Digitosepia

Digitosepia
D. faurei
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumMollusca
ClasseCephalopoda
OrdineSepiida
SottordineSepiina
SuperfamigliaSepioidea
FamigliaSepiidae
GenereDigitosepia
Lipiński, 2020
Specie
Vedi testo

Digitosepia Lipiński, 2020 è un genere di molluschi cefalopodi appartenente alla famiglia Sepiidae[1].

Distribuzione e habitat

L'areale del genere comprende i mari della metà meridionale dell'Africa e del Madagascar[2]

L'habitat di vita è poco noto. D. dubia è nota per una profondità di 25 m[3], D. faurei di 168 m[4] e D. robsoni è stata catturata tra 17 e 37 m[5].

Descrizione

Questo genere è stato separato da Sepia, a cui è molto simile, solo nel 2023. Le principali caratteristiche sono le seguenti. Si tratta di seppie di piccole dimensioni, la lunghezza del mantello è sempre inferiore a 40 mm. Il mantello è ovale, largo, con due carene laterali ben evidenti sul lato ventrale. L'osso di seppia è poco o nulla calcificato, sottile e almeno in parte chitinoso. Le braccia hanno ventose biseriate. Entrambe le braccia ventrali sono ectocotilizzate nel maschio. La clava tentacolare è corta, a forma di mezzaluna, con il lato dotato di ventose piatto. Le ventose sulla clava hanno tutte le stesse dimensioni, sono disposte in serie trasversali di 4-8. La pelle della testa e del mantello presentano ornamentazioni diverse fra le specie costituite da papille, tubercoli e altre formazioni cutanee[6].

Pesca

L'interesse per la pesca è scarso.

Tassonomia

Fino al 2023 il genere Digitosepia era considerato parte di Sepia: le differenze che hanno portato alla creazione di questo genere risiedono in gran parte nella conchiglia o osso di seppia[6].

Specie

  • Digitosepia barosei (Lipiński, 2020)
  • Digitosepia dubia (Adam & W. J. Rees, 1966)
  • Digitosepia faurei (Roeleveld, 1972)
  • Digitosepia robsoni (Massy, 1927)
  • Digitosepia roeleveldi (Lipiński, 2020)
  • Digitosepia shazae (Lipinski & Leslie, 2018)

Note

  1. ↑ (EN) MolluscaBase eds. (2026), Digitosepia, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 26 febbraio 2026.
  2. ↑ Lupše et al., 2023, p. 92
  3. ↑ Jereb e Roper, 2005, p. 140
  4. ↑ Jereb e Roper, 2005, p. 141
  5. ↑ Jereb e Roper, 2005, p. 147
  6. 1 2 Lupše et al., 2023, p. 92-93

Bibliografia

Altri progetti

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