Domenico Cennini
| Domenico Cennini vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti | Vescovo di Gravina (1645-1684) |
| Nascita | 1606 a Chiusi |
| Ordinazione sacerdotale | 16 novembre 1644 |
| Nomina a vescovo | 6 marzo 1645 da papa Innocenzo X |
| Consacrazione a vescovo | 19 marzo 1645 dal cardinale Giulio Cesare Sacchetti |
| Morte | 21 agosto 1684 a Napoli |
Domenico Cennini (Chiusi, 1606 – Napoli, 21 agosto 1684) è stato un vescovo cattolico italiano, vescovo di Gravina dal 1645 fino alla sua morte.
Biografia
Nato a Chiusi, attualmente in provincia di Siena e diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, nel 1606, appartiene ad una nobile famiglia senese. Si laure in utroque iure in diritto canonico. Laureatosi in lettere, promuove la nascita di una biblioteca dotata di numerosi testi.
Ministero presbiterale ed episcopale
Cugino del cardinale Francesco Cennini de' Salamandri, è ordinato presbitero il 16 novembre 1644. Il 6 marzo successivo papa Innocenzo X lo nomina vescovo di Gravina. Il 19 marzo riceve l'ordinazione episcopale, presso la Chiesa Nuova in Roma, dal cardinale Giulio Cesare Sacchetti, prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, co-consacranti principali Onorato Honorati, vescovo di Urbania e Sant'Angelo in Vado, e Papiro Silvestri, vescovo di Macerata e Tolentino. Nel corso del suo ministero, dota la sede episcopale di un episcopio, costruendolo di lato alla cattedrale di Santa Maria Assunta.
Attività pastorale
Amplia le sedi estive dei vescovi e dei seminaristi, sia quella nei pressi del santuario della Madonna delle Grazie sia quella nei pressi della badia della Congregazione cluniacense, la Villa della Salamandra. Nel 1647 presiede il quarto sinodo diocesano. Così si riduce il numero delle parrocchie a quattro: san Matteo, san Giovanni Battista, san Giovanni Evangelista e san Nicola.
Durante il suo episcopato, la città di Gravina in Puglia vede riconosciuto san Michele arcangelo quale patrono e protettore, il cui culto è in atto da tempo memorabile. A lui, nel 1649, si rivolgono i coniugi Orsini per costruire la chiesa di Santa Maria del Suffragio, quale cappella funeraria di famiglia. Egli stesso la consacra il 17 maggio dello stesso anno, erigendo inoltre l'altare del Crocifisso, presso la cattedrale.
Grazie ad una sua bolla, redatta il 29 ottobre 1677, la duchessa Giovanna Frangipane della Tolfa realizza il monastero delle suore domenicane e la chiesa di Santa Maria, gestita dalle stesse suore. La consacrazione è ricordata da una lapide commemorativa all'interno della stessa chiesa. Prolunga inoltre la facciata meridionale della cattedrale per lasciare posto alla cappella della Madonna consolatrice degli afflitti. Nel 1684 compila il suo testamento nominando il cardinale Vincenzo Maria Orsini come esecutore testamentario.Si preoccupa di altri monasteri femminili e della loro formazione, obbligando alcune monache del conservatorio di San Matteo ad imparare a leggere.
Nel corso del suo ministero, è co-consacrante principale in occasione dell'ordinazione episcopale di Salvatore Scaglione, nominato vescovo di Castellammare di Stabia, nel 1678.
Inquisitore
A Napoli, come inquisitore e ministro del Sant'Uffizio nel Regno di Napoli, dal 1672 alla sua morte, lavora su diverse tematiche riguardanti la dottrina della fede, pronunciandosi, in particolare, su alcune immagini in circolazione e distribuite nella città, ritraenti suor Orsola Benincasa. L'errore, su cui sentenzia, riguarda l'aureola che circonda il capo della religiosa, non ancora canonizzata.
Morte
Muore il 21 agosto 1684 a Napoli, lasciando al capitolo della cattedrale di Santa Maria Assunta tutta la sua biblioteca, poi arricchita ed ampliata dal cardinale Francesco Antonio Finy e da Papa Benedetto XIII. Grazie a questa donazione, ha vita la Biblioteca capitolare Finia, nata per la formazione culturale e teologica del presbiterio. A curare l'avvio dell'attività della Biblioteca è l'arcivescovo Vincenzo Maria Orsini.
Il rito funebre è celebrato presso la basilica di San Domenico Maggiore, presieduto dall'arcivescovo di Napoli Innico Caracciolo. Dolo le esequie, è inumato presso la stessa basilica, dove una lapide, nella cappella dell'Annunciazione, lo ricorda.
Dopo la sua morte, sono proposti quali suoi successori alla guida della diocesi di Gravina tre presbiteri ma, per motivi differenti, non si giunge subito alla nomina. Dopo due anni, viene nominato il frate domenicano Domenico Valvassori, che manterrà la guida della diocesi fino al 1689.
Genealogia episcopale
- Cardinale Tolomeo Gallio
- Vescovo Cesare Speciano
- Vescovo Andrés Pacheco
- Cardinale Agostino Spinola
- Cardinale Giulio Cesare Sacchetti
- Vescovo Domenico Cennini
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (EN) David M. Cheney, Domenico Cennini, in Catholic-Hierarchy.org.
- Mons. Domenico Cennini il più longevo dei vescovi della Diocesi di Gravina, su gravinalife.it.
