Donat Nonnotte

Donatien Nonnotte /dɔnaˈsjɛ̃ nɔˈnɔt/ (Besançon, 10 febbraio 1708 – Lione, 5 febbraio 1785) è stato un pittore francese, specialista in ritratti.
Biografia
Discendente da un'antica famiglia di Besançon, Nonnotte dimostrò fin dall'infanzia un vivo interesse per le arti. Dopo aver completato gli studi classici, entrò nell'atelier di un suo parente, pittore mediocre, che ben presto superò[1]. Nel 1728 si trasferì a Parigi e fu presto ammesso alla scuola del primo pittore del re, François Lemoyne, di cui in seguito avrebbe scritto la biografia[2].
Fece rapidi progressi, specialmente nella parte dei ritratti, sotto la guida di Lemoine, che lo distinse dagli altri suoi allievi e lo impiegò per dipingere gli sfondi e gli accessori della cupola della cappella della Vergine, a San Sulpizio, e del soffitto del salone d'Ercole, a Versailles. Allo stesso tempo compose alcuni dipinti storici, tra cui uno che ha per soggetto la sorpresa di Besançon da parte dei protestanti nel 1575, opera in cui l'artista ha moltiplicato i personaggi allegorici[2].
Nonnotte aveva ottenuto dal duca d'Antin la promessa di un posto come pensionante alla scuola di Roma, ma la morte di quest'ultimo, seguita poco dopo da quella di Lemoine, distrusse tutte le sue speranze. Costretto, dalla mediocrità della sua fortuna, a cercare risorse nel suo talento, si dedicò al genere del ritratto, che trattò in modo eccellente. Quelli che espose al Salon gli aprirono, nel 1741, le porte dell'Accademia Reale di Pittura e Scultura, come ritrattista, per i ritratti di Pierre Dulin e Leclerc figlio, quest'ultimo alla scuola di belle arti[1].
Nominato pittore della città di Lione nel 1754, si stabilì in questa città dove rimase fino alla morte e fondò una scuola di disegno, diventata il modello di tutte quelle dello stesso genere, e dove fu maestro di diversi ritrattisti, tra cui Jean-François Gille e François-Hubert Drouais. All'inizio dovette sostenere questa scuola da solo, senza altre risorse che i propri risparmi, fino a quando non ottenne il sostegno di Mathon de la Cour, che mise la sua fortuna al servizio del mecenatismo[1]. Tra i suoi numerosi impegni, Nonnotte trovava ancora il tempo libero da dedicare alle lettere e pagava puntualmente la sua quota alle Accademie di Lione e Rouen, che lo avevano associato ai loro lavori, rispettivamente il 22 febbraio 1754 e il 24 marzo 1771[3].
Fratello del famoso e controverso abate Claude-Adrien Nonnotte, Nonnotte aveva sposato, il 29 ottobre 1737, Marie-Élisabeth Bastard de La Gravière, una vicina più anziana di lui di nove anni, già vedova di Antoine Duchâtel. La donna, pur non essendo giovane né bella, aveva un carattere affabile e una certa fortuna, tanto che permise a Nonnotte di vivere nelll'agiatezza e libero dalle preoccupazioni materiali in cui aveva vegetato fino ad allora. I due non ebbero figli. La dolcezza dei suoi costumi, la sua franchezza e la sua integrità valsero a Nonnotte numerosi amici, che terminò la sua carriera dopo essere stato a lungo immobilizzato da una lunga e dolorosa paralisi[1].
Di lui esistono numerosi ritratti, i più famosi dei quali sono quelli realizzati dallo scultore Le Lorrain, incisi da Jacques-Nicolas Tardieu nel 1749, e da Gentil-Bernard, incisi dal suo allievo Daullé[2]. Le raccolte dell'Accademia di Lione conservano diversi scritti di Nonnotte: un Discorso sui vantaggi delle scienze e delle arti; un Trattato completo di pittura, diviso in quattordici memorie; e infine una Vita di Lemoyne, ricca di curiosi dettagli su questo grande artista[2]. La biblioteca di Besançon possiede i suoi manoscritti autografi, che le sono stati consegnati da M. A. Laurens, pronipote di Nonnotte. Il museo di Besançon possiede un ritratto dell'artista e uno di sua moglie, mentre quello di Orléans possiede il ritratto di Jean Moyreau, incisore, che lo ha riprodotto con il bulino[2].
Opere
- Ritratto dell'abate di Lacroix-Laval, Lione, museo di Belle arti.
- Ritratto di Aignan-Thomas Desfriches, 1739, Orléans, museo di Belle arti.
- Ritratto di Sébastien Leclerc, 1741, Versailles, museo di storia della Francia.
- Ritratto di Jean Moyreau, Orléans, museo di Belle arti.
- RItratto d'uomo, 1747, Strasburgo, museo di Belle arti.
- Ritratto d'un uomo nel suo studio, 1748, Bordeaux, museo di Belle arti.
- Ritratto di Jean Revel, 1748, Lione, museo dei Tessuti.
- Ritratto di donna in azzurro, 1751, Parigi, museo del Louvre, in deposito all'ambasciata di Francia a Washington.
- RItratto di donna, 1755, Digione, museo delle Belle arti.
- Mademoiselle Dumesnil, 1754, Parigi, biblioteca-museo della Comédie-Française[4].
- Madame Nonnotte che legge, 1758, Besançon, museo di Belle arti e d'Archeologia.
- Ritratto di madame Jordan nei panni di Diana, 1760, Lione, museo di Belle arti.
- Ritratto di donna, Narbona, museo di Belle arti[5].
- Ritratto di Jean Gabriel Charvet, Versailles, museo di storia della Francia.
- Ritratto di Pierre Dulin, Versailles, museo di storia della Francia.
- Ritratto di donna, Lione, museo di Belle arti.
- Ritratto di Jacques de Flesselles, Parigi, museo Carnavalet.
- Châlons-en-Champagne, museo di Belle arti e d'Archeologia:
- Baccanale
- Il rapimento di Verginia
- Il trionfo di Mardocheo
- Mosè trasforma il suo bastone in serpente
- La presentazione di Ester
- Regolo lascia la sua famiglia e torna a Cartagine
- Regolo torna a Cartagine
Ritratto di donna, Narbona, museo d'Arte e di Storia
Ritratto del marchese di Vaudreuil
Ritratto di Jacques de Flesselles
Madame Nonnotte che legge, 1758
Charlotte Fredrike Sparre in vestaglia, 1741.
Note
- 1 2 3 4 (FR) Louis Gabriel Michaud e Joseph Fr Michaud, Biographie universelle ancienne et moderne, Parigi, Desplaces, 1864, p. 19. URL consultato il 30 settembre 2025.
- 1 2 3 4 5 (FR) Réunion des sociétés des Beaux-Arts des départements à la Sorbonne: 1902, Parigi, Plon, 1902, pp. 510-540. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ↑ (FR) Jean-Baptiste Haillet de Couronne, Notice sur M. Donat Nonotte, in Précis analytique des travaux de l’Académie des sciences, belles-lettres et arts de Rouen, vol. 5, 1852, p. 310.
- ↑ (FR) Donatien ou Donat Nonnotte, Mlle Dumesnil : Agrippine (Britannicus, Racine), 1754. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ↑ (FR) Portrait de femme, su pop.culture.gouv.fr. URL consultato il 30 settembre 2025.
Bibliografia
- (FR) Anne Perrin Khelissa, Le « Traité de peinture » de Donat Nonnotte, ancien élève de François Le Moyne. Discours prononcés à l'Académie de Lyon entre 1754 et 1779, in Mémoires de l'Académie des sciences, belles-lettres et arts de Lyon, vol. 10, Lione, 2011.
- (FR) Maryannick Lavigne-Louis e Dominique Saint-Pierre, Nonnotte, Donat, in Dictionnaire historique des Académiciens de Lyon : 1700-2016, Lione, 2017, pp. 958-960, ISBN 978-2-9559-4330-4.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Opere di Donat Nonnotte, su MLOL, Horizons Unlimited.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 54418683 · ISNI (EN) 0000 0001 1876 3098 · CERL cnp02057048 · Europeana agent/base/137056 · ULAN (EN) 500013740 · LCCN (EN) no2011062984 · GND (DE) 1024934535 · BNE (ES) XX6498160 (data) · BNF (FR) cb14963582s (data) |
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