Dietrich von Choltitz
| Dietrich Hugo Hermann von Choltitz | |
|---|---|
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| Soprannome | "Salvatore di Parigi" |
| Nascita | Wiese-Gräflich, 9 novembre 1894 |
| Morte | Baden-Baden, 4 novembre 1966 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | |
| Anni di servizio | 1907 - 1944 |
| Grado | General der Infanterie |
| Guerre | Prima guerra mondiale Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Campagna di Polonia Invasione tedesca dei Paesi Bassi Operazione Barbarossa Fronte orientale Campagna d'Italia Fronte occidentale |
| Battaglie | Battaglia di Rotterdam Assedio di Sebastopoli Battaglia di Kursk Sbarco di Anzio Liberazione di Parigi |
| Comandante di | Governatore militare di Parigi 16. Infanterie-Regiment LXXVI. Panzerkorps |
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Dietrich Hugo Hermann von Choltitz (Wiese-Gräflich, 9 novembre 1894 – Baden-Baden, 4 novembre 1966) è stato un generale tedesco.
Ufficiale della Wehrmacht preparato e capace, si distinse durante la seconda guerra mondiale in particolare sul Fronte orientale dove al comando di reparti di fanteria ottenne brillanti successi negli assalti alle posizioni fortificate sovietiche nell'assedio di Sebastopoli. Passato al comando di unità corazzate, partecipò, agli ordini del feldmaresciallo Erich von Manstein, a molte battaglie sul fronte dell'est.
Trasferito sul Fronte occidentale, guidò un corpo d'armata nel corso della battaglia di Normandia, prima di essere nominato personalmente da Adolf Hitler, Governatore di Parigi durante gli ultimi giorni dell'occupazione nazista della città; divenne famoso in questa circostanza per aver disobbedito all'ordine di Hitler di radere al suolo Parigi.
Biografia
I primi anni

Dietrich Hugo Hermann von Choltitz nacque il 9 novembre 1894 nella residenza della sua famiglia, il castello di Gräflich Wiese (attuale Łąka Prudnicka, Polonia) nell'allora provincia tedesca della Slesia. Era figlio di Hans von Choltitz (1865–1935), maggiore dell'esercito prussiano, e di sua moglie Gertrud von Rosenberg. Aveva due fratelli, Hans e Job.[2][3] Suo padre era membro di una famiglia nobile di origini moravo-slesiane[4] e suo zio Hermann von Choltitz era stato governatore del landkreis di Neustadt dal 1907 al 1920.[3] La sua famiglia era inoltre proprietaria della grande foresta che si estendeva tra Prudnik e Niemysłowice.[5]
Nel 1907 Dietrich von Choltitz entrò come cadetto nella scuola militare di Dresda e successivamente nella prestigiosa Preußische Hauptkadettenanstalt.[6]
La carriera

Nel corso della prima guerra mondiale von Choltitz prestò servizio sul fronte occidentale[7] ove conseguì il grado di tenente. Rimase nel Reichswehr durante la Repubblica di Weimar,[1][3] divenendo capitano di cavalleria nel 1929.[6][8] Successivamente egli divenne comandante del 3º Battaglione Luftlande-Infanterieregiment 16, prima come maggiore e dal 1938 come tenente-colonnello.[6][8]
Nella seconda guerra mondiale il battaglione di von Choltitz venne utilizzato dapprima nella campagna d'invasione della Polonia[7][9] e poi per l'occupazione di Rotterdam[10] via aerea nel 1940[3] (fatto che gli valse la medaglia di cavaliere della Croce di Ferro).[1] Nel settembre del 1940 divenne comandante del reggimento e dal 1941 venne promosso al grado di colonnello.[1][8][10][11][12]
Nella guerra contro l'Unione Sovietica, il reggimento di von Choltitz venne dispiegato nell'area del Dniepr ed utilizzato durante l'assedio di Sebastopoli nel giugno del 1942, subendo perdite gravi.[1][3][9][11] Nello stesso anno egli divenne maggior generale e nel 1943 tenente-generale.[8][12] I suoi incarichi di comando includevano anche il ruolo di comandante della 260. Infanterie-Division nonché quello di comandante del 48º Panzerkorp.[1] Sotto il comando di Erich von Manstein, prese parte alla battaglia di Kursk.[13]
Dal marzo 1944 prestò servizio in Italia e dal giugno di quello stesso anno venne trasferito sul fronte occidentale. Dal 20 giugno al 28 luglio del 1944, comandò l'84º corpo d'armata impegnato in Normandia,[12] succedendo al generale Marcks morto in combattimento.[8][9] Prese residenza dapprima a Coutances e poi a Ouville, ma le forze che aveva a disposizione apparivano demotivate ben sapendo che avrebbero dovuto fronteggiare preponderanti forze nemiche.
Governatore di Parigi


Il 1º agosto 1944 von Choltitz venne promosso al rango di Generale di Fanteria[12] ed il 7 agosto divenne Governatore militare della città di Parigi,[1][8][9] in sostituzione del generale Carl-Heinrich von Stülpnagel, arrestato per alto tradimento.[14] Egli giunse in città il 9 agosto, prendendo residenza presso l'Hotel Meurice, su Rue de Rivoli, proprio davanti al giardino delle Tuileries.[1][14][15]
Nei successivi sedici giorni di durata dell'occupazione tedesca della città, egli disobbedì a molti degli ordini di Adolf Hitler,[1] il quale gli aveva intimato di distruggere la città prima che tornasse nelle mani degli Alleati e che per tale scopo gli aveva fornito l'esplosivo necessario per far saltare i principali monumenti della città. Già dal 15 agosto, del resto, la polizia di Parigi si pose in sciopero per protesta contro gli occupanti tedeschi e dal 19 agosto vi fu un'insurrezione generale guidata dal partito comunista francese.[16][17] La guarnigione tedesca agli ordini di Choltitz era composta da uomini in numero insufficiente per cercare di schiacciare la rivolta e pertanto essa perse il controllo di molti uffici pubblici nel giro di pochi giorni, oltre a trovare bloccate le principali strade e innumerevoli danni ai veicoli tedeschi.[18] Con l'aiuto del console generale svedese a Parigi, Raoul Nordling, venne sottoscritto un cessate il fuoco il 20 agosto, ma molti gruppi di resistenza non lo accettarono ed il giorno successivo proseguirono altre schermaglie.
Von Choltitz, per preservare la città di Parigi che amava e rispettava e di cui conosceva bene le tradizioni e la storia, venne anche a patti con le locali forze partigiane di liberazione, pur continuando a mantenere l'occupazione tedesca. Egli, insieme ai 17.000 uomini del suo comando, si dovette infine arrendere al generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque ed al capo della resistenza Henri Rol-Tanguy a Gare Montparnasse il 25 agosto 1944.[3][7][14][16][19] Per essersi rifiutato di obbedire agli ordini di Hitler e per aver preservato la città, von Choltitz venne visto da molti parigini come il salvatore della città.[7]
Quando Hitler seppe della resa di von Choltitz, ordinò un bombardamento sulla città da parte della Luftwaffe il 26 agosto ed il lancio di alcuni razzi V2 dal Belgio che causarono comunque pesanti danni alla capitale francese.[20]
Prigionia e ultimi anni

Dopo la sconfitta, von Choltitz venne tenuto prigioniero per un certo periodo a Trent Park, a nord di Londra, un campo di prigionia per ufficiali tedeschi.[1][21] Di nascosto, durante la sua reclusione, venne fatta una registrazione di un suo discorso con altri compagni prigionieri nei quali ammetteva le proprie colpe.
Dopo un breve periodo a Camp Clinton, nel Mississippi, venne rilasciato dalla prigionia nel 1947.[1][9][14][21][22] Dietrich von Choltitz morì nel novembre del 1966 per una vecchia ferita di guerra nell'ospedale cittadino di Baden-Baden.[1][2][23] Venne sepolto nel cimitero della città alla presenza delle più alte autorità francesi che gli riconobbero i meriti di "salvatore della città di Parigi".[1][3][7][21][23]
Nella cultura di massa
Dietrich von Choltitz venne interpretato dall'attore tedesco Gert Fröbe nel film Parigi brucia?, una produzione franco-americana sulla liberazione di Parigi, inoltre dall'attore francese Niels Arestrup nel film Diplomacy - Una notte per salvare Parigi, produzione franco-tedesca sullo stesso tema.[7]
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Onorificenze straniere
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 General der Infanterie Dietrich von Choltitz - Lexikon der Wehrmacht, su www.lexikon-der-wehrmacht.de. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 General der Infanterie Dietrich von Choltitz, su www.choltitz.de. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 Choltitz, Dietrich Hugo Hermann von, “Saviour of Paris”. | WW2 Gravestone, su ww2gravestone.com. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ (PL) Redakcja, Ślązak Dietrich von Choltitz z Wehrmachtu ocalił Paryż [HISTORIA DZ], su Dziennik Zachodni, 22 giugno 2013. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ (PL) Niemyslowice.info, Zabytki Niemysłowic | Sołectwo Niemysłowice, su niemyslowice.info. URL consultato il 9 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2020).
- 1 2 3 (EN) Samuel W. Mitcham, Defenders of Fortress Europe: The Untold Story of the German Officers During the Allied Invasion, Potomac Books, 2009, p. 120, ISBN 978-1-59797-274-1. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Marco Mondini, Il generale alla fine cedette: disobbedì all’ordine assurdo e Parigi non bruciò, su www.ilfoglio.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Choltitz, von, Dietrich Hugo Hermann - TracesOfWar.com, su www.tracesofwar.com. URL consultato l'8 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) Dietrich von Choltitz, su britannica.com.
- 1 2 (EN) General Dietrich von Choltitz, su historylearning.com. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 (CS) Choltitz, Dietrich von : C, su Valka.cz, 8 agosto 2011. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 3 4 Biography of General of Infantry Dietrich von Choltitz (1894 – 1966), Germany, su generals.dk. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ 11. Panzer-Division, su www.okh.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 3 4 Musée de la résistance en ligne, su museedelaresistanceenligne.org. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ (EN) The day Paris was liberated, su The Independent, 24 agosto 2004. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 Marco Patricelli, Parigi brucia. L’ordine di Hitler ignorato dal generale tedesco Choltitz, su www.agi.it, 19 agosto 2024. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ The Milwaukee Journal - Google News Archive Search, su news.google.com. URL consultato il 9 maggio 2026 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
- ↑ (EN) HistoryNet Staff, World War II: The Liberation of Paris, su HistoryNet, 12 giugno 2006. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ Adolf Hitler al telefono: "Ist Paris verbrannt?" - Ticinolive, su ticinolive.ch. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ (FR) « Détruire Paris, les plans secrets d’Hitler » : Paris fut bien à deux doigts de brûler, su lemonde.fr.
- 1 2 3 (EN) Sidney Mucheru, Dietrich von Choltitz Was The German General Who Refused To Destroy Paris, Hitler Wanted Him Shot | War History Online, su warhistoryonline, 25 agosto 2016. URL consultato il 9 maggio 2026.
- ↑ Don Kladstrup, Wine and War: The French, the Nazis, and the Battle for France's Greatest Treasure, Broadway Books, 2002, p. 275, ISBN 9780767904483.
- 1 2 (EN) Gen. Dietrich von Choltitz Dies; 'Savior of Paris' in '44 Was 71; Commander's Disobedience to Hitler's Orders to Destroy City Inspired Best Seller, in The New York Times, 6 novembre 1966. URL consultato il 9 maggio 2026.
Bibliografia
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- Martin Blumenson, Breakout and Pursuit, collana United States Army in World War II: The European Theater of Operations, Washington, Center of Military History, U.S. Army, 2005 [1961].
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- Elaine Sciolino, The Seine: The River that Made Paris, W. W. Norton & Company, 2019, ISBN 978-0-393-60936-3.
- Jean Edward Smith, The Liberation of Paris: How Eisenhower, de Gaulle, and von Choltitz Saved the City of Light, Simon & Schuster, 2020, ISBN 978-1-5011-6493-4.
- (DE) Dietrich von Choltitz, --- brennt paris? adolf hitler ---: Tatsachenbericht des letzten deutschen Befehlshabers in Paris, a cura di Timo von Choltitz, R. G. Fischer, 2014 [1950], ISBN 978-3-8301-9778-2.
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- Michael D. Hull, Leclerc and Liberation, in Warfare History Network, vol. 10, n. 5, luglio 2021. URL consultato il 19 luglio 2023.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Dietrich von Choltitz, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Historic.de - Biography und pictures, su historic.de. URL consultato il 24 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2014).
- Dietrich von Choltitz, su choltitz.de. URL consultato il 24 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2008).
- (EN) Gen Dietrich von Choltitz, in Find a Grave.
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