Dioscoro (martire)

San Dioscoro
San Dioscoro martire di Jacques Callot
 

Martire

 
MorteAlessandria d'Egitto, 305-306 circa
Venerato daTutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi
Canonizzazionepre canonizzazione
Ricorrenza18 maggio

Dioscoro (... – Alessandria d'Egitto, 305-306 circa) è venerato come santo e martire da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi.

Biografia e culto

Di questo santo, ricordato al 18 maggio nel Martirologio geronimiano (V secolo) e nei sinassari bizantini,[1] esiste una passio in latino[2] e alcuni frammenti in siriaco.[3][4]

Dioscoro era originario di Cinopoli superiore, la Κυνόπολις ἄνω dei Greci, Kais per i copti.[5][6] Era figlio di un lettore e venne arrestato per non aver voluto sacrificare agli dei e consegnare i libri sacri. Fu trasferito ad Alessandria e, dopo aver subito varie torture, fu condannato alla decapitazione dal prefetto Culciano.[7][8] Il suo martirio si colloca all'incirca verso il 305/306.[6]

Il suo culto passò nel Martirologio Romano, che lo ricorda con queste parole:

«In Egitto, san Dioscoro, martire, che, figlio di un lettore, dopo molti generi di supplizi, portò a compimento il proprio martirio con la decapitazione.»

Note

  1. ↑ Bibliotheca Sanctorum, vol. IV, col. 662.
  2. ↑ (FR, LA) Henri Quentin, Passio S. Dioscori, Analecta Bollandiana, 1905, pp. 321-342.
  3. ↑ (FR, LA) Eugène Tisserant, Une version syriaque de la Passion de S. Dioscore, Analecta Bollandiana, 1921, pp. 333-344.
  4. ↑ Aubert, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XIV, col. 507.
  5. ↑ (FR) Emile Amélineau, La géographie de l'Égypte à l'époque copte, Paris, 1893, pp. 395-397.
  6. 1 2 Quentin, Passio S. Dioscori, p. 331.
  7. ↑ Bibliotheca Sanctorum, vol. IV, col. 663.
  8. ↑ Aubert, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XIV, col. 506.

Bibliografia

Collegamenti esterni