, scuole e case di cura, dedicandosi anche alla pubblicazione della rivista "O Apóstolos Pávlos".

Durante la Seconda guerra mondiale, quando la regione fu annessa alla Bulgaria, cercò di bloccare la bulgarizzazione forzata della popolazione. Inoltre, prese parte attiva alla Resistenza, venendo messo sotto indagine dalla Gestapo, durante la quale riuscì a nascondere le prove che lo avrebbero incriminato. Dopo la liberazione, tornò nella sua metropolia, dove incoraggiò la ricostruzione.

In seguito, presiedette la prima Conferenza pan-ortodossa, tenutosi a Rodi[3].

Arcivescovo di Atene e la deposizione

L'11 febbraio 1962 fu eletto quasi all'unanimità arcivescovo di Atene dal Sinodo della Chiesa di Grecia.

Nel 1964 partecipò alla terza Conferenza pan-ortodossa, durante la quale si decise l'apertura del dialogo con la Chiesa cattolica, subordinato alla creazione di condizioni idonee, scontrandosi in seguito con Atenagora I di Costantinopoli per l'invio di osservatori al Concilio Vaticano II. Nel 1965 presiedette la cerimonia di traslazione della salma di Geronimo Simonopetritis (proclamato santo dalla Chiesa di Grecia nel 2019) al Metochio dell'Ascensione a Vironas.

Dopo il colpo di Stato del 1967, il regime dei colonnelli voleva la sostituzione dell'anziano arcivescovo di Atene con una figura più vicina al governo. Pertanto, dapprima tentarono di obbligare Crisostomo alle dimissioni, poi, davanti al suo netto rifiuto, emanarono una legge con cui si stabiliva un limite di età per la carica di arcivescovo di Atene e resero vacante la sede. Al suo posto, fu eletto arcivescovo Ieronymos Kotsonis, da un sinodo che in seguito fu ritenuto non canonico[4].

Crisostomo II morì ad Atene il 9 giugno 1968, dopo una breve malattia, e fu sepolto nel Primo cimitero di Atene.

Onorificenze

Note

  1. ↑ Fino al 1930 metropolita di Kavala, poi fino al 1953 metropolita di Filippi e Neapoli
  2. ↑ Wayback Machine (PDF), su ikee.lib.auth.gr. URL consultato il 27 novembre 2025 (archiviato il 7 giugno 2023).
  3. ↑ (EN) Super User, e-kavala.info, su im-philippon.gr. URL consultato il 27 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2016).
  4. ↑ (EL) Ο Γκλίξμπουργκ και η Εκκλησία, in Η Εφημερίδα των Συντακτών, 18 gennaio 2016. URL consultato il 27 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2016).

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