Eco (videogioco)

Eco
videogioco
Schermata su Amiga
PiattaformaAmiga, Atari ST
Data di pubblicazione1988
GenereSimulatore di vita
TemaNatura
OrigineRegno Unito
SviluppoDenton Designs
PubblicazioneOcean Software
ProduzioneD. C. Ward
ProgrammazioneColin Parrott
GraficaColin Parrott (vettoriale), Stoo Cambridge (altro)
MusicheFred Gray
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputMouse, tastiera, joystick (opzionale)
SupportoFloppy disk (1)

Eco, sottotitolato A Game of Survival su schermo, è un videogioco di simulazione pubblicato nel 1988 per Amiga e Atari ST dalla Ocean Software. In un ambiente tridimensionale con grafica wireframe che rappresenta un'ecosfera,[1] si controlla una creatura che inizialmente è un insetto e se ne può guidare l'evoluzione in altre forme di vita più complesse.

Modalità di gioco

Il giocatore controlla un animale e deve sopravvivere in un mondo primordiale tridimensionale popolato da molti predatori.[2] La grafica della vista sul mondo è interamente in wireframe.[3] Lo scenario è una distesa piatta che può essere punteggiata da piante e da ostacoli piramidali, attraversata da varie specie di animali vaganti, di terra o volanti. La creatura del giocatore è vista in terza persona al centro dell'inquadratura e tramite tastiera si può modificare liberamente la posizione relativa della telecamera.[3]

La partita si svolge in un ambiente generato casualmente, con diverse caratteristiche ambientali, climatiche e di popolazione.[1] Si inizia controllando un insetto, anch'esso con caratteristiche in parte casuali e di solito simile a un ragno, possibilmente anche volante.[1][3][2] Per sopravvivere è necessario evitare i predatori e procurarsi il cibo, che a seconda dell'evoluzione della creatura può essere vegetale o animale. Solo dopo che la creatura si è nutrita può pensare alla riproduzione, trovandone un'altra della propria specie. Se la creatura muore per un predatore, per fame o per vecchiaia (se non si riproduce in tempo), è game over.[1]

Quando riesce la riproduzione, si accede a una schermata statica dove si può modificare il codice genetico della prole, poi il gioco riprende controllando la creatura figlia, che dovrà ripetere il ciclo di nutrirsi e riprodursi. La prima volta si può modificare uno solo dei geni a scelta. Tre diagrammi mostrano come sarà la nuova creatura da tre angolazioni. Si possono ottenere ad esempio insetti diversi, pterodattili, cani e umanoidi; se si sceglie di diventare una pianta il gioco finisce[1]. Ci sono in tutto 8 geni e a ogni generazione se ne sblocca uno in più; quelli modificabili sono indicati da simboli di chiave. Ciascun gene può assumere otto posizioni, rappresentate anche da lettere greche. L'effetto di ogni gene non è descritto e si impara con l'esperienza quali siano più determinanti. Si può anche far modificare casualmente i geni al computer. Quando tutti gli 8 geni sono sbloccati, si può ottenere ogni combinazione possibile e controllare ogni tipo di forma di vita del gioco.[4]

Durante l'azione tridimensionale, sotto l'inquadratura è presente un ampio pannello di controllo con icone azionate dal mouse; un gruppo di icone è alternativo all'uso del joystick per controllare direttamente i movimenti della creatura.[3] Altre icone servono per mangiare e per riprodursi, quando il cibo o il compagno sono vicini, anche automatizzandone la ricerca se si tengono premute; e per decollare e atterrare, quando la creatura ha le ali. Ci sono poi vari indicatori: un radar che avvisa delle creature circostanti, il simbolo delle condizioni meteo, una sbarra con fiamme che salgono per indicare il tempo rimasto prima della morte per fame o per vecchiaia, e il codice genetico attuale.[1]

Accoglienza

Eco era a suo tempo molto originale[2] e ricevette giudizi buoni dalla maggior parte della critica europea, sebbene ci fu anche qualche recensione negativa, sia in versione Amiga[2][3][5][6] sia in versione Atari ST[1][7] (quasi identiche tra loro). In particolare Amiga Byte lo ritenne discreto, un buon connubio tra grafica vettoriale e ambientazione, ma non sempre veloce nell'animazione e di gestione non facile.[3] Zzap! fu molto entusiasta (voto 85%, Atari ST), soprattutto sulla grafica, ma meno sulla longevità poiché riteneva Eco ripetitivo e limitato nelle azioni della creatura.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Zzap! 20.
  2. 1 2 3 4 Commodore Computer Club 54.
  3. 1 2 3 4 5 6 Amiga Byte 1.
  4. ↑ Manuale, disponibile ad es. su Hall of Light.
  5. ↑ Elenco di recensioni su Hall of Light.
  6. ↑ Elenco di recensioni su (EN) Eco (Amiga), su uvlist.net.
  7. ↑ Elenco di recensioni su (EN) Eco (Atari ST), su uvlist.net.

Bibliografia

Collegamenti esterni

  • (EN) Eco, su MobyGames, Blue Flame Labs.
  • (EN) Eco, su Hall of Light - The database of Amiga games - abime.net.
  • (EN) Eco, su Atarimania.com.