Dorothy Day

Dorothy Day (New York, 8 novembre 1897 – New York, 29 novembre 1980) è stata un'attivista e giornalista statunitense.
Dorothy Day è ampiamente conosciuta per il suo attivismo e per le sue campagne di giustizia sociale in difesa dei poveri, delle donne e dei lavoratori. Dopo una gioventù radicale e bohémien, si convertì al Cristianesimo cattolico nel 1927[1] senza rinnegare i valori di uguaglianza e dignità che la avevano contraddistinta.[2]
Nel 1933, assieme all'attivista Peter Maurin, Dorothy fondò il Catholic Worker Movement, un movimento pacifista che ha come obiettivo, attraverso la disobbedienza civile, di promuovere la giustizia sociale.[3]
Day ha anche co-fondato il quotidiano The Catholic Worker nel 1933, e ne è stata editrice dalla fondazione fino alla morte, avvenuta nel 1980.[4]
Biografia
Nella vita di Dorothy Day, il punto di svolta è l'adesione al cattolicesimo; la fede si fonde con la sua esperienza di vita politica e sociale, iniziando una singolare presenza, non solo sindacale, con i lavoratori statunitensi.
Insieme a Peter Maurin ha fondato il Catholic Worker Movement nel 1933; il movimento, iniziato con la pubblicazione del giornale Catholic Worker, fu avviato per delineare una nuova collocazione anarchica e pacifista (negli anni trenta sempre più lacerati dalle guerre), che sposava la nonviolenza e l'ospitalità per gli impoveriti e i diseredati.
Dorothy Day aprì in seguito una "casa di ospitalità" nei quartieri poveri di New York. Il movimento si diffuse rapidamente in altre città degli USA, in Canada e in Gran Bretagna: dal 1941 sono state fondate più di trenta comunità, ognuna indipendente, ma tutte affiliate ai Catholic Workers. Oggi esistono ben più di cento comunità, incluse alcune in Germania, Paesi Bassi, Irlanda, Svezia, Messico, Australia e Nuova Zelanda.
Dagli anni sessanta la Day abbracciò la "sinistra" cattolica. Anche se negli anni dieci aveva scritto appassionatamente in difesa dei diritti delle donne, della libertà dell'amore e del controllo delle nascite, si oppose alla rivoluzione sessuale degli anni sessanta, dicendo che fu l'effetto malato di una simile rivoluzione sessuale negli anni venti (in quel periodo, precedente la sua conversione, aveva avuto un aborto).
Dorothy Day è sepolta nel Resurrection Cemetery di Staten Island, a pochi isolati da dove si trovava il suo cottage vicino al mare, dove iniziò ad interessarsi al cattolicesimo.
Causa di canonizzazione
La sua causa di canonizzazione è stata proposta dai Missionari Clarettiani nel 1983. Molti oppositori l'hanno giudicata indegna a causa dei suoi "peccati di gioventù" (sessualità prematrimoniale e aborto); altri, tra cui i Catholic Workers, hanno giudicato non degno della persona lo stesso processo di canonizzazione. Ciononostante, il papa Giovanni Paolo II ha concesso all'arcidiocesi di New York il permesso di aprire la causa nel marzo del 2000, conferendole ufficialmente il titolo di serva di Dio[5]. Nel novembre 2012 l'arcivescovo di New York cardinale Timothy Dolan ha sottoposto il proseguimento della causa alla Conferenza episcopale degli Stati Uniti - della quale è anche presidente - nel corso della riunione semestrale, ottenendo l'approvazione[6]. Il 24 settembre 2015 Papa Francesco, nel discorso pronunciato davanti al Congresso degli Stati Uniti, l'ha indicata, insieme a Abraham Lincoln, Martin Luther King e Thomas Merton, quale esempio degli uomini e donne di quel paese. Waldery Hilgeman è il postulatore della causa di canonizzazione.
Opere
Tra i suoi molti scritti, l'opera più importante è la sua autobiografia, The Long Loneliness, pubblicata nel 1952. Un resoconto di Dorothy Day sul movimento dei Catholic Workers, Loaves and Fishes, fu pubblicato nel 1963.
Le è stato inoltre dedicato un film, Entertaining Angels: The Dorothy Day Story , sulla sua vita e le lotte da lei intraprese (1996), nonché un lungometraggio documentario, Dorothy Day: Don't Call me a Saint (2006) , premiato alla Marquette University, dov'è stato aperto un archivio dei suoi documenti il 29 novembre 2005.
Premi e riconoscimenti
- 1972: Laetare Medal dell'Università di Notre Dame;
- 1978: Pope Paul VI Teacher of Peace Award, di Pax Christi USA;
- 2002: inserita nella National Women's Hall of Fame.
Il 23 novembre 2025, solennità di Cristo Re, papa Leone XIV l'ha citata in Vaticano durante l'udienza giubilare dal tema “Sperare è prendere posizione”:[7]
Note
- ↑ Anna Leonardi, La vita di Dorothy e il "Catholic Worker", su Tracce, Comunione e Liberazione, 1º luglio 2006, pp. 63 ss. URL consultato il 5 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2012).
- ↑ In cammino con Dorothy Day nell’anno del Giubileo - Vatican News, su www.vaticannews.va, 27 marzo 2025. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ Dorothy Day, una donna libera grande testimone di fede, carità e speranza - L'Osservatore Romano, su www.osservatoreromano.va. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ Dorothy Day e ilCatholic Worker Movement, quella testimonianza in tempi di crisi, su La Stampa, 30 giugno 2017. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ Lucetta Scaraffia, Non chiamatemi santa. La sorprendente vita di Dorothy Day, in L'Osservatore Romano del 31 luglio 2012
- ↑ (EN) Cfr. Registrazione video dell'Assemblea Generale dei vescovi cattolici degli Stati Uniti d'America, Sessione generale, parte 1 (pomeriggio di martedì 13 novembre 2012) dal minuto 35:55
- ↑ Prendere posizione costa, ma è da cristiani, su www.avvenire.it, 23 novembre 2025. URL consultato il 24 novembre 2025.
Bibliografia
- Giovanni Barra, Dorotea Day. L'ultima parola è l'amore, Libreria Dottrina Cristiana (LDC), 1958;
- W. Miller, Dorothy Day e il Catholic Worker Movement, Milano (1981);
- D. Day, Una lunga solitudine. Autobiografia, Milano (1984);
- J. Forest, L'anarchica di Dio, Cinisello Balsamo (1994);
- R. Ellsberg e T. Corner (a cura di), Con Dio e con i lavoratori. Antologia di scritti e testimonianze, Cuneo (1998).
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Dorothy Day, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Dorothy Day, su enciclopediadelledonne.it, Enciclopedia delle donne.
- (EN) Opere di Dorothy Day, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Opere riguardanti Dorothy Day, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Dorothy Day (autore), su Goodreads.
- (EN) Dorothy Day (personaggio), su Goodreads.
- (EN) Dorothy Day, su IMDb, IMDb.com.
- Dorothy Day, Una lunga solitudine. Autobiografia, Editoriale Jaca Book, 2002, ISBN 978-88-16-30379-9.
- (EN) Catholic Worker Movement, su catholicworker.org.
- (EN) Industrial Workers of the World, su iww.org.
- (EN) Marquette University's Dorothy Day Collection, su marquette.edu.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 12317088 · ISNI (EN) 0000 0001 2120 8423 · SBN CFIV032297 · BAV 495/273561 · LCCN (EN) n50035121 · GND (DE) 119124769 · BNE (ES) XX902409 (data) · BNF (FR) cb11973513r (data) · J9U (EN, HE) 987007271644105171 · NSK (HR) 981005728608309366 |
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