Daddy Stovepipe

Daddy Stovepipe
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
GenereDelta blues
Cajun (musica)
Mariachi
Country blues
Blues
Jug band
Periodo di attività musicaleanni 1890 – 1963
Strumentovoce, chitarra, armonica
Album pubblicati20
Studio8
Raccolte12

Daddy Stovepipe pseudonimo di Johnny Watson (Mobile, 12 aprile 1867 – Chicago, 1º novembre 1963) è stato un musicista, chitarrista e cantante statunitense.

Conosciuto anche con altri pseudonimi quali Jimmy Watson, Sunny Jim o Rev. Alfred Pitts, viene universalmente considerato uno dei precursori del genere blues ed è stato uno dei primi musicisti, sicuramente il più anziano per nascita, che abbia eseguito delle registrazioni sonore di questo genere musicale[1]. Molte delle sue esecuzioni furono effettuate in duetto con la moglie Sarah Watson, accreditata come Mississippi Sarah.

Biografia

Johnny Watson nasce a Mobile, Alabama.[1] Comincia la sua carriera alla fine del XIX secolo in Messico come suonatore di chitarra a dodici corde in alcune band di mariachi. Quindi intraprende la sua attività negli Stati del sud degli Stati Uniti con i Rabbit's Foot Minstrels.[2][3]

Negli anni 20 del XX secolo si esibisce come one-man band, artista di strada nella Maxwell Street di Chicago, e qui ottiene il soprannome di "Daddy Stovepipe" (Trad. "Babbo Tubo di stufa") dalla forma caratteristica del suo cappello.[4] La sua prima registrazione è del 1924, a Richmond nell'Indiana, "Sundown Blues"[5], considerato uno dei primi blues (se non il primo) mai registrato da un "One man band".[6][7] Nel 1927 fece ulteriori sessioni di registrazione, a Birmingham, Alabama per la casa discografica Gennett Records, come parte del duo "Sunny Jim and Whistlin' Joe".[2][8]

A Chicago nel 1931 registra per la etichetta Vocalion con sua moglie, "Mississippi Sarah"[9], cantante e suonatrice di Kazoo e altri strumenti autocostruiti della tradizione popolare quali il "bottiglione". Lo spirito ironico e umoristico della coppia rese assai celebri e peculiari le registrazioni[6] Nel 1935 la coppia registrò ancora per la Bluebird Records, mentre vivevano a Greenville, Mississippi, ma la morte della moglie nel 1937 costrinse Johnny a tornare a esibirsi per strada.[8] Quindi in Texas suonò con alcune band cajun, e nuovamente con alcune band mariachi messicane.[6]

Nel 1948 tornò a fare il musicista di strada a Chicago, e nel 1960, all'età di 93 anni, in riconoscimento del suo straordinario contributo alla musica blues e alla tradizione popolare, gli fu chiesto di registrare il lascito di un nuovo vinile, contenente alcuni brani tradizionali quali "The Tennessee Waltz" e "Monkey and the Baboon". Purtroppo a causa dell'età avanzata e di una poco accurata accordatura degli strumenti, le registrazioni non risultarono di grande qualità, ma restano comunque a testimonianza della riscoperta, pur tardiva, di questo artista.[6] Morì di broncopolmonite, per i postumi di un'operazione alla cistifellea nel 1963, all'età di 96 anni.

Il 5 maggio 2012 il "White Lake Blues Festival" svoltosi allo "Howmet Playhouse Theater" a Whitehall , Michigan fu dedicato alla memoria di Daddy Stovepipe anche per onorarlo con una lapide sulla sua tomba. Il concerto fu un successo e la lapide fu posta nel luglio del 2012.[10]

Omonimie

Daddy Stovepipe non deve essere confuso con altri 2 musicisti che usavano lo stesso pseudonimo:

  • Stovepipe No.1 – (vero nome Samuel Chambers Jones, 7 agosto 1890 – data di morte sconosciuta),[11] Anche egli registrò un disco one-man band nel 1924.[12] Fra lui e Daddy Stovepipe è in corso una ricerca di attribuzione su chi dei due registrò il primo disco solista di blues mai realizzato. Il suo soprannome derivava dall'uso di uno strumento a fiato autocostruito ricavato da un tubo di stufa (per Daddy Stovepipe, invece, dalla forma del cappello)[7]
  • Sweet Papa Stovepipe – (Thomas McKinley Peebles, 15 maggio 1897 – 24 gennaio, 1985),[13] che registrò "All Birds Look Like Chicken to Me," e "Mama's Angel Child" (circa 1926).[14]

Note

  1. 1 2 Doc Rock, The 1960s, su thedeadrockstarsclub.com, The Dead Rock Stars Club. URL consultato il 6 ottobre 2015.
  2. 1 2 Nigel Williamson, Rough Guide to the Blues, 2007, ISBN 1-84353-519-X
  3. ↑ Rabbit Foot Minstrels, su msbluestrail.org. URL consultato il 21 novembre 2016.
  4. ↑ PRE-WAR BLUES HARP GREATS 1 - DADDY STOVEPIPE, su patmissin.com, 1º novembre 1963. URL consultato il 6 ottobre 2015.
  5. ↑ Daddy Stovepipe- Sundown Blues, 9 giugno 2014. URL consultato il 21 novembre 2016.
  6. 1 2 3 4 Daddy Stovepipe, su thebluestrail.com. URL consultato il 19 novembre 2011.
  7. 1 2 Tony Russell, The Blues: From Robert Johnson to Robert Cray, Dubai, Carlton Books Limited, 1997, p. 12, ISBN 1-85868-255-X.
  8. 1 2 The Most Trusted Place for Answering Life's Questions, su answers.com, Answers. URL consultato il 6 ottobre 2015.
  9. ↑ tom morrison, The Spasm by Mississippi Sarah & Daddy Stovepipe, 25 maggio 2008. URL consultato il 21 novembre 2016.
  10. ↑ Killer Blues, su killerblues.net. URL consultato il 21 novembre 2016.
  11. ↑ Bob Eagle e Eric S. LeBlanc, Blues - A Regional Experience, Santa Barbara, Praeger Publishers, 2013, p. 137, ISBN 978-0-313-34423-7.
  12. ↑ Biography by Uncle Dave Lewis, su allmusic.com. URL consultato il 27 dicembre 2009.
  13. ↑ Bob Eagle e Eric S. LeBlanc, Blues - A Regional Experience, Santa Barbara, Praeger Publishers, 2013, p. 519, ISBN 978-0-313-34423-7.
  14. ↑ Sweet Papa Stovepipe | Songs, su allmusic.com, AllMusic. URL consultato il 6 ottobre 2015.

Collegamenti esterni

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