Donald Garland

Donald Edward Garland
NascitaBallinacor, 28 giugno 1918
MorteLanaken, 12 maggio 1940 (21 anni)
Cause della morteMorto in combattimento
Luogo di sepolturaCimitero di guerra di Heverlee
Dati militari
Paese servitoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armataRoyal Air Force
Anni di servizio1937-1940
GradoSottotenente di squadriglia
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1939-1945)
BattaglieBattaglia di Francia
Invasione tedesca del Belgio
Decorazionivedi qui
dati tratti da Donald Edward Garland VC[1]
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Donald Garland (Ballinacor, 28 giugno 1918 – Lanaken, 12 maggio 1940) è stato un militare e aviatore britannico, insignito della Victoria Cross alla memoria nel corso della seconda guerra mondiale[2][3][4].

Biografia

Lapide commemorativa dell'equipaggio del Fairey Battle Mk.I pilotato da Donald Garland.

Nacque il 28 giugno 1918 a Ballinacor, Contea di Wicklow, Irlanda, quarto figlio del dottor Patrick Joseph e di sua moglie Winifred Ridley Pigg.[N 1][1][2] Studiò alla Cardinal Vaughan Memorial School di Kensington, Londra, e in seguito lavorò brevemente come impiegato presso una compagnia di assicurazioni, in attesa dell'esito della sua domanda di arruolamento nella Royal Air Force.[1][2][3] Accettato per una ferma a breve termine il 12 luglio 1937, intraprese l'addestramento elementare al volo ad Hamble e fu confermato al grado di ufficiale pilota il 5 settembre, prima di iniziare l'addestramento avanzato presso la No. 2 Flying Training School.[1][3] Dopo il brevetto di pilota, conseguito il 7 maggio 1938, fu assegnato al No. 12 RAF Squadron, allora di stanza ad Andover, ancora in fase di completa conversione dai bombardieri biplani Hawker Hind ai nuovi bombardieri leggeri monoplani Fairey Battle Mk.I.[1][2] Promosso sottotenente di squadriglia nel 1939, prestava servizio nella B Flight quando il No.12 RAF Squadron fu allertato per un imminente trasferimento in Francia alla fine di agosto del 1939.[1]

Quando i tedeschi invasero la Polonia il 1° settembre 1939, ebbe inizio l'Operazione Panther, che prevedeva il trasferimento di tutti i 10 squadroni di Fairey Battle sul continente[1] I 17 Fairey Battle Mk.I del No.12 RAF Squadron atterrarono sul campo d'aviazione di Berry-au-Bac, e già il 17 settembre effettuarono le prime sortite operative per la ricognizione sulla zona di confine con la Germania.[1][2] Nel dicembre 1939 a causa del maltempo invernale la base fu trasferita ad Amifontaine, Francia, e lo squadrone entrò a far parte dell'Advanced Air Striking Force, e solo nel marzo del 1940 iniziarono le sortite sul territorio occupato dai tedeschi.[1][2] Il 10 maggio 1940 i tedeschi lanciarono il loro attacco generale ad ovest, invadendo Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Francia.[1] Il 12 maggio, il No.12 RAF Squadron fu selezionato per una missione cruciale: distruggere due ponti sul canale Alberto, a Vroenhoven e Velwezelt, in Belgio.[1]

Egli venne incaricato di guidare i tre Battle diretti all'attacco del ponte di Velwezelt, mentre il sottotenente di squadriglia Norman Thomas guidò i tre Battle contro il ponte di Vroenhoven.[1] Lui era accompagnato dal suo osservatore, Thomas Gray, e dal mitragliere di coda, Lawrence Royston Reynolds.[1] Il velivolo (P2204 - codice PH-K) rimase al di sotto della base delle nuvole a 1.000 piedi e, raggiunta la zona di Veldwezelt, iniziò un bombardamento a bassa quota attraverso un infernale fuoco di artiglieria antiaerea proveniente da circa 300 cannoni.[1] Il suo aereo venne abbattuto subito dopo aver sganciato le bombe.[1] Dietro di lui, il Battle pilotato dal sottotenente McIntosh iniziò il suo attacco, ma il suo serbatoio di carburante fu colpito e l'aereo effettuò un atterraggio di emergenza, sopravvivendo come prigioniero di guerra.[1] Il terzo Battle, pilotato dal sergente Fred Marland, sganciò le sue bombe ma fu poi colpito e precipitò. Quando il fumo si diradò, parti del ponte erano state distrutte, perlopiù dalle bombe del primo aereo.[1]

L'11 giugno 1940 lui e Thomas Gray furono insigniti della Victoria Cross, assegnata postuma ad entrambi.[1] Quasi esattamente un anno dopo, la madre di Garland, accompagnata dal fratello Patrick, partecipò alla cerimonia di conferimento da parte del re Giorgio VI a Buckingham Palace.[2] Il sergente maggiore Reynolds, il terzo membro dell'equipaggio, non ricevette la medaglia perché non ricopriva una posizione decisionale.[3]

I corpi di Garland, Gray e Reynolds, furono recuperati dagli abitanti del villaggio e sepolti in un luogo segreto vicino a dove era avvenuto dell'incidente.[1] Recuperati nel 1945 dagli Alleati vennero traslati nel cimitero di Lanaken, a nord di Liegi, Belgio.[1] Successivamente sepolti nel cimitero di guerra di Heverlee, in Belgio, in una fossa comune, lotto 6, fila F, tombe 14-16.[1][4]

La sua Victoria Cross è conservata presso il Royal Air Force Museum di Hendon.[2] Aveva tre fratelli, il tenente di volo Patrick James Garland, il tenente di volo John Cuthbert Garland e il sottotenente Desmond William Garland, che prestarono servizio anch'essi nella RAF.[5]

La sua famiglia

Il Pilot Officer Desmond William Garland (1916-1942) era un pilota in servizio presso il No.50 RAF Squadron, e volava su un bimotore Avro Manchester.[5] Il 15 giugno 1942, il suo equipaggio decollò dalla base RAF di Skellingthorpe per una missione notturna di posa di mine nella regione di Gorse.[5] L'aereo non fece mai ritorno e solo un membro dell'equipaggio sopravvisse.[5] Fu fatto prigioniero di guerra e in seguito gli fu detto che l'aereo era stato abbattuto e si era schiantato in mare al largo della costa francese.[5] Aveva 27 anni quando morì.[5]

Il tenente di squadriglia John Cuthbert Garland (1910-1943), che prestò servizio nella RAFVR, morì il 28 febbraio 1943 all'età di 32 anni., fu ucciso il 28 febbraio 1942 all'età di 32 anni.[5] È sepolto nel cimitero di Midhurst, nel Sussex.[5]

Il tenente di squadriglia Patrick James Garland (1908-1945) era in forza al No. 2 Tactical Reconaissance Squadron e stava pilotando un Supermarine Spitfire FR. Mk.XIV durante un'operazione su Gilze-Reijen.[5] Il suo aereo rimbalzò in fase di atterraggio, andò in stallo e si schiantò capovolgendosi.[5] Morì il 1° gennaio 1945, all'età di 36 anni.[5] È sepolto nel cimitero di guerra di Bergen op Zoom.[5]

Rimase solo la sorella Sheila (1912-1988).[5]

Onorificenze

Victoria Cross - nastrino per uniforme ordinaria
«Il Re si è degnato di conferire la Victoria Cross al seguente ufficiale e sottufficiale in riconoscimento del loro eccezionale coraggio: Ufficiale pilota Donald Edward Garland (40105); Sergente Thomas Gray (563627). Il tenente Garland era il pilota e il sergente Gray l'osservatore dell'aereo di testa di una formazione di cinque velivoli che attaccarono un ponte sul Canale Alberto, rimasto intatto e che permetteva al nemico di avanzare in Belgio. Tutti gli equipaggi dello squadrone si offrirono volontari per l'operazione e, dopo che cinque equipaggi furono selezionati tramite sorteggio, l'attacco fu sferrato a bassa quota contro questo obiettivo vitale. Furono impartiti ordini di distruggere il ponte a tutti i costi. Come previsto, si incontrò un fuoco di mitragliatrice e contraerea eccezionalmente intenso. Inoltre, l'area del ponte era pesantemente presidiata da caccia nemici. Nonostante ciò, la formazione riuscì a sferrare un attacco in picchiata dalla quota più bassa possibile. I caccia britannici nelle vicinanze riferirono che l'obiettivo era oscurato dalle bombe che esplodevano su di esso e nelle sue vicinanze. Solo uno dei cinque aerei coinvolti fece ritorno da questa missione. Il pilota di questo aereo riferisce che, oltre ad essere stati sottoposti a un fuoco antiaereo estremamente intenso, attraverso il quale si sono lanciati in picchiata per attaccare l'obiettivo, i nostri aerei sono stati anche attaccati da un gran numero di caccia nemici dopo aver sganciato le bombe sul bersaglio. Gran parte del successo di questa operazione vitale deve essere attribuito al capo formazione, il tenente pilota Garland, e alla freddezza e all'ingegno del sergente Gray, che nelle condizioni più difficili ha guidato l'aereo del tenente pilota Garland in modo tale che l'intera formazione sia stata in grado di attaccare con successo il bersaglio nonostante le successive pesanti perdite. Il tenente pilota Garland e il sergente Gray non fecero ritorno.[6]»
— 11 giugno 1940.[2][4]

Note

Annotazioni

  1. ↑ La coppia ebbe anche una figlia femmina. Tragicamente tutti e quattro i figli maschi persero la vita nel corso della seconda guerra mondiale.

Note

Bibliografia

  • (EN) Chaz Bowyer, For Valour: The Air V.C.s., London, William Kimber, 1985, ISBN 07183-0425-X.
  • (EN) Kate Caffrey, Combat Report: The RAF and the Fall of France Biographical Register of Members of the Parliament of Western Australia. Vol.1: 1870–1930, Swindon, Crowood Press, 1990, ISBN 1-85223-564-0..

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