Daduco
Il Daduco (in greco antico δᾳδοῦχος? ("tedoforo"), da δᾶις+ἔχω) è un epiteto di Artemide, e in particolare di Demetra che cerca la figlia perduta (Persefone) con una torcia. Era anche un epiteto di Ecate, una dea spesso associata alle torce[1]. Questo titolo era attribuito nell'isola di Rodi, in Grecia[2]. Era anche il titolo del secondo sacerdote subito dopo lo Ierofante nel culto dei Misteri eleusini, un ufficio ereditato da diverse famiglie di Atene.
Note
- ↑ (EN) Gardner Dorsey, Daduchos, in Noah Porter (a cura di), A Practical Dictionary of the English Language, New York, Ivison, Blakeman, Taylor & Co., 1884, p. 548.
- ↑ Donato Morelli, Parte Prima: FONTI, in Studi Classici e Orientali, Vol. 8 "I CULTI IN RODI", Università degli studi di Pisa, 1959, pp. 1-73.
Bibliografia
- (EN) Karl Kerényi e Ralph Manheim, Eleusis: archetypal image of mother and daughter, collana Archetypal images of Greek religion, Princeton University press, 1991, p. 78, ISBN 978-0-691-01915-4.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- daduco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Doro Levi, DADUCO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.