Decibel milliwatt

Il dBm è la sigla per decibel milliwatt, indica un valore di potenza multiplo se positivo, o sottomultiplo se negativo, rispetto al valore di riferimento di 1mW.

In ambito scientifico esistono delle grandezze che, come nel caso della potenza elettrica, i valori non hanno una scala lineare ma un andamento di tipo quadratico. Nel caso specifico:

La potenza è il prodotto di una tensione per una corrente , normalmente la potenza viene dissipata da un carico resistivo , e quindi per la legge di Ohm sarà:

Dalla funzione si evince che, per ogni raddoppio della tensione la potenza diviene quattro volte maggiore, lo stesso per un dimezzamento di la potenza decresce di quattro volte. Ecco la scomodità di lavorare con valori di potenza che vanno da frazioni di watt a migliaia di volte l'unità di misura. La matematica in questo caso ci viene in aiuto, per linearizzare la nostra scala di misura che è esponenziale, possiamo ricorrere alla funzione complementare che è quella logaritmica, avendo così dei valori che crescono in maniera lineare.

La funzione esiste già, ed è uno standard molto utilizzato in molti ambiti tecnici, e da luogo a dei valori che hanno come unità di misura il decibel (dB), ma c'è un problema intrinseco nella definizione stessa del dB, ovvero che il logaritmo è basato su un rapporto tra entità della stessa natura e, di valori totalmente arbitrari, ecco allora che per dare al dBm un valore assoluto è stato scelto di rapportare la potenza in esame con il valore fisso di 1 mW.

Il dBm è nato, e viene usato, dove si ha a che fare con linee di trasmissione, questo perché le linee di trasmissione sono costituite da una impedenza caratteristica, che è fissa e conosciuta, e da il vantaggio di avere valori di tensione che sono proporzionali alla potenza che vogliamo conoscere. Togliamo un dubbio che può essere sorto, perché sulle linee di trasmissione si parla di impedenza e nel calcolo della potenza compare una resistenza? Perché l'impedenza è un numero complesso formato da una parte reale (resistiva) e una parte immaginaria (reattiva), senza scendere in dettagli tecnici, la potenza è sempre e solo dissipata dalla parte reale dell'impedenza, e quindi dalla resistenza. Le resistenze caratteristiche sono fondamentalmente tre e sono riportate nella tabella seguente:

Valori caratteristici per 1mW
R [Ω]V0 [mV]Ambito tecnico
50223,6Radiofrequenze
75273,9Antennistica
600774,6Telecomunicazioni

Nella tabella V0 rappresenta il valore di tensione efficace che occorre per avere 1 milliwatt di potenza, e scaturisce dalla seguente funzione:

A questo punto dovrebbe essere chiara la relazione tra la potenza e la tensione:

Il 20 finale esce fuori dalle proprietà dei logaritmi.

I vantaggi nell'usare questo approccio sono molteplici, anzitutto si ha a che fare con numeri gestibili, in secondo luogo con un po' di esperienza si riesce immediatamente, senza fare calcoli complessi, a risalire dal valore in dBm ai watt e alla tensione che si leggerebbe sul carico, infine partendo da un valore assoluto in dBm si possono aggiungere in caso di amplificazione, o sottrarre in caso di attenuazione, valori in dB relativi, fino a giungere al valore assoluto finale sempre in dBm e quindi a potenza e tensione conosciuti.

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