Eberhard Zahn
| Eberhard Zahn | |
|---|---|
| Nascita | Barmen, 2 gennaio 1910 |
| Morte | Sankt Wolfgang im Salzkammergut, 7 febbraio 2010 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | Fanteria |
| Anni di servizio | 1939-1945 |
| Grado | Tenente colonnello |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1939-1945) Campagna del Nordafrica Fronte orientale (1941-1945) |
| Battaglie | Battaglia di Francia Seconda battaglia di El Alamein Offensiva di Praga |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Eberhard Zahn[1] | |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Eberhard Zahn (Barmen, 2 gennaio 1910 – Sankt Wolfgang im Salzkammergut, 7 febbraio 2010) è stato un militare tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con fronde di quercia nel corso della seconda guerra mondiale[2][3].
Biografia
Nacque a Barmen il 2 gennaio 1910, figlio di Hans, di professione avvocato, e di Käthe von Cossel.[4][1][5] Dal 1920 frequentò il liceo della sua città natale, diplomandosi nel 1929. Nello stesso anno iniziò un apprendistato in economia aziendale presso la IG Farben AG di Francoforte sul Meno. Successivamente studiò come membro della confraternita Corps Austria di Francoforte sul Meno, e nel 1931 conseguì la laurea in economia aziendale e consulenza fiscale.
Nel 1933 conseguì il dottorato in scienze politiche a Francoforte.[2] Aveva studiato anche a Colonia, Berlino e Lipsia. Successivamente tornò alla IG Farben di Francoforte e nel 1936 si trasferì alla Thüringischen Gasgesellschaft di Lipsia, dove lavorò fino al 1938.[2] Nello stesso anno tornò a Mannheim come membro del consiglio di amministrazione e direttore della Fendel Schiffahrts AG, un gruppo di navigazione interna, dove lavorò fino al 1945.
Dopo la mobilitazione generale, si arruolò volontario nel Panzerabwehr-Abteilung 33 in forza alla 33. Infanterie-Division con cui partecipò alla battaglia di Francia.[2][5] Il 1° giugno 1940 fu promosso sottotenente della riserva per il coraggio dimostrato di fronte al nemico. Alla fine di aprile del 1941, lui e la sua unità furono trasferiti con la 15. Panzer-Division in Africa Settentrionale Italiana sotto il comando del generale Erwin Rommel.[2][5] Il 15 giugno 1941, respinse un attacco di carri armati su Bardia con il suo cannone anticarro, distruggendo sei carri armati.[2] Durante queste battaglie, fu catturato dagli inglesi p5resso la Ridotta Capuzzo, riuscendo in seguito a fuggire e il 30 giugno 1941 gli fu conferita la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.[2] Il 1° settembre 1941 fu promosso tenente della riserva e il 17 agosto 1942 gli fu conferita la Medaglia d'argento al valor militare.[2][5]
Promosso capitano della riserva il 1° ottobre 1942 , si distinse nuovamente nell'autunno del 1942 durante i combattimenti intorno a El Alamein.[2][5] Il 6 marzo 1943 gli furono conferite le Foglie di Quercia sulla Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, 204° militare tedesco a riceverle.[2] Il 1° aprile 1943 fu promosso maggiore.[2][5] Dopo la fine dei combattimenti in Africa, fu trasferito allo stato maggiore del Comandante superiore tedesco in Sicilia, generaloberst Hans-Valentin Hube, e il 28 gennaio 1943 divenne comandante del Panzerjäger-Abteilung 88 , con il quale combatté sul fronte orientale durante la ritirata dall'Ucraina settentrionale e sui Monti Carpazi.[2][5] Il 23 settembre 1944 fu nominato comandante della Panzer Brigade 101. Il 1° novembre 1944 fu poi nominato comandante del Panzer-Regiment 21 per due settimane.[2] Il 15 novembre 1944 assunse il comando del Panzer-Regiment 9, incarico che mantenne fino alla fine della guerra, combattendo in Polonia, Cecoslovacchia e Austria.[5] Fu promosso tenente colonnello nel corso del 1945.[3]
Alla fine della guerra, durante l'Offensiva di Praga in Cecoslovacchia, fu fatto prigioniero di guerra dai sovietici, dai quali riuscì a fuggire dopo alcune settimane.[2] Si diresse verso ovest e si arrese agli americani, venendo nuovamente fatto prigioniero.[5] Dopo un iniziale impiego nell'industria, divenne membro del consiglio di amministrazione della cartiera Waldhof di Wiesbaden, dove lavorò dal 1946 al 1956. Dal 1957 fino al suo pensionamento nel 1973, fu presidente del consiglio di amministrazione della Ruhr-Stickstoff Aktiengesellschaft di Bochum. Di religione protestante era sposato con Ruth Poensgen dal 1943, da cui ebbe sei figli. Stabilitosi a St. Wolfgang-Ried, si spense il 7 febbraio 2010 a Sankt Wolfgang im Salzkammergut, Austria.[6]
Onorificenze
— 6 marzo 1943.[1]
— 30 giugno 1941.[1]
Onorificenze estere
Note
Bibliografia
- (EN) Walther-Peer Fellgiebel, Elite of the Third Reich. The recipients of the Knight's Cross of the Iron Cross 1939-1945: A Reference, Solihull, Helion & Company Limited, 2003, ISBN 1-874622-46-9.
- (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945– Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Eggolsheim, Dörfler Verlag, 2004, ISBN 3-7909-0284-5.
- (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
- (DE) Walter Habel (a cura di), Wer ist wer? Das deutsche Who’s who. 24, Lübeck, Ausgabe. Schmidt-Römhil, 1985, p. 1377, ISBN 3-7950-2005-0.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Eberhard Zahn
Collegamenti esterni
- (EN) Zahn. Eberhard, su Traces of War. URL consultato il 19 gennaio 2026.
- (DE) Zahn. Eberhard, su Lexikon der Wehrmacht. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- (DE) Zahn. Eberhard, su Stenger Historica. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- (DE) Dr. Eberhard Zahn (PDF), su Ritterkreuztraeger. URL consultato il 16 gennaio 2026.
- (DE) Trauerparte Dr. Eberhard D. Zahn , su Gemgilgen. URL consultato il 16 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2016).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 60113563 · ISNI (EN) 0000 0000 1700 6557 · GND (DE) 127694455 |
|---|