Cyclone (cacciatorpediniere 1925)
| Cyclone | |
|---|---|
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| Descrizione generale | |
| Tipo | torpilleur d'escadre |
| Classe | Bourrasque |
| In servizio con | |
| Cantiere | Forges et Chantiers de la Méditerranée, Le Havre |
| Impostazione | 29 settembre 1923 |
| Varo | 24 gennaio 1925 |
| Completamento | 1º giugno 1928 |
| Entrata in servizio | 1928 |
| Destino finale | Autoaffondato a Brest il 18 giugno 1940. |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento |
|
| Lunghezza | 105,6 m |
| Larghezza | 9,64 m |
| Pescaggio | 3,3 m |
| Propulsione | 3 caldaie du Temple, 2 turbine a vapore, 2 alberi elica |
| Velocità | 33 nodi nodi |
| Autonomia | 3 000 miglia a 15 nodi (5 556 km a 27,78 km/h) |
| Equipaggio | 142 |
| Armamento | |
| Artiglieria | 4 cannoni da 130 mm 2 cannoni contraerei da 75 mm 2 mitragliatrici da 8 mm |
| Siluri | 6 tubi lanciasiluri da 550 mm (2 impianti tripli) |
| Altro | 2 lanciabombe di profondità |
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Il Cyclone è stato un cacciatorpediniere della Marine nationale francese, parte della classe Bourrasque. Entrato in servizio alla fine degli anni venti, prese parte alle prime fasi della seconda guerra mondiale subendo gravi danni durante l'evacuazione delle truppe alleate dal continente.
Storia
Costruito presso i cantieri Forges et Chantiers de la Méditerranée di Le Havre, il Cyclone faceva parte del primo gruppo di cacciatorpediniere moderni costruiti dalla Francia dopo la prima guerra mondiale. Fu varato nel gennaio 1925 e completato nel 1928.
Seconda guerra mondiale
Allo scoppio delle ostilità nel 1939, il Cyclone fu assegnato alla 2ª Divisione Cacciatorpediniere (2ème Division de Torpilleurs), operante principalmente nel Canale della Manica.
Campagna di Francia e Operazione Dynamo
Nel maggio 1940, in seguito all'invasione tedesca dei Paesi Bassi e della Francia, l'unità fu intensamente impiegata per proteggere i convogli e supportare le truppe di terra. Durante l'Operazione Dynamo, il Cyclone effettuò diversi viaggi tra Dunkerque e l'Inghilterra per evacuare i soldati circondati.
Nella notte tra il 30 e il 31 maggio 1940, mentre si trovava in navigazione al largo di Dunkerque, la nave fu colpita a prua da un siluro lanciato dalla S-Boot tedesca S-24[1]. L'esplosione asportò completamente la sezione prodiera della nave, ma grazie alla robustezza delle paratie stagne, il Cyclone riuscì a rimanere a galla e a rientrare a Dover procedendo a marcia indietro.
L'autoaffondamento
Dopo le prime riparazioni d'emergenza effettuate in Inghilterra, il cacciatorpediniere fu rimorchiato a Brest per i lavori definitivi. Tuttavia, con il rapido collasso del fronte francese e l'avvicinamento delle truppe della Wehrmacht al porto bretone, divenne chiaro che la nave non sarebbe stata riparata in tempo per fuggire.
Il 18 giugno 1940, per evitare che cadesse in mano nemica, l'equipaggio procedette all'autoaffondamento dell'unità nel porto di Brest[2]. I resti della nave furono successivamente demoliti dai tedeschi durante l'occupazione.
Note
Bibliografia
- John Jordan, Jean Moulin, French Destroyers: Torpilleurs d'Escadre & Contre-Torpilleurs 1922-1956, Barnsley, Seaforth Publishing, 2015, ISBN 978-1-84832-198-4.
- Robert Gardiner, Roger Chesneau (a cura di), Conway's All the World's Fighting Ships 1922-1946, Londra, Conway Maritime Press, 1980, ISBN 0-85177-146-7.
Voci correlate
- Operazione Dynamo
- Classe Bourrasque
- Cacciatorpediniere della Marine nationale
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