Dionigi Fujishima
| Beato Dionigi Fujishima | |
|---|---|
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Martire | |
| Nascita | Giappone |
| Morte | Shimabara, 1° novembre 1622 |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Beatificazione | 8 luglio 1867 da papa Pio IX |
| Ricorrenza | 1 novembre |
Dionigi Fujishima, talvolta italianizzato in Fugiscima[1] o Fugixima[2] (in giapponese ディオニシオ藤島?, Dionishio Fujishima; Giappone, 1584 circa – Shimabara, 1 novembre 1622), è stato un catechista gesuita giapponese, bruciato vivo nel corso di una persecuzione anticristiana nel suo paese; è stato beatificato da papa Pio IX nel 1867, assieme a molti altri martiri in Giappone.
Storia
Secondo alcune fonti, Fujishima sarebbe nato da una famiglia nobile in una località il cui nome è riportato come "Aitzu".[3][4] Quando lo sciogun Tokugawa Ieyasu emanò l'editto del 1614 nel quale si ordinava che tutti i missionari stranieri lasciassero il paese, il sacerdote Pietro Paolo Navarro fu uno dei gesuiti che decisero di rimanere e di predicare clandestinamente. Per i sette anni seguenti, viaggiò segretamente nella provincie di Bungo e di Shimabara assieme a Fujishima e a Pietro Onizuka.[4]
Nei giorni successivi al Natale del 1621, il gruppo di gesuiti (al quale si era aggiunto anche Clemente Kyūemon) venne arrestato dal daimio di Arima, tale "Bungodono", che comunque mostrò rispetto nei confronti dei prigionieri, seppur colpevoli di proselitismo per la religione cristiana, che era vietata.[5] Il daimio offrì loro la libertà se avessero rinunciato al cristianesimo, ma loro rifiutarono. Aveva intenzione di portarli a Kyoto per liberarli, ma prima che potesse farlo giunse un ordine dello sciogun che ordinava di ucciderli sul rogo.[6]
Il 1° novembre, il giorno dell'esecuzione, Navarro celebrò la messa di Ognissanti e accettò i voti di Fujishima e Onizuka, che li pronunciarono nel corso della messa.[6][7] Quindi, il gruppo venne arso sul rogo: i corpi bruciati rimasero esposti per tre giorni, poi vennero gettati in mare dopo essere stati riarsi.[8]
Culto
È stato beatificato da papa Pio IX l'8 luglio 1867, assieme ad altri 204 martiri in Giappone.
La sua memoria liturgica si celebra il 1° novembre, assieme a Navarro e gli altri due compagni di martirio.[9]
Note
Bibliografia
- Giovanni Boero, Istoria della vita e del martirio dei santi giapponesi Paolo Michi, Giovanni Soan de Goto e Giacomo Chisai della Compagnia di Gesù, Roma, coi tipi della Civiltà Cattolica, 1862.
- Giovanni Boero, Relazione della gloriosa morte di ducento e cinque beati martiri nel Giappone, Roma, coi tipi della Civiltà Cattolica, 1867.
- Jacques Crétinau-Joly, Storia religiosa politica e letteraria della Compagnia di Gesù, vol.III (traduzione di G. Buttafuoco), Parma, dalla tipografia di Pietro Fiaccadori, 1845.
- (ES) Charles E. O'Neill, Diccionario histórico de la Compañía de Jesús: Infante de Santiago-Piatkiewicz, Univ Pontifica Comillas, 2001, ISBN 978-84-8468-039-0.
- Giuseppe Antonio Patrignani, Menologio di pie memorie d'alcuni religiosi della Compagnia di Gesù raccolte dal padre Giuseppe Antonio Patrignani della medesima Compagnia, e distribuite per quei giorni dell'anno, ne' quali morirono. Dall'anno 1538 sino all'anno 1728, Tomo quarto, Venezia, presso Niccolò Pezzana, 1730.
