Diana de Feo
| Diana de Feo | |
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| Senatrice della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 29 aprile 2008 – 14 marzo 2013 |
| Legislatura | XVI |
| Gruppo parlamentare | Il Popolo della Libertà |
| Coalizione | Centro-destra 2008 |
| Circoscrizione | Campania |
| Incarichi parlamentari | |
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| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Il Popolo della Libertà |
| Professione | Giornalista |
Diana Carla Carmela de Feo (Torino, 9 marzo 1937 – Napoli, 23 giugno 2021) è stata una giornalista e politica italiana, senatrice della Repubblica per Il Popolo della Libertà nella XVI legislatura della Repubblica Italiana.
Biografia
Nata a Torino, era la figlia di Italo de Feo, giornalista, nonché storico, politico, direttore della Rai e capo dell'ufficio stampa del Comitato di Liberazione Nazionale. Era una giornalista professionista iscritta, dal 1966, all'Ordine dei giornalisti del Lazio.
Carriera giornalistica
Dal 1976 e fino al 1996 ha collaborato insieme a Flora Favilla alla rubrica quotidiana del TG1 curata da Giorgio Ponti Almanacco del giorno dopo. Precedentemente ha lavorato sette anni, sempre per la stessa testata, nella redazione “Cronache del Lavoro e dell’Economia”. Era anche inviata speciale del TG1 per l'arte e la cultura.
Attività politica
Alle elezioni politiche del 2008, su invito di Silvio Berlusconi, è stata candidata al Senato della Repubblica, tra le liste del Popolo della Libertà nella circoscrizione Campania in decima posizione, venendo eletta senatrice. Nella XVI legislatura della Repubblica è stata componente della 7ª Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi e del Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione.[1]
Alle elezioni politiche del 2013 annuncia di non volersi ricandidare in Parlamento.
Morte
È morta il 23 giugno 2021 nella sua casa di Napoli, all'età di 84 anni dopo una lunga malattia.[2] I funerali si svolgono nella chiesa di San Gennaro, in via Bernini, al Vomero.[3] Le ceneri riposano nella cappella di famiglia al cimitero di Mirabella Eclano.[4]
Vita privata
Sia il re di Grecia Costantino II sia il re di Spagna Juan Carlos I manifestarono l’intenzione di sposarla.[5]
Ha vissuto a Napoli fino al matrimonio avvenuto nel 1965 con il collega Emilio Fede, da cui ebbe due figlie, Sveva e Simona.
Vicende giudiziarie
Comproprietaria della storica Villa Lucia nel quartiere collinare del Vomero a Napoli, il 4 maggio 2006, su denuncia di Italia Nostra, i vigili antiabusivismo del comune di Napoli appongono i sigilli alla villa, scoprendo e bloccando lavori abusivi in corso e aprendo un procedimento penale nei confronti della De Feo. Sono stati infatti rilevati abusi interni ed esterni e lavori in corso senza una serie di autorizzazioni da parte della sovrintendenza, nonostante la villa fosse sottoposta a vincolo in base alla legge del 1939 sui beni monumentali (aggiornata con il "Codice" varato del ministro Giuliano Urbani), in relazione alla manomissione di decorazioni neoclassiche. Nessuna autorizzazione neanche da parte del genio civile in relazione al consolidamento del terrazzo di Villa Lucia, dove erano in atto lavori con l'utilizzo di cemento armato.[6][7]
Note
- ↑ senato.it - Scheda di attività di Diana DE FEO - XVI Legislatura, su www.senato.it. URL consultato il 30 giugno 2023.
- ↑ E' morta Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, su tgcom24.mediaset.it, 23 giugno 2021.
- ↑ Diana De Feo, funerali al Vomero, su Vomero Magazine, 1º luglio 2021. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ Addio Emilio Fede, la figlia: 'tantissimi messaggi di affetto, grazie a tutti' | ANSA.it, su www.ansa.it. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ Diana De Feo, su Interviste, 29 settembre 2005. URL consultato l'11 febbraio 2026.
- ↑ Villa Lucia, scattano i sigilli blitz nella casa per Berlusconi, su ricerca.repubblica.it, repubblica.it.
- ↑ 4 maggio, i take Ansa sui sigilli a villa Lucia, su iustitia.it.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Diana de Feo, su Senato.it - XVI legislatura, Parlamento italiano.
- Sito ufficiale, su dianadefeo.it.
- Sito del Senato della Repubblica, su senato.it.
