Della Rosa

Della Rosa
Di rosso al leone d’argento affiancato da sei rose disposte in due pali laterali.
StatoItalia (bandiera) Italia
Titolisignori

I Della Rosa (o Da Sassuolo) furono una nobile famiglia modenese, aderente alla fazione guelfa.

Storia

Sassuolo, castello di Montegibbio

Alla fine del XII secolo ottennero la signoria di Sassuolo,[1] che venne ripresa nel 1417 dal marchese di Ferrara Niccolò III d'Este.[2]

La famiglia fu protagonista della vita politica e sociale del modenese per circa due secoli, fra guerre e momenti di pace, alleanze e tradimenti, in un susseguirsi avvincente, tipico delle nobili famiglie medievali. Alcuni momenti salienti furono: nel 1216, Tommaso della Rosa incontrò, insieme ad altri nobili, il re Enrico VII, figlio dell'imperatore Federico II di Svevia, per tracciare i confini modenesi contesi a San Pellegrino in Alpe (Appennino tosco-emiliano), mentre nel 1217 ospitarono nella rocca di Sassuolo, il futuro San Francesco.

Furono protagonisti delle lotte fra guelfi e ghibellini nel modenese partecipando alla battaglia di Fossalta nel 1249. Quest'ultima vide prevalere i guelfi, loro schieramento, che da quel momento guidò la città di Modena. All'interno dei guelfi modenesi si formarono due fazioni, una composta dai modenesi originari della città, chiamati "intrinseci" e l'altra, alla quale aderivano i Della Rosa, che identificava i nobili modenesi provenienti dalle località vicine, ed erano detti "estrinseci". Per anni si diedero battaglia, anche quando a prevalere furono i ghibellini, tornati con i mantovani Bonacolsi al comando di Modena. L'ultimo signore di Sassuolo, Francesco, ebbe l'onore di partecipare ai solenni funerali del Duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti. Fu persino fra coloro che sostennero la salma. Infatti Francesco strinse una forte amicizia ed un forte legame con i Visconti. Proprio questo legame potrebbe essere la causa della diffidenza degli Estensi che, accusato Francesco di trame ai loro danni, lo fecero imprigionare a Ferrara, nel carcere di Castelvecchio nel 1417 dove morì lo stesso anno. Secondo alcuni storici ci fu un tentativo di fuga con relativa caduta nel fossato e conseguente morte dopo pochi giorni, secondo altri fu ucciso in quanto personaggio scomodo. Fatto sta, però, che fu sepolto nella chiesa di San Francesco a Ferrara, con tutti gli onori. Dopo Francesco, a Sassuolo si stabilirono definitivamente gli Estensi e la famiglia fu costretta ad emigrare tra centro e nord Italia. Probabilmente, però, molti componenti emigrarono già dopo una cocente sconfitta subita nel 1373 sempre ad opera degli Estensi. C'è traccia di componenti di detta famiglia, a Bologna, come "Sassoli", e in Romagna, nel riminese, come Della Rosa. Altri "Della Rosa" migrarono verso Lombardia e Veneto e altri ancora fra Toscana, Umbria e Lazio. Secondo il Cionini, storico di Sassuolo, è molto probabile che la famiglia Dalla Rosa Prati di Parma, sia anch'essa discendente degli ex signori di Sassuolo.

Possedettero numerosi castelli, fra gli altri, quelli di Sassuolo, Fiorano, Magreta, Montebaranzone, Dinazzano e Montegibbio, che nel 1325 venne assediato e distrutto da Francesco dei Bonacolsi con le sue truppe.[3][4]

Nel 2025 si è costituita, in Umbria, l'Enclave della Signoria dei Della Rosa o da Sassuolo. Notizie in Gruppo Ricerca Fotografica, voce Signoria e Museo.[5]

Esponenti illustri

  • Manfredo I da Sassuolo (1200 circa - 1260), podestà di Siena (1240)
  • Manfredo II da Sassuolo (1225-1278), podestà di Reggio, Parma, Ferrara, Piacenza, Cremona e Bologna
  • Manfredino I da Sassuolo (1250-1309), podestà di Parma, Todi, Perugia, Reggio, Modena[6]
  • Sassolo da Sassuolo (1285-1326), capitano del popolo di Reggio, Parma, Verona
  • Manfredino VI da Sassuolo (1338-1387), podestà di Brescia e capitano del popolo di Bergamo
  • Francesco della Rosa (1245-1417), ultimo signore di Sassuolo.

Arma

Leone d’argento su fondo rosso affiancato da sei rose disposte in due pali laterali.

Note

  1. ↑ Touring Club Italiano. Emilia Romagna., su books.google.it.
  2. ↑ Sapere.it. Sassuolo., su sapere.it.
  3. ↑ Guido Bucciardi, I nobili della Rosa, in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934, pp. 57-62.
  4. ↑ Comune di Sassuolo. Castello di Montegibbio., su comune.sassuolo.mo.it. URL consultato il 1º aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2018).
  5. ↑ Della Rosa Franco, Al via il Museo d'Arte dei Fratelli Della Rosa, in Notiziario del Gruppo Ricerca Fotografica, II Sem. 2025 - CH-Cumün da Val Müstair - Grischun, n. 23.
  6. ↑ Sassuolo Manfredino., su treccani.it.

Bibliografia

  • Guido Bucciardi, I nobili della Rosa, in Fiorano nelle vicende storiche del castello e del santuario dalle origini al 1859, Tipografia Pontificia ed Arcivescovale dell'"Immacolata Concezione", 1934.
  • Dante Colli, Alfonso Garuti e Romano Pelloni, Piccole Capitali Padane, Modena, Artioli Editore, 1996, ISBN 88-7792-048-3.
  • Tiraboschi Girolamo, Memorie storiche modenesi, Società Tipograica, Modena, 1793
  • Matteo Schenetti, Storia di Sassuolo, Aedes Muratoriana, Modena, 1966
  • Enrico Della Rosa, Il cognome Della Rosa, Incontri Editrice, Sassuolo, 2025