Dmanisi

Dmanisi
დმანისი
Basilica di Dmanisi Sioni e rovine della fortezza medievale
UtilizzoCittà
Localizzazione
StatoGeorgia (bandiera) Georgia
CittàDmanisi
Altitudine1 171 m s.l.m.
Scavi
Date scavi1936-1960
1983-1984
1991
2005
Amministrazione
Sito webdmanisi.gov.ge/
Mappa di localizzazione
Map

Dmanisi (georgiano: დმანისი) è una cittadina e un sito archeologico situato nella regione di Kvemo Kartli in Georgia, circa 93 km a sud-ovest della capitale nazionale Tbilisi, nella valle del fiume Mashavera. Abbandonata nel 1700, Bashkichet (Башкичети) fu reinsediata tra il 1844 e il 2000 dal settario russo Dukhobortsy esiliato dal Governatorato di Taurida. Fu rinominata Dmansi (Дманиси) dall'antico mongolo duman, che significa "unità militare o amministrativa".[1]

È il sito dei Teschi degli Ominidi di Dmanisi, datati a 1,8 milioni di anni fa, rendendoli i resti umani datati più antichi in Eurasia.[2][3][4] Una serie di teschi con caratteristiche fisiche diverse, scoperta a Dmanisi nei primi anni 2000, portò all'ipotesi che molte specie separate del genere Homo fossero in realtà una singola linea.[5][6] E' il quinto teschio scoperto a Dmanisi.

Storia

La città di Dmanisi viene citata la prima volta nel IX secolo come possedimento dell'emirato arabo di Tbilisi, anche se l'area fu abitata fin dall'inizio dell'età del bronzo. Una cattedrale ortodossa, la cattedrale di Dmanisi Sioni, vi fu costruita nel VI secolo. Posta sulla confluenza di rotte commerciali e di influenze culturali, Dmanisi fu di particolare importanza, diventando un importante centro di commercio della Georgia medievale. La città fu conquistata dai turchi Selgiuchidi attorno al 1080, ma fu in seguito liberata dai re georgiani Davide il Costruttore e Demetrio I tra il 1123 e il 1125. Gli eserciti turco-mongoli guidati da Tamerlano devastarono la città nel XIV secolo. Nuovi saccheggi furono messi in atto dai Turcomanni nel 1486. Dmanisi non riuscì più a riprendersi, e iniziò il suo declino che la portò a essere un villaggio scarsamente abitato nel XVIII secolo.

Sito archeologico

Posizione geografica di Dmanisi

Scavi archeologici intensivi iniziarono nel 1936 e proseguirono fino agli anni sessanta. Oltre a una ricca collezione di artefatti antichi e medievali, e alle rovine di numerosi edifici e strutture, sono stati scoperti resti unici di animali preistorici e umani. Alcune ossa di animali sono state identificate dal paleontologo georgiano A. Vekua, che nel 1983 riconobbe i denti del rinoceronte estinto Dicerorhinus etruscus etruscus. Questa specie risale presumibilmente all'inizio del Pleistocene.

La scoperta di utensili primitivi, effettuata nel 1984, aumentò notevolmente l'interesse prodotto dal sito archeologico. Nel 1991 una squadra di studiosi georgiani si unì agli archeologi tedeschi del Römisch-Germanisches Zentralmuseum, e in seguito ai ricercatori statunitensi, francesi e spagnoli.

Homo georgicus

Antichi fossili umani, chiamati Homo georgicus, furono trovati a Dmanisi tra il 1991 e il 2005.[7] Vista la datazione effettuata a 1,8 milioni di anni fa, l'Homo georgicus potrebbe essere stata una specie separata di homo, precedente all'Homo erectus, e rappresenterebbe il più antico stadio di presenza umana nel Caucaso.

In seguito furono rinvenuti quattro scheletri, che mostravano caratteristiche primitive nel cranio e nella parte superiore del corpo, ma con spina dorsale e arti inferiori relativamente avanzati. Sono oggi noti come specie separata, ma rappresentano uno stadio di transizione subito successivo a quello tra Australopithecus e Homo erectus, e risalgono a 1,8 milioni di anni fa.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Jonathan Kalmakoff, Dmansi, in The Doukhbor Gazatteer. URL consultato il 21 marzo 2025.
  2. ↑ .(EN) R. Ferring, O. Oms, J. Agusti, F. Berna, M. Nioradze, T. Shelia, M. Tappen, A. Vekua, D. Zhvania e D. Lordkipanidze, 26, in Earliest human occupations at Dmanisi (Georgian Caucasus) dated to 1.85-1.78 Ma, Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 108, 2011, pp. 10432–10436.
  3. ↑ (EN) Garcia, T., Féraud, G., Falguères, C., de Lumley, H., Perrenoud, C. e Lordkipanidze, D., Earliest human remains in Eurasia: New 40Ar/39Ar dating of the Dmanisi hominid-bearing levels, Georgia, in Quaternary Geochronology, 2010, pp. 443–451.
  4. ↑ (EN) Leo Gabunia, Abesalom Vekua, David Lordkipanidze, Carl C. Swisher, Reid Ferring, Antje Justus, Medea Nioradze, Merab Tvalchrelidze, Susan C. Antón, Gerhard Bosinski, Olaf Jöris, Marie-A.-de Lumley, Givi Majsuradze e Aleksander Mouskhelishvili, 5468, in Earliest Pleistocene Hominid Cranial Remains from Dmanisi, Republic of Georgia: Taxonomy, Geological Setting, and Age, Science, vol. 288, 2000, pp. 1019–1025.
  5. ↑ (EN) New Fossil May Trim Branches of Human Evolution, in Science Friday, 24 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  6. ↑ (EN) Dmanisi Human: Skull from Georgia Implies All Early Homo Species were One, in Breaking Science News, Sci-News.com. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  7. ↑ (FR) Dmanisi Hominid Archaeological Site, su UNESCO Centre du patrimoine mondial. URL consultato il 18 maggio 2023.

Voci correlate

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