Dante Chelotti

Dante Chelotti
NascitaSalerno, 23 febbraio 1912
MorteGondar, 16 aprile 1941
Cause della morteCaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Regno d'Italia
Forza armataRegio esercito
ArmaArtiglieria
UnitàIV Gruppo d'Africa
Anni di servizio1928 - 1941
GradoTenente
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna dell'Africa Orientale Italiana
Decorazionivedi qui
Studi militariScuola Militare Nunziatella
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Dante Chelotti (Salerno, 23 febbraio 1912 – Gondar, 16 aprile 1941) è stato un militare italiano, insignito della medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria.

Biografia

Nato in una famiglia di tradizioni militari, figlio e fratello di ufficiali superiori, frequentò per due anni il Collegio Militare della Nunziatella di Napoli. Nel marzo 1933, entrò alla Scuola allievi ufficiali di complemento d’artiglieria di Nocera Inferiore.

Promosso sergente, fu assegnato prima al Reggimento artiglieria leggera e successivamente al 3º Reggimento artiglieria della Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta". Congedato nel gennaio 1935, fu nominato sottotenente di complemento l'anno seguente, prestando servizio di prima nomina presso il 13º Reggimento artiglieria della Divisione "Granatieri di Sardegna".

Successivamente, su sua richiesta, fu trasferito alla batteria di accompagnamento del 10º Reggimento "Granatieri di Savoia", con cui partì per l'Africa Orientale nel novembre 1936, prendendo parte alle operazioni belliche del conflitto italo-etiopico.

Terminato il conflitto, passò nel Regio Corpo Truppe Coloniali dell'Eritrea e fu assegnato alla XIX Brigata coloniale. Nel dicembre 1938 fu promosso tenente di complemento.

Con l'entrata dell'Italia in guerra, fu prima assegnato al I Gruppo artiglieria mobilitato e in seguito al IV Gruppo d'artiglieria d'Africa. Cadde in combattimento il 29 agosto 1941. In riconoscimento del suo valore, gli fu conferita la nomina postuma a sottotenente in servizio permanente effettivo (s.p.e.).

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Comandante di batteria, in lunghi ed aspri combattimenti contro forze soverchianti, dava costante prova di perizia e di ardimento. Incaricato di proteggere il ripiegamento di truppe nazionali, con la sua batteria stroncava ripetutamente l’impeto di baldanzose e ben armate forze avversarie di gran lunga superiori. Esaurite le munizioni, attaccato da presso, anziché cedere, ordinava ai suoi artiglieri di difendere i pezzi fino all’estremo. Ferito mortalmente, mentre ancora incoraggiava i suoi uomini alla resistenza, per non lasciarsi sopraffare dal nemico che incalzava, si dava la morte con l’ultimo colpo della sua pistola. Esempio luminoso di alte virtù militari, di suprema dedizione al dovere e di sublime eroismo.»
— Culquabert (A.O.), 29 agosto 1941.
— Regio Decreto 29 agosto 1941

Voci correlate