Deborah Raji

Inioluwa Deborah Raji

Inioluwa Deborah Raji (Port Harcourt, 1995) è un'informatica nigeriana naturalizzata statunitense, nota per le sue ricerche su bias algoritmici, etica dell'intelligenza artificiale e auditing algoritmico.

Biografia

Inioluwa Deborah Raji è nata a Port Harcourt, in Nigeria. All'età di quattro anni si è trasferita con la famiglia a Mississauga, in Ontario, in cerca di migliori opportunità.[1]

Dopo un periodo di frequente mobilità scolastica, Raji si è stabilita con la famiglia a Ottawa, dove ha frequentato la Colonel By Secondary School conseguendo il diploma del programma di Baccellierato Internazionale.

Inizialmente ammessa alla McGill University per studiare neuroscienze, ha cambiato indirizzo su suggerimento di un docente dell'Università di Toronto, che la convinse a orientarsi verso l'ingegneria.[1] Ha conseguito la laurea in Engineering Science presso l'Università di Toronto nel 2019.[1]

Carriera e ricerca

Bias algoritmico e audit dei sistemi di riconoscimento facciale

La svolta nella sua carriera di ricercatrice è avvenuta durante un tirocinio presso la startup di apprendimento automatico Clarifai, dove stava lavorando a un modello di visione artificiale addestrato per filtrare contenuti sessualmente espliciti.

Raji rilevò come tale modello segnalasse le immagini di persone di colore a un tasso sproporzionatamente più alto rispetto a quelle di persone bianche. Il bias era riconducibile agli squilibri demografici nei dati di addestramento: il modello aveva appreso la distinzione tra contenuto esplicito e contenuto sicuro su dataset che sovrarappresentavano le persone di colore nel materiale pornografico e le persone bianche nelle immagini di archivio, producendo un'associazione discriminatoria tra colore della pelle e contenuto vietato.[2] L'azienda, tuttavia, non diede seguito alla segnalazione.[1][3]

L'episodio spinse Raji a contattare la ricercatrice del MIT Joy Buolamwini, che insieme a Timnit Gebru nel 2018 aveva condotto il progetto Gender Shades: il primo audit algoritmico sistematico degli strumenti commerciali di classificazione del genere, che aveva rilevato scostamenti fino al 34,4% di accuratezza tra donne dalla pelle scura e uomini dalla pelle chiara nei sistemi di Microsoft, IBM e Megvii (Face++).

Raji collaborò con Buolamwini al paper successivo, Actionable Auditing (2019), di cui è prima autrice. Lo studio analizzò l'impatto di Gender Shades sui sistemi delle aziende coinvolte - documentando significativi miglioramenti nelle prestazioni di IBM, Microsoft e Megvii nei sette mesi successivi alla pubblicazione - ed estese l'analisi ai sistemi di Amazon Rekognition e Kairos, in entrambi i casi riscontrando scostamenti marcati a danno delle donne dalla pelle scura.[1][4] Il contributo metodologico centrale del paper è la formalizzazione di una procedura di divulgazione pubblica dei risultati degli audit, modellata sulle pratiche di sicurezza informatica, con l'obiettivo di incentivare le aziende ad affrontare il bias algoritmico.

A seguito di questo lavoro IBM e Amazon sospesero la vendita delle proprie tecnologie di riconoscimento facciale alle forze dell'ordine e dichiararono sostegno a una sua regolamentazione.[4] Nello stesso anno il National Institute of Standards and Technology aggiornò il proprio audit annuale degli algoritmi di riconoscimento facciale per includere una valutazione del bias razziale.[5]

Model Card e lavoro in Google

Dopo il MIT Media Lab, Raji ha partecipato a un programma di ricerca presso Google, dove ha collaborato con l'Ethical AI team team guidato da Margaret Mitchell allo sviluppo dei Model Card, uno strumento di documentazione standardizzata per i sistemi di apprendimento automatico finalizzato a rendere esplicite le scelte progettuali e a facilitare l'individuazione di errori e bias.[1]

Google ha integrato il framework in Google Cloud nel 2019 e altre aziende, tra cui OpenAI e Hugging Face, hanno adottato pratiche analoghe. Raji ha inoltre co-guidato un progetto interno per introdurre pratiche di auditing lungo l'intero ciclo di sviluppo dei prodotti di IA, con l'obiettivo di individuare i problemi prima del lancio.[1]

Ruoli successivi

Nel 2019 è stata research fellow estiva presso la Partnership on AI, con un focus sulla definizione di standard di trasparenza e norme di benchmarking per il settore. Ha ricoperto in seguito il ruolo di Tech Fellow presso l'AI Now Institute della New York University, dove ha proseguito il lavoro sull'auditing algoritmico, e di Senior Trustworthy AI Fellow presso la Mozilla Foundation.[6][7]

Dal 2023 ricopre il ruolo di Academic Fellow presso la Leadership Conference on Civil and Human Rights. È inoltre membro dei consigli consultivi dell'Health AI Partnership, del Center for Democracy and Technology AI Governance Lab e del Center for Civil Rights and Technology on Civil and Human Rights e membro dei consigli consultivi del Center for Democracy and Technology AI Governance Lab, dell'Health AI Partnership e del Center for Civil Rights and Technology.[8]

Ricerca

La ricerca di Raji si concentra sulle implicazioni legali e istituzionali delle scelte ingegneristiche nella costruzione dei modelli di IA - dalla selezione dei dati di addestramento alla valutazione delle prestazioni - con particolare attenzione alla protezione dei consumatori, alla responsabilità civile e alle pratiche antidiscriminatorie.[8]

Il suo lavoro è animato dalla convinzione che lo sviluppo responsabile dell'IA non sia un obiettivo astratto, ma una necessità concreta, data la portata dell'impatto di questi sistemi sulla vita delle persone.[1]

Il suo lavoro sul bias nei sistemi di riconoscimento facciale è citato nel documentario Coded Bias (2020), diretto da Shalini Kantayya.[9]

Premi e riconoscimenti

Nel 2019 ha ricevuto, insieme a Joy Buolamwini e Timnit Gebru, il VentureBeat AI Innovations Award nella categoria AI for Good.[10] Nel 2020 è stata inclusa nella lista MIT Technology Review 35 Under 35 Innovators e ha ricevuto, insieme a Buolamwini e Gebru, l'EFF Pioneer Award.[11]

Nel 2021 è entrata nella Forbes 30 Under 30 (categoria Enterprise Technology) ed è stata inserita nella Hall of Fame delle 100 Brilliant Women in AI Ethics. Nel 2023 è stata inclusa nella lista TIME100 AI delle cento persone più influenti nel campo dell'intelligenza artificiale.[12]

Nel 2024 ha ricevuto il Tech For Humanity Prize e il Mozilla Rise 25 Award.[8]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Karen Hao, Inioluwa Deborah Raji, su MIT Technology Review, 17 giugno 2020. URL consultato il 12 marzo 2026.
  2. ↑ (EN) Liz Do, AI facial-recognition technology has built-in bias. Student Deb Raji is holding companies accountable, su alumni.utoronto.ca, 10 febbraio 2019. URL consultato il 6 aprile 2026.
  3. ↑ (EN) Karen Hao, Inioluwa Deborah Raji, su MIT Technology Review, 17 giugno 2020. URL consultato il 2 aprile 2026.
  4. 1 2 (EN) Inioluwa Deborah Raji, su time.com, 7 settembre 2023. URL consultato il 4 aprile 2024.
  5. ↑ (EN) Patrick Grother, Mei Ngan, Kayee Hanaoka, NIST Study Evaluates Effects of Race, Age, Sex on Face Recognition Software. Demographics study on face recognition algorithms could help improve future tools, su nist.gov, 19 dicembre 2019. URL consultato il 3 aprile 2026.
  6. ↑ (EN) Inioluwa Deborah Raji, su rajiinio.github.io. URL consultato il 12 marzo 2026.
  7. ↑ (EN) Melissa Huerta, Mozilla Welcomes Two New Fellows in Trustworthy AI, su mozillafoundation.org, 16 ottobre 2020. URL consultato il 4 aprile 2026.
  8. 1 2 3 (EN) Inioluwa Deborah Raji, su Simons Institute. URL consultato il 12 marzo 2026.
  9. ↑ (EN) Coded Bias, su Stanford HAI. URL consultato il 12 marzo 2026.
  10. ↑ (EN) AI innovation winners announced in San Francisco, su Innovation Matrix. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2020).
  11. ↑ (EN) Pioneer Award Ceremony 2020, su Electronic Frontier Foundation. URL consultato il 12 marzo 2026.
  12. ↑ (EN) Simmone Shaw, Inioluwa Deborah Raji, in Time, 7 settembre 2023. URL consultato il 12 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2023).

Voci correlate