Distretto di Appiano
| Distretto di Appiano | |||||
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| Informazioni generali | |||||
| Capoluogo | Appiano 1359 abitanti (1771) | ||||
| Dipendente da | Dipartimento del Verbano Dipartimento d'Olona (dal 1798) | ||||
| Suddiviso in | 21 comuni (22 dal 1798) | ||||
| Amministrazione | |||||
| Forma amministrativa | Distretto | ||||
| Organi deliberativi | Municipalità | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | 1797 | ||||
| Causa | Invasione napoleonica | ||||
| Fine | 1801 | ||||
| Causa | Proclamazione della Repubblica Italiana | ||||
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Il distretto di Appiano era il nome di un distretto ideato dal governo giacobino della Repubblica Cisalpina nel dipartimento del Verbano, e nel dipartimento d'Olona dopo il colpo di Stato del 1798.
Storia
La Costituzione della Repubblica Cisalpina progettò un nuovo ordinamento degli enti locali lombardi, partendo dal presupposto di una nuova geografia basata su una razionalizzazione illuministica anziché sul retaggio di secoli di storia. La funzione dei distretti, che andavano a sostituire l'istituto plurisecolare della pieve, sarebbe divenuto quello di svolgere le più alte funzioni municipali nelle aree di notevole parcellizzazione comunale.[1]
Nell'area nordoccidentale milanese, l'antichissima pieve di Appiano fu lasciata praticamente invariata, salvo la minuscola Cassina Ferrara sottoposta al vicinissimo municipio di Saronno, ma venne riportata sotto Varese riproponendo l'innovativa riforma di Giuseppe II di pochi anni prima. Il distretto venne classificato col numero 17.[2]
Definito dalla legge 6 germinale anno VI, l'ente non riuscì ad avere una vera applicazione fino al colpo di Stato militare che rovesciò il primo governo giacobino sostituendolo con uno più finalizzato ad ottenere risparmi per la guerra. Il distretto di Appiano, riportato sotto Milano col numero 20, fu configurato in maniera anomala, perdendo pezzi a ovest ma guadagnandone a est dalla pieve di Fino, per un totale di 16.200 abitanti.[3]
Dopo un solo anno l'invasione austriaca travolse comunque tutto ristabilendo in pieno comuni e vecchie pievi. Anche quando l’anno successivo, il 1800, prontamente tornarono i francesi, si preferì a questo punto mantenere provvisoriamente le autorità locali in essere fino a che nel 1801 questo livello amministrativo venne definitivamente superato a favore dei cantoni.
Territorio
I comuni inizialmente ricompresi furono quasi gli stessi della pieve.
Dopo il golpe l’elenco fu: Appiano, Bregnano, Bulgarograsso, Bulgorello, Cadorago, Caslino, Cassina Rizzardi, Castelnuovo, Cirimido, Fenegrò, Fino, Guanzate, Limido, Lomazzo, Lomazzo Milanese, Lurago Marinone, Lurate Abbate con Caccivio, Oltrona, Rovellasca, Rovello, San Bartolomeo, Veniano. Altri ritocchi furono poi operati nel giro di pochi mesi dalla caotica gestione giacobina, ma tutto fu subito annullato dagli austriaci.
Note
- ↑ Distretti cisalpini giacobini, su lombardiabeniculturali.it.
- ↑ Distretto di Appiano, su lombardiabeniculturali.it.
- ↑ Distretto di Appiano, su lombardiabeniculturali.it.
Bibliografia
- Costituzione della Repubblica Cisalpina dell'anno V
- Costituzione della Repubblica Cisalpina dell'anno VI