De clementia
| De clementia | |
|---|---|
| Titolo originale | De clementia |
![]() | |
| Autore | Lucio Anneo Seneca |
| 1ª ed. originale | 55 |
| Editio princeps | Napoli, Mattia Moravo, 1475 |
| Genere | trattato |
| Sottogenere | filosofico |
| Lingua originale | latino |
Il De clementia è un trattato di Seneca scritto fra il 55 e il 56 d.C.
Insieme alle Naturales quaestiones e al De beneficiis, fa parte dei tre trattati dell'autore.[1]
Caratteristiche
Dell'opera, originariamente composta di tre libri, sono giunti solo il primo e l'inizio del secondo libro.[2] Il trattato appartiene al genere letterario detto speculum principis: in essa infatti Seneca esplora il rapporto tra filosofia e politica individuando la qualità più importante che dovrebbe avere un sovrano, ovvero la clemenza. Lo scritto è dedicato al giovane Nerone del quale Seneca era divenuto precettore, insieme al prefetto del pretorio Afranio Burro, per volere della madre Agrippina minore.[3] Con tale scritto Seneca spera di educare al meglio il giovane imperatore elogiando lo stesso con le qualità che vorrebbe che Nerone avesse.
Contenuto
Rivolgendosi a Nerone, da poco divenuto imperatore, Seneca ne elogia la moderazione e la clemenza (durante il cosiddetto "quinquennio del buon governo"), definita come la «moderazione d'animo di chi può vendicarsi», o l'"indulgenza", e che invita a comportarsi con i suoi sudditi come un padre con i figli. Seneca non mette in discussione il potere assoluto dell'imperatore romano, ed anzi lo legittima come un potere di origine divina. A Nerone il destino ha assegnato il dominio sui suoi sudditi, ed egli deve svolgere questo compito senza far sentire su di loro il peso del potere. Alcuni pensano che avendo intuito gli istinti tirannici del giovane princeps, Seneca abbia tentato di tenerli a freno tramite questi insegnamenti.
Questa tesi trova il supporto filosofico nella dottrina politica stoica, secondo cui la monarchia è la forma di governo migliore, all'unica condizione che il sovrano sia sapiente, e trattenendo i suoi sentimenti più violenti, sappia esercitare con temperanza il suo potere. Queste considerazioni influenzarono l'imperatore stoico Marco Aurelio e il suo pensiero politico. Seneca, anticipando di molti secoli la concezione illuminista di Cesare Beccaria, vede nell'eccessività della pena anche il contrario della deterrenza.
Note
- ↑ O.Bellavita, M.Gori, L.Lehnus, Thesaurus Latinitatis-vol.2, Principato, Milano, 2011, pag. 75
- ↑ Cfr. Gian Biagio Conte, Letteratura latina, vol. II. L'età imperiale, Mondadori Education, 2012, p. 61.
- ↑ O.Bellavita, M.Gori, L.Lehnus, Thesaurus Latinitatis-vol.2, Principato, Milano, 2011, pag. 69
Collegamenti esterni
- (EN) On Mercy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 179765947 · LCCN (EN) nr2001046019 · GND (DE) 4387058-2 · BNF (FR) cb121914166 (data) · J9U (EN, HE) 987007326571405171 |
|---|
