David M. Raup
David M. Raup (Boston, 26 luglio 1948 – Sturgeon Bay, 9 luglio 2015) è stato un paleontologo statunitense attivo presso l'Università di Chicago. Fu eletto membro dell'Accademia delle Arti e delle Scienze statunitense nel 1996[1] e della Società Fisolofosica statunitense nel 2002.[2] È a lui dedicato un asteroide, 9165 Raup[3].
Contributi scientifici
Pur essendosi soffermato soltanto in un secondo momento della vita sulla paleontologia, Raup si specializzò gradualmente nello studio di fossili invertebrati marini.[2] All'Università di Chicago ebbe modo di realizzare diverse opere, di cui si ricordano in particolare i contributi sulle estinzioni di massa. Nei primi anni Ottanta e non senza compromessi sofferti, David M. Raup, Jack Sepkoski (1948-1999) e James W. Valentine (1926-2023) formularono la teoria della «sperimentazione iniziale e standardizzazione successiva».[4] Ai sensi di questa teoria, a una fase biologica primordiale connotata da una grande varietà di forme di vita, con molti phyla ma poche specie (cespuglio evolutivo), segue un drastico assestamento a cui sopravvivono solo alcuni rami principali, che si diversificano ulteriormente e portano alla standardizzazione dei piani corporei.[4] Ciò ha portato gli studiosi moderni ad adottare, nei confronti della storia della Terra, un approccio diverso rispetto al passato e di stampo neo-catastrofista.[5] Fu suggerito che l'estinzione dei dinosauri, avvenuta 66 milioni di anni fa, facesse parte di un ciclo di estinzioni di massa che potrebbe essersi verificato ogni 26 milioni di anni. Rivalutando dunque ancora una volta il pensiero di Georges Cuvier, si è ormai interiorizzata la consapevolezza che le cause catastrofiche possano saltuariamente consentire spiegazioni scientifiche.[5]
Un altro importante contributo riguardò l'identificazione dei cosiddetti "Big Five", ovvero i cinque episodi che avrebbero plasmato l'evoluzione della vita sulla Terra.[6] In particolare, grazie all'analisi dell'intensità dell'estinzione avvenute nel corso del Fanerozoico, si sono individuati cinque diversi episodi distruttivi avvenuti nell'Ordoviciano superiore, nel Devoniano superiore, alla fine del Permiano, nel Triassico superiore e nel passaggio tra Cretaceo e Paleogene.[6] Poiché tuttavia l'episodio del Devoniano superiore e quello del Triassico superiore ebbero una durata piuttosto estesa (alcuni milioni di anni) e si svilupparono attraverso più fasi, alcuni paleontologi hanno rigettato la costruzione di Raup e di Sepkoski, non includendo questi due eventi tra quelli di estinzione di massa veri e propri.[6]
Note
- ↑ (EN) David Malcolm Raup, su American Academy of Arts & Sciences. URL consultato il 24 settembre 2025.
- 1 2 (EN) APS Member History, su search.amphilsoc.org. URL consultato il 24 settembre 2025.
- ↑ (EN) Lutz D. Schmadel, (9165) Raup, in Dictionary of Minor Planet Names – (9165) Raup. Springer Berlin Heidelberg, 2007, p. 681, DOI:10.1007/978-3-540-29925-7_7397, ISBN 978-3-540-00238-3.
- 1 2 Telmo Pievani, Introduzione alla filosofia della biologia, Gius. Laterza & Figli Spa, 2014, p. 1991, ISBN 978-88-58-11871-9.
- 1 2 Alessandro Iannace, Storia della Terra, Gius.Laterza & Figli Spa, 2024, p. 59, ISBN 978-88-58-15644-5.
- 1 2 3 Società paleontologica italiana (SPI) (a cura di), Manuale di paleontologia, 1ª ed., Idelson-Gnocchi, 2020, p. 321, ISBN 978-88-7947-7147.
Collegamenti esterni
- (EN) Intervista del 1997 a David M. Raup. URL consultato il 24 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2009).
- (EN) A Biographical Memoir by Michael Foote and Arnold I. Miller (PDF), Accademia Nazionale delle Scienze, 2017, pp. 1-17.
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