Edgar Bainton

Edgar Leslie Bainton (Hackney, 14 febbraio 1880 – Point Piper, 8 dicembre 1956) è stato un compositore britannico con cittadinanza australiana. Oggi è ricordato soprattutto per il suo inno liturgico And I saw a new heaven, un pezzo famoso nel repertorio della musica sacra anglicana, ma negli ultimi anni altre sue opere musicali, che erano state un po' dimenticate per decenni, sono diventate sempre più disponibili in registrazioni commerciali.[1]
Primi anni e carriera
Bainton nacque a Hackney, Londra, figlio di George Bainton, un ministro congregazionalista, e di sua moglie Mary, nata Cave. In seguito Bainton si trasferì con la famiglia a Coventry e mostrò ben presto il suo talento musicale suonando il pianoforte; aveva nove anni quando fece la sua prima apparizione pubblica come pianista solista. Nel 1891 ottenne una borsa di studio in musica alla King Henry VIII Grammar School di Coventry e nel 1896 vinse una borsa di studio aperta al Royal College of Music per studiare teoria musicale con Walford Davies. Nel 1899 ricevette una borsa di studio per studiare composizione con Sir Charles Villiers Stanford. All'università strinse amicizia con George Dyson, William Harris e soprattutto Rutland Boughton, la cui amicizia e il cui sostegno continuarono per tutta la carriera di Bainton. Teneva un quaderno in cui annotava quasi tutte le sue composizioni, la prima delle quali è la sua prima opera conosciuta sopravvissuta, Preludio e Fuga in si minore per pianoforte, scritta nel 1898.[2]
Nel 1901 Bainton divenne professore di pianoforte al Conservatorio di Musica di Newcastle upon Tyne. Si dedicò alla scena musicale locale, componendo, suonando e dirigendo e nel 1905 sposò una sua ex studentessa, Ethel Eales, dalla quale ebbe due figlie. Ethel era un'eccellente pianista e cantante, nonché membro fondatore del Newcastle Bach Choir.[3] Nel 1912 divenne direttore del Conservatorio e acquistò una proprietà per ampliarlo. Alfred Wall faceva parte dello staff e Bainton strinse anche amicizia con William Gillies Whittaker.[4] La famiglia viveva a Stocksfield, vicino a Hexham. Bainton faceva lunghe passeggiate in campagna, spesso accompagnato da Wilfred Gibson, che lo introdusse nella cerchia letteraria che gravitava attorno a Gordon Bottomley. Bainton musicò molte delle poesie di Bottomley e scrisse un'opera basata su uno dei suoi drammi lirici. Fece conoscere nella sua zona opere allora sconosciute di Gustav Holst, Ralph Vaughan Williams e Arnold Bax, tra gli altri. Strinse amicizia con il poeta Elliott Dodds e con l'organista della cattedrale William Ellis.[2]
Prigioniero di guerra e libertà
Nell'estate del 1914 Bainton si recò in Germania per assistere al Festival di Bayreuth, ma fu arrestato dopo lo scoppio della guerra. In quanto cittadino straniero nemico in età militare, fu inviato al campo di detenzione civile di Ruhleben, vicino a Berlino, dove rimase per i quattro anni successivi. Bainton fu incaricato di occuparsi di tutta la musica del campo e conobbe Ernest MacMillan, Edward Clark e Arthur Benjamin, tra gli altri musicisti che in seguito avrebbero avuto successo. Mantenne molte di queste amicizie per tutta la sua carriera. Nel marzo 1918 la sua salute peggiorò e fu mandato all'Aia per riprendersi. Dopo l'armistizio, fu il primo inglese a dirigere la Orchestra reale del Concertgebouw in due concerti di musica britannica prima di tornare in Inghilterra.[2]
La vita di Bainton tornò alla normalità e lui tornò a Newcastle per riprendere il lavoro al Conservatorio, di cui sua moglie Ethel si era occupata durante la sua assenza.[3] Le sue opere corali divennero protagoniste dei Three Choirs Festivals.[5] In tournée in Australia e Canada dall'aprile 1930 al gennaio 1931, si prese una pausa dalla composizione e dall'agosto al dicembre 1932 visitò l'India, tenendo un recital pianistico per la Indian Broadcasting Company. Il poeta e musicista Rabindranath Tagore lo ospitò a Calcutta e gli fece conoscere la musica indiana. Nel 1933 Sir Edward Bairstow gli conferì il titolo onorario di Dottore in Musica presso la Università di Durham.
Australia
Il New South Wales State Conservatorium of Music rimase impressionato dalle sue capacità nel 1930 e gli offrì la direzione nell'estate del 1933. Di conseguenza, nel 1934 Bainton e la sua famiglia iniziarono una nuova vita in Australia.
Bainton dirigeva i corsi di coro e orchestra al Conservatorio e fondò la Sydney Opera School. Al Conservatorio insegnò a compositori australiani tra cui Miriam Hyde. Il compositore australiano espatriato Vincent Plush (nato nel 1950) scrive che quando Arnold Schönberg fece domanda per la posizione di insegnante di armonia e teoria al Conservatorio di Sydney nel 1934, Bainton respinse la domanda sulla base delle “idee moderniste e tendenze pericolose”. Un collega anonimo di Bainton avrebbe osservato che Schoenberg era ebreo.[6]
In concomitanza con l'arrivo di Bainton a Sydney, furono avviate le iniziative per costituire un'orchestra professionale permanente per l'Australian Broadcasting Commission, che a volte era conosciuta con il nome di New South Wales Symphony Orchestra. Successivamente fu ribattezzata Sydney Symphony Orchestra. Bainton diresse il concerto inaugurale del complesso nel 1934.
Presentò musica mai ascoltata prima in Australia, come la Sinfonia n. 2 di Elgar nel 1934; la Terza Sinfonia di Bax e opere di Debussy, Sibelius, Delius e Walton, tra gli altri. Nel 1944 la prima produzione della Conservatorium Opera School dell'opera di Bainton The Pearl Tree ricevette il plauso della stampa e del pubblico. A causa della grande richiesta, fu aggiunta una serata supplementare e in questa occasione fu esposto nel foyer un busto di Bainton.[2]
All'epoca in Australia l'età pensionabile obbligatoria era di 65 anni, ma Bainton continuò a dirigere temporaneamente con la New Zealand Symphony Orchestra e tenne cicli di conferenze in Canada. Nel 1956 un infarto compromise gravemente la sua salute e l'8 dicembre morì a Point Piper, Sydney. Sua moglie lo aveva preceduto nella morte solo pochi mesi prima.[7]
Registrazioni
- And I saw a new heaven, inno: The Sixteen/Harry Christophers, Universal 1795732 (2009)
- Sonata per violoncello: Emma Ferrand, Jeremy Young, Meridian CDE 84565 (2008)
- Christ In the Wilderness, Night, Open Thy Gates: City Chamber Choir of London/Stephen Jones, British Music Society BMS 417CD (2010)
- Epithalamion, An English Idyll: BBC Philharmonic/Martyn Brabbins, Chandos CHAN 10019 (2003)
- Genesis (1° movimento della Sinfonia n. 1 Before Sunrise): Classico CLASSCD 404 (2002)
- Miniature Suite per duo pianistico: Divine Art DDV 24154 (2012)
- Paracelsus, Pompilia, Prometheus, poemi sinfonici: Dutton CDLX 7262 (2011)
- Canzoni: Susan Bickley, Christopher Gillett, Wendy Hiscocks, Naxos 8571377 (2017)
- Quartetto per archi in La maggiore: Lochrian Ensemble, Dutton CDLX 7163 (2006)
- Sinfonia n. 2: BBC Philharmonic Orchestra/Vernon Handley, Chandos CHAN 9757 (2000)
- Sinfonia n. 3: Sydney Symphony Orchestra/Sir Bernard Heinze, Brolga LP BZM12 (1957)
- Sinfonia n. 3: BBC Concert Orchestra/Vernon Handley, Dutton CDLX7185 (2007)
- Sonata per viola: Martin Outram, Michael Jones, British Music Society BMS CD 415R (2004)
Opere musicali
Musica da camera
- Quintetto per pianoforte e archi, op. 9 (1904) (andato perso)
- Quartetto per archi, op. 26 (1911) (andato perso)
- Quartetto per archi in la maggiore (1919)
- Sonata per viola e pianoforte (1922)
- Sonata per violoncello e pianoforte (1924)
Coro e orchestra
- The Blessed Damozel (testo di Dante Gabriel Rossetti), Op. 11 (con solisti mezzosoprano e baritono).
- Sunset at Sea, Op. 20 (testo di Reginald Buckley), per coro e orchestra
- The Vindictive Staircase, Op. 29 (testo di W. W. Gibson), una Umoresca per coro e orchestra
- A Song of Freedom and Joy (testo di Edward Carpenter), Op. 24 per coro e orchestra
- The Tower (testo di Robert Nichols), per coro e orchestra
- The Dancing Seal (testo di W.W.Gibson), una Umoresca per coro e orchestra
- A Hymn to God the Father (testo di John Donne), per coro e orchestra
- Mignon's Requiem (testo di Goethe e Carlyle), per voci bianche, coro e orchestra
- The Transfiguration of Dante, Op. 18, per solisti, coro e orchestra
- To The Name above every name, (testo di Richard Crashaw), per soprano, coro e orchestra
Musica sacra
- E vidi un nuovo cielo
- Fantasia sulla melodia del canto gregoriano Vexilla Regis
- Fiat Lux per “coro a 4 voci S.A.T.B.”
- Chi può contare le sabbie del mare? per “S.A.T.B.”
- Aprite le vostre porte
- Cristo nel deserto
- I cieli proclamano la tua gloria
- A Babe is Born I Wys
Pianoforte
- Variazioni e fuga in si minore, op. 1 (1898)
- La creazione dell'usignolo (1921)
- I giardini del mare (1924)
- I salici (1927)
Canzoni e brani musicali
- Due canzoni per baritono e orchestra, op. 13 (testi: Edward Carpenter)
- An English Idyll (testi: Neville Cardus) per baritono e orchestra.
- Sweet Nightingale – Canzone popolare inglese, arrangiata da Bainton
- Musica per una tragedia
- Musica per il film “Bush Policemen”
- Quattro danze: Morris Dance, Minuet, Pavane, Valse, Op. 21
- Celtic Sketches: Sea-Sorrow, Sea Rapture, Pharais, Op.23
Sinfonie e composizioni per orchestra
- Sinfonia n. 1 Before Sunrise per contralto solista, coro e orchestra
- Sinfonia n. 2 in re minore
- Sinfonia n. 3 in do minore
- Sinfonia in si bemolle A Phantasy of Life and Progress, op. 5 (andata perduta)
- Poema sinfonico: Pomplia
- Poema sinfonico: Paracelsus (da Browning), op. 8
- Suite: Il fiume d'oro, op. 16
- Ouverture-Fantasia: Prometeo, op. 19
- Tre pezzi per orchestra: Elegia, Intermezzo e Humoresque.
- Concerto Fantasia per pianoforte e orchestra
- Pavane, Idillio e Baccanale per archi
- Rapsodia: Epithalamion
- Ecloga per orchestra
Note
- ↑ (EN) Rhoderick McNeill, The Australian Symphony from Federation to 1960, Surrey, England; Burlington, USA, Ashgate Publishing Limited, 2014, pp. 105-115, ISBN 9781409441243.
- 1 2 3 4 (EN) Tunley, David, Bainton, Edgar (Leslie), in Michael Jones (a cura di), Grove Music Online, 2001.
- 1 2 (EN) Jones, Michael, Notes to Naxos CD NX 1377 (PDF), 2017.
- ↑ (EN) Borthwick, Mary, The Life and Musical Achievements of William Gillies Whittaker, Durham University Thesis, 2007.
- ↑ (EN) Three Choirs Festivals, in The Times, 8 luglio 1929, p. 14.
- ↑ (EN) Vincent Plush, "They Could Have Been Ours", in ABC Radio 24 Hours, citato in Quadrant "Popper in Australasia 1937-1945" di Peter Biskup, vol. 44, giugno 2000, pp. 20-28.
- ↑ (EN) Necrologio, in The Times, 10 dicembre 1956, p. 14.
Bibliografia
- (EN) Jones, Michael, Bainton, Edgar Leslie (1880–1956), in Online database article, supplemento di Oxford Dictionary of National Biography, n. 58729, Oxford University Press, 2004.
- (EN) Helen Bainton, Edgar Leslie Bainton (1880–1956), vol. 7, Melbourne University Press, Australian Dictionary of Biography, 1979, pp. 146–147. URL consultato il 20 gennaio 2026.
- (EN) Jones, Michael, Edgar Bainton Musical and spiritual Traveller, su MusicWeb International, 1990. URL consultato il 20 gennaio 2026.
Collegamenti esterni
- Opere di Edgar Bainton, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Edgar Bainton, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Spartiti o libretti di Edgar Bainton, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Edgar Bainton, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Edgar Bainton, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Edgar Bainton, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) The EDgar Bainton Society, su musicweb-international.com. URL consultato il 13 ottobre 2025.
- (EN) Chandos UK has released 3 CDs of Edgar Bainton's music, su Chandos Records. URL consultato il 13 ottobre 2025.
- (EN) Spartiti liberi di Edgar Bainton, in International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 6949838 · ISNI (EN) 0000 0001 1821 3889 · Europeana agent/base/157052 · LCCN (EN) no90001048 · GND (DE) 134801806 · BNF (FR) cb139777068 (data) · J9U (EN, HE) 987007286811905171 |
|---|