Crotopo
| Crotopo | |
|---|---|
| Nome orig. | Κρότωπος (Krótopos) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umano |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Argo |
| Professione | re di Argo |
Crotopo (in greco antico Κρότωπος?, Krótōpos) è un personaggio della mitologia greca. Fu l'ottavo re di Argo.[1]
Genealogia
Figlio di Agenore,[2] fu il padre di Stenelo[2] e di Psamate.[3][4]
Mitologia
Quando sua figlia Psamate gli confessò di aver partorito Lino avuto da Apollo, Crotopo si rifiutò di credere alla natura divina del concepimento e, ritenendola una prostituta bugiarda, la condannò a morte.[4]
Ma Apollo non accettò quell'esecuzione e per vendetta mandò il demone Poiné ad affliggere Argo. Il demone rapiva i bambini dalle braccia delle loro madri per ucciderli, così Corebo intervenne uccidendo Poiné ma Apollo, non soddisfatto della sua vendetta, mandò una devastante pestilenza che decimò la popolazione della città.[5]
Crotopo, di fronte al perdurare del morbo ed in seguito ai responsi dell'oracolo, fu costretto ad abbandonare Argo (lasciando il regno al figlio Stenelo[1]) e si trasferì nella regione della Megaride dove fondò una nuova città che prese il nome di Tripodischio.[4]
Note
- 1 2 (EN) Eusebio di Cesarea, Praeparatio evangelica, Libro X, 11.2, su topostext.org. URL consultato il 28 giugno 2026.
- 1 2 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia II, 16.1, su topostext.org. URL consultato il 31 maggio 2026.
- ↑ (EN) Pausania, Descrizione della Grecia, Libro II, 19.8, su topostext.org. URL consultato il 28 giugno 2026.
- 1 2 3 (EN) Conone, Narrazioni, 19, su topostext.org. URL consultato il 28 giugno 2026.
- ↑ (EN) Pausania, Descrizione della Grecia, Libro I, 43.7, su topostext.org. URL consultato il 28 giugno 2026.
Bibliografia
Fonti
- Pausania libro I, 43, 7. II 16,1
Moderna
- Luisa Biondetti, Dizionario di mitologia classica, Milano, Baldini&Castoldi, 1997, ISBN 978-88-8089-300-4.
- Pierre Grimal, Enciclopedia della mitologia 2ª edizione, Brescia, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50482-1. Traduzione di Pier Antonio Borgheggiani