Edgar Kain

Edgar James Kain
Soprannome"Cobber"[N 1][1]
NascitaHastings, 27 giugno 1918
MorteÉchemines, 7 giugno 1940
Cause della morteIncidente aereo
Dati militari
Paese servitoNuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda
Regno Unito (bandiera) Regno Unito
ArmaRoyal New Zealand Air Force
Royal Air Force
RepartoNo.75 RAF Squadron
Anni di servizio1939-1940
Gradotenente di squadriglia
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale
BattaglieBattaglia di Francia
Decorazionivedi qui
Pubblicazionivedi qui
dati tratti da Kain, Edgar James[2]
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Edgar James Kain (Hastings, 27 giugno 1918 – Échemines, 7 giugno 1940) è stato un ufficiale e aviatore neozelandese. Pilota da caccia della Royal Air Force durante la seconda guerra mondiale, prese parte alla Strana guerra e alla Battaglia di Francia. Divenne il primo Asso dell'aviazione della RAF e il primo pilota ad essere insignito della Distinguished Flying Cross. Nel corso della guerra abbatté 16 velivoli accertati e ne danneggiò un altro.[3][4]

Biografia

Nacque a Hastings, in Nuova Zelanda, il 27 giugno 1918, terzo dei quattro figli di George, un magazziniere, e di sua moglie Nellie Keen.[2] La sua famiglia si trasferì a Wellington, dove il padre avviò un'attività di magazzinaggio, mentre lui studiò alla Croydon School e, dal 1932, al Christ's College di Christchurch, dove era convittore. A scuola giocava a rugby, praticava canottaggio ed eccelleva nell'atletica leggera.[2] Era considerato un leader naturale, ma demotivato a livello accademico.[5]

A Christchurch, la sua scuola si trovava vicino all'aeroporto di Wigram e spesso vedeva gli aerei della Royal New Zealand Air Force avvicinarsi e decollare. Fin da piccolo si appassionò al mondo dell'aviazione e fu desideroso di imparare a volare.[2] Dopo tre anni al Christ's College, con un rendimento scolastico scarso, lasciò la scuola nel 1935 senza diplomarsi. Lavorò come impiegato nell'azienda di magazzinaggio del padre e divenne anche membro del Wellington Aero Club. La sua intenzione era di ottenere la licenza di pilota e poi arruolarsi nella Royal Air Force (RAF).[2][6] Iniziò le lezioni di volo all'inizio del 1936 e ben presto effettuò il suo primo volo da solista su un De Havilland DH.82 Tiger Moth, avendo dopo aver accumulato poco più di sette ore di volo. Ricevette anche lezioni di matematica dal professor George William von Zedlitz dell'Università Victoria di Wellington; ciò si rese necessario dopo il suo fallimento nel diplomarsi alla scuola secondaria, poiché tali qualifiche accademiche erano prerequisiti per entrare nella RAF come pilota.[6]

Più tardi, quello stesso anno, si trasferì a Wigram per un ulteriore addestramento al volo e presto ottenne la licenza di pilota.[7] In grado di soddisfare i requisiti per una commissione a breve termine nella RAF, nel novembre del 1936 partì per Londra a bordo della Orford, accompagnando il padre in un viaggio d'affari in Inghilterra, per presentare domanda al Ministero dell'Aeronautica.[8]

Una volta giunto a Londra, presentò domanda formale al Ministero dell'Aeronautica per un incarico a breve termine nella RAF, ma non superò la visita medica a causa dell'ipertensione. Gli fu detto di ripresentare domanda una volta acclimatatosi al clima britannico; trascorse quindi due settimane lavorando in una fattoria per migliorare le sue condizioni fisiche e superò la successiva visita medica.[9] Accettato in servizio fu inviato presso una una scuola di volo civile a Brough, vicino a Hull, per l'addestramento elementare al volo. Iniziò il suo tirocinio presso la scuola il 21 dicembre 1936 e presto volò in solitaria su un addestratore Blackburn B-2. Verso la fine del corso di dieci settimane, decise di optare per la specialità caccia.[10] Il 5 marzo 1937 entrò nella RAF con una ferma a breve termine con il grado di ufficiale pilota facente funzioni e il numero di matricola 39534. A partire dall'8 marzo 1937 si recò presso la RAF Uxbridge per l'addestramento militare di base e poi passò alla No. 5 Flying Training School presso la RAF Sealand nel Cheshire.[11][12]

Conseguito il brevetto di pilota militare il 25 giugno 1937, fu inviato alla RAF Ternhill pochi mesi dopo per l'addestramento avanzato sui caccia, pilotando l'Hawker Fury. A quel punto era diventato esperto in acrobazie aeree, ma era stato anche punito per aver eseguito acrobazie a un'altitudine troppo bassa.[13] Nel novembre 1937 fu assegnato al No.73 RAF Squadrone, dotato dei caccia biplani Gloster Gladiator, e di stanza presso la base RAF di Digby.[11] l periodo di prova terminò il 21 dicembre 1937 fu confermato in servizio con il grado di ufficiale pilota.[14] Nel maggio del 1938 partecipò all'Empire Air Day, dando dimostrazioni di volo al pubblico.[2][15] Due mesi dopo il suo reparto iniziò la conversione al nuovo caccia monoplano Hawker Hurricane Mk.I, e causò lievi danni al suo aereo dopo averlo messo in picchiata ad alta velocità, un'azione per la quale fu rimproverato.[16] A metà settembre 1938, durante la crisi dei Sudeti, lo squadron fu messo in preallarme, sebbene i suoi piloti non fossero ancora pienamente operativi sull'Hurricane. L'accordo di Monaco, concluso alla fine del mese ridusse le tensioni e il reparto riprese l'addestramento sull'Hurricane.[17]

Nel giugno 1939, durante un'esercitazione di volo notturno, dimenticò di bloccare il carrello durante la fase di atterraggio. Un pannello allentato influì sulla manovrabilità dell'aereo, distraendolo, e per questo fatto venne ufficialmente ammonito nonostante le circostanze attenuanti.[18] Ebbe un altro incidente alla fine di luglio mentre atterrava durante un'altra esercitazione di volo notturno; questa volta il problema era la superficie dell'aerodromo e non gli fu attribuita nessuna colpa. Era stato promosso a sottotenente di squadriglia all'inizio del mese.[19][20]

La seconda guerra mondiale

Il 24 agosto 1939, con l'aumentare delle tensioni tra Gran Bretagna e Germania, il No.73 RAF Squadron fu mobilitato per la guerra. Era previsto che il reparto venisse inviato in Francia come componente aerea della British Expeditionary Force (BEF), designato come parte della No.60 Mobile Wing e insieme al No.1 RAF Squadron.[21] L'8 settembre 1939, con la seconda guerra mondiale ormai iniziata, lo squadron fu schierato in Francia, inizialmente sull'aeroporto di Le Havre-Octeville in Normandia.[22] Il 10 settembre 1939 egli effettuò le sue prime pattuglie operative, coprendo le navi che sbarcavano i reparti del BEF a Cherbourg, senza entrare in contatto con il nemico.[23] Il maltempo impedì di volare per gran parte delle due settimane successive e il suo squadron si trasferì in un aeroporto vicino a Saint-Omer verso la fine del mese.[24] Da lì si spostò a Rouvres, vicino a Verdun.[25] La nuova base era vicina al confine tra Francia e Germania, e il No.60 Mobile Wing era aggregato all'Advanced Air Striking Force (AASF), composta da diversi squadroni di Fairey Battle Mk.I del Bomber Command.[26]

Nei mesi successivi si registrò poca attività aerea; questa fase del conflitto fu nota come la Strana guerra.[27] Nonostante la vicinanza del reparto al confine tedesco, ci furono pochi contatti con il nemico e poche intercettazioni riuscite.[28] all'epoca era stato promosso caposezione, con la responsabilità di due gregari.[25] L'8 novembre, mentre era in pattuglia, avvistò un bombardiere Dornier Do 17 sopra e davanti a lui. Quando il Do 17 iniziò a salire a 8.200 m ( 27.000 piedi), lo inseguì, effettuò due attacchi e osservò diversi colpi sparati dalle sue mitragliatrici. Con il suo Hurricane che mostrava segni di affaticamento, attaccò di nuovo e il Do 17 si tuffò in picchiata. Egli lo seguì ma si ritirò quando vide il tessuto staccarsi dalle sue ali. Il bombardiere si schiantò nel piccolo villaggio di Lubey, a nord-ovest di Metz, esplodendo all'impatto e uccidendo l'equipaggio.[29]

Fu la prima vittoria aerea della guerra per il No.73 RAF Squadron e anche per un pilota di uno dei Dominion. L'evento fu ampiamente riportato, sebbene, a causa del divieto della RAF di nominare il proprio personale nei media, egli non fu identificato come il pilota nei giornali britannici. Invece, venne semplicemente indicato come un neozelandese di 21 anni.[30][31] Le condizioni meteorologiche influenzarono le operazioni di volo del No.60 Mobile Wing, ora ridesignato come No.67 Wing, per diversi giorni, ma il 23 novembre, vicino a Conflans, abbatté un altro Do 17, uno dei quattro bombardieri e aerei da ricognizione tedeschi reclamati dai piloti del No.73 RAF Squadron come distrutti quel giorno.[32][33] Vista la poca attività aerea da dicembre a febbraio a causa del maltempo, trascorse parte di questo periodo in Inghilterra in licenza con Joyce Phillips, un'attrice teatrale che aveva incontrato mentre completava il suo addestramento di volo nel 1937, e con cui corrispondeva da qualche tempo.[34][35][36] Al suo ritorno in Francia, assunse temporaneamente il comando di uno dei flight del reparto, mantenendolo fino alla fine di gennaio quando il titolare fece rientro al reparto.[37][38] Durante un volo effettuato verso la fine di gennaio, si imbatté in un Heinkel He 111, ma quando aprì il fuoco le sue armi non funzionarono a causa dal freddo estremo. Il suo aereo subì danni dall'armamento difensivo dell'He 111 e, all'atterraggio, si scoprì che era irreparabile.[39] All'inizio del febbraio 1940 il disgelo era ben avviato, ma questo influì sulla pista dell'aerodromo, che era soggetta ad impantanarsi, compromettendo le operazioni di volo per le settimane successive. Egli fu menzionato nei dispacci il 20 febbraio 1940 per i suoi sforzi nell'inseguimento dell'He 111 che aveva avvistato alla fine del mese precedente.[40][41]

Le condizioni meteorologiche migliorarono il 1° marzo 1940 e il giorno seguente fu coinvolto in un combattimento aereo con due caccia Messerschmitt Bf 109 mentre inseguiva alcuni He 111. Distrusse il primo Bf 109, ma il secondo danneggiò il suo motore con il fuoco dei cannoni prima di allontanarsi. Da sopra le linee tedesche, a una quota di 6.100 m, planò per 48 km per raggiungere il territorio francese. Quando il suo motore danneggiato prese fuoco, si preparò a lanciarsi con il paracadute, ma dovette rientrare nella cabina di pilotaggio quando si rese conto che la cinghia del paracadute non era in posizione. Le fiamme si spensero e lui planò fino ad effettuare un atterraggio di emergenza a Metz.[34][42]

Il suo Hurricane era un relitto e lui fu riportato a Rouvres da un Bristol Blenheim in serata. Più tardi in quel giorno lo scontro fu riportato dalla BBC nel suo principale bollettino radiofonico; egli non fu nominato e fu solo indicato come un neozelandese.[43] Pochi giorni dopo, identificato come Cobber, completò un'intervista alla BBC Radio che fu trasmessa il 9 marzo 1940.[44] I giornalisti degli Stati Uniti d'America non erano così limitati e la sua identità stava diventando nota nel suo paese d'origine.[31] Ritornò in servizio mentre il suo reparto riceveva nuovi Hurricane di tipo aggiornato.[45] A metà del mese di marzo fu informato di essere stato insignito della Distinguished Flying Cross (DFC), primo pilota del Fighter Command a riceverla. Ammalatosi di rosolia fu ricoverato in ospedale per diversi giorni, rientrando in servizio il 26 marzo.[46][47]

Nel primo pomeriggio di quel giorno, guidò una sezione in una pattuglia difensiva sulle linee tedesche e incontrò un gruppo di Bf 109. Riuscì a distruggere due Bf 109, ma poco dopo il motore del suo Hurricane fu danneggiato da un colpo di cannone sparato da un altro Bf 109. Con il suo aereo in fiamme, si lanciò con il paracadute con schegge di granata nella gamba sinistra, la mano sinistra sfiorata da un proiettile e ustioni al viso. Atterrato nella terra di nessuno, si diresse verso un villaggio vicino, incontrando sulla strada dei soldati francesi e, dopo averli rassicurati sulla sua nazionalità, fu curato da un medico e riaccompagnato a Rouvres in serata. L'abbattimento dei due Bf 109 in questa azione lo rese il primo asso dell'aviazione della RAF della seconda guerra Mondiale.[48][49] Le ferite riportate nel suo ultimo scontro lo costrinsero a interrompere il servizio di volo per alcuni giorni. Durante la sua convalescenza. lla motivazione per la sua DFC fu pubblicata nella London Gazette del 29 marzo 1940.[50] Con l'annuncio della sua DFC perse l'anonimato, e le sue imprese venivano ampiamente riportate nel Regno Unito e nei Dominion; un corrispondente di un giornale lo descrisse come colui che "portava la bandiera del Dominion attraverso i confini tedeschi con grande stile".[49][51] I 2 aprile andò in licenza in Inghilterra, con l'intenzione di trascorrere del tempo con Phillips, ma con grande fastidio di entrambi, la coppia dovette affrontare l'intenso interesse dei media.[52][53] I due annunciarono il loro fidanzamento e fissarono provvisoriamente una data per il matrimonio a luglio.[54][55]

Il 14 aprile rientrò al suo reparto, che ora era di stanza con il resto del No.67 Special Wing a Reims e incaricato della protezione del quartier generale dell'AASF. Le tensioni erano alte a causa delle invasioni tedesche della Norvegia e della Danimarca, e la Luftwaffe aveva aumentato la sua presenza lungo il confine francese con la Germania.[56] Poco dopo il reparto tornò a Rouvres quando i combattimenti previsti in Francia non ebbero luogo. Fu inizialmente sospeso dalle operazioni di volo, e quindi non intraprese la sua prima pattuglia fino al 21 aprile.[57][58] Due giorni incontrò un Messerschmitt Bf 110, che danneggiò, ma fu sorpreso da tre Bf 109 che in risposta abbatterono due Hurricane del suo reparto.[59] Effettuò poche missioni di volo per il resto del mese, a causa del maltempo.[60]

La battaglia di Francia

Il 10 maggio 1940, le forze tedesche lanciarono la blitzkrieg attraverso i Paesi Bassi, il Belgio e la Francia.[61] Il No.73 RAF Squadron fu immediatamente coinvolto nei combattimento, con diversi Hurricane che decollarono per affrontare un certo numero di bombardieri tedeschi. Verso le 6:00 del mattino, lui ingaggiò e abbatté un Dornier Do 215, uno dei nove che avvistò vicino a Metz. Ne incontrò altri sette al suo ritorno a Rouvres, ma aveva esaurito le munizioni nell'azione precedente. Lo squadrone ricevette l'ordine di tornare a Reims più tardi in mattinata e si riunì lì entro le 14:00.[62][63] Nonostante l'aeroporto fosse stato bombardato nel pomeriggio, lo squadron effettuò diverse pattuglie difensive quel giorno, due delle condotte da lui.[64]

La mattina successiva effettuò una pattuglia difensiva, poi una missione di scorta ai bombardieri dell'AASF verso un obiettivo a Wiltz. Nell'ultima missione della giornata abbatté un Do 215; i proiettili di un Bf 110 danneggiarono la fusoliera del suo Hurricane.[65] L'aeroporto di Reims fu bombardato di nuovo il 12 maggio, ma ciò non influì sulle operazioni dello squadron, che effettuò diverse missioni nel pomeriggio. Mentre scortava alcuni Fairey Battle in un raid a nord di Sedan, avvistò un aereo da ricognizione Henschel Hs 126che inseguì e distrusse sopra Bouillon.[62][66]

Nei due giorni successivi, l'attività della Luftwaffe intorno a Sedan aumentò a supporto dei carri armati del Panzer Group Kleist che attraversavano la Mosa. Lo squadron incontrò diverse formazioni di bombardieri durante le operazioni. Ufficialmente abbatté il suo decimo aereo nemico, un Bf 109, il 14 maggio.[62][67]

Il 15 maggio, la sua sezione incontrò un Do 17 e iniziò un attacco. Senza sparare, egli vide l'equipaggio del bombardiere lanciarsi con il paracadute, lasciando il velivolo, ormai senza controllo, a proseguire il volo più in profondità nel territorio francese.[68] Le perdite nel suo reparto stavano aumentando, con quattro piloti dispersi o uccisi in azione e un quinto reso inabile al volo. Questo lo portò ad assumere il comando di uno dei flight dello squadron.[69] Il giorno successivo, lo squadron si trasferì a Villeneuve, mentre lui guidò la sua flight in una pattuglia di copertura per contribuire a proteggere il trasferimento alla nuova base.[70]

Nonostante avesse effettuato diverse pattuglie, non ci furono incontri con il nemico fino al pomeriggio del 17 maggio, quando si imbatté in un gruppo di Bf 110; ne danneggiò uno e in seguito distrusse un Bf 109 che interruppe il suo tentativo di attaccare uno Junkers Ju 88. Fu una giornata particolarmente intensa; alla fine, aveva accumulato tredici ore di volo.[71] Il ritmo dell'avanzata tedesca portò a un altro spostamento del suo reparto, questa volta a Gaye, a est di Parigi, il 18 maggio.[72] Il giorno successivo, l'intero squadron prese parte a una pattuglia difensiva durante la quale incontrò un gruppo di bombardieri tedeschi, He 111 e Ju 88, con una scorta di caccia Bf 110. I caccia britannici attaccarono e lui abbatté prima uno Ju 88 e poi un Bf 110. Verso la fine dello scontro, distrusse un He 111. Sette aerei tedeschi furono distrutti per la perdita di tre Hurricane, i cui piloti sopravvissero tutti e tornarono allo squadrone.[73][74][75]

A questo punto, i piloti del No.73 RAF Squadron erano estremamente affaticati dalle estese operazioni e dal riposo minimo.[76] Arrivarono presto diversi nuovi piloti e lui li aiutò con l'introduzione al volo operativo. Il 22 maggio ricevette l'ordine di ritornare in Inghilterra con diversi altri piloti per assumere incarichi di istruttore.[77] All'arrivo a Le Bourget il 23 maggio, da dove il gruppo di piloti avrebbe dovuto recarsi in Inghilterra, a lui e a un altro pilota fu ordinato di presentarsi immediatamente al No.73 RAF Squadron. Una volta tornati a Gaye, i due piloti furono assegnati a compiti amministrativi, e lui non volò più fino al 25 maggio.[78]

Quel giorno guidò una sezione in una pattuglia mattutina, durante la quale abbatté un Do 17, ma dovette poi effettuare un atterraggio di emergenza a Gaye a causa dei danni inflitti al suo Hurricane dal fuoco della mitragliatrice di coda del bombardiere. Il giorno successivo, a bordo di un Hurricane di ricambio, abbatté un Hs 126 vicino a Bouillon.[79] La situazione in Francia stava ora peggiorando; l'esercito francese difendeva la linea lungo la Somme e l'Aisne con gli squadron da caccia dell'AASF che operavano a supporto, mentre il BEF veniva evacuato da Dunkerque.[78][80]

Il suo obiettivo per il 26 maggio era quello di introdurre nuovi piloti ai compiti operativi. Il giorno seguente, lo squadron operava da una base avanzata a Boos-Rouen, insieme al No.501 RAF Squadron. Fu oggetto di un bombardamento durante il quale incontrò Ginger Lacey, che in seguito divenne uno degli assi dell'aviazione della RAF con il maggior numero di vittorie durante la guerra. Secondo il biografo di Lacey, i due si rifugiarono in quello che si rivelò essere un deposito di benzina. Più tardi, durante una pattuglia sopra Boos-Rouen, abbatté un Do 17.[81] A quel punto era molto stanco, mentre molti dei suoi compagni piloti erano rimasti feriti o erano stati rimandati nel Regno Unito, lasciandolo come uno dei pochi ancora in vita dell'organico di volo originale dello squadron.[81] Altri piloti notarono che era sempre più preoccupato e nervoso. Sebbene avesse effettuato delle pattuglie il 28 maggio, vide poca azione e per i due giorni successivi fu messo a terra dal comandante del reparto.[82]

Riprese a volare il 31 maggio, guidando una sezione in una missione senza incidenti, fornendo copertura ai bombardieri Fairey Battle che attaccavano le forze tedesche a sud-est di Reims. I primi due giorni di giugno furono tranquilli, ma poi lo squadrone ricevette l'ordine di trasferirsi a Le Mans e operare da un aeroporto avanzato a Échemines.[83] La mattina presto del 3 giugno guidò una formazione di Hurricane; poi coprirono il trasferimento del personale di terra e del personale amministrativo a Le Mans. Non volò il giorno successivo e il 5 giugno effettuò una singola pattuglia, proteggendo l'aeroporto. Avvistò un Bf 109 e lo inseguì fino vicino a Reims, dove lo abbatté.[84][74][85]

L'ultimo volo

Il 6 giugno, afflitto da esaurimento nervoso e stanchezza, lui e un altro pilota di lunga data del No.73 RAF Squadron ricevettero l'ordine di tornare in Inghilterra non appena fosse arrivato il personale di rimpiazzo. Un gruppo di piloti arrivò il giorno successivo per essere assegnato alle unità dell'AASF; quattro furono assegnati al No.73 RAF Squadron, permettendogli di tornare in Inghilterra.[86]

Davanti a un gruppo di suoi compagni di reparto riunitisi all'aeroporto di Échemines per salutarlo, decollò con il suo Hurricane per volare a Le Mans a ritirare il suo equipaggiamento. Iniziò quindi a eseguire alcune acrobazie a bassa quota. Al terzo di una serie di tonneau "flick", calcolò male la sua altitudine e colpì violentemente il suolo. Fu sbalzato fuori dalla cabina di pilotaggio dell'Hurricane e morì quando colpì il suolo a una certa distanza dal suo aereo.[87][88] Inizialmente venne sepolto nel cimitero di Troyes l'8 giugno, ma dopo la guerra i suoi resti furono trasferiti al cimitero di guerra di Choloy, vicino a Nancy, della Commonwealth War Graves Commission.[88] I suoi genitori furono informati tramite telegramma entro due giorni dalla sua morte; sua madre e la sorella minore, Judy, erano in viaggio verso l'Inghilterra in quel momento per partecipare al suo matrimonio con Phillips; Judy doveva essere una damigella d'onore.[89]

La BBC riferì che era stato "ucciso in azione" il 10 maggio.[89] Più tardi nel mese, quando la RAF pubblicò i suoi elenchi delle vittime, fu registrato come ucciso in servizio attivo, piuttosto che in azione.[90] Essendo il primo destinatario della DFC della RAF e il suo primo asso dell'aviazione della guerra, egli aveva un alto profilo in Gran Bretagna e nei Dominion e la sua morte fu ampiamente trattata dai giornali.[91][92]

Re Giorgio VI consegnò a sua madre e a sua sorella Judy, che si era appena unita alla Women's Auxiliary Air Force, la sua DFC in una cerimonia privata tenutasi a Buckingham Palace il 4 settembre 1940.[88][93]

Onorificenze

Distinguished Flying Cross - nastrino per uniforme ordinaria
«Nel marzo del 1940, mentre era in pattuglia con un altro aereo, il tenente pilota Kain avvistò sette bombardieri nemici a circa 5.000 piedi sopra di lui e, mentre li inseguiva addentrandosi nel territorio tedesco, fu attaccato alle spalle da un caccia nemico. Dimostrando un eccezionale spirito combattivo, l'ufficiale riuscì a superare in astuzia il nemico e, nonostante il suo aereo fosse gravemente danneggiato, riuscì ad abbattere il velivolo ostile. La cabina di pilotaggio era invasa da fumo denso e vapori d'olio e, pur non riuscendo a vedere la bussola, pilotò abilmente il suo aereo all'interno delle linee alleate, nonostante fosse soffocato e accecato dal fumo.»
— London Gazette n.34820, 29 marzo 1940.[94]

Note

Annotazioni

  1. ↑ Questo soprannome serviva in parte a distinguerlo dal suo collega pilota, Derek Kain, anch'egli neozelandese e suo lontano parente.

Fonti

  1. ↑ Burns 1992, p. 22.
  2. 1 2 3 4 5 6 Te Ara.
  3. ↑ Shores, Williams 1994, p. 366-367.
  4. ↑ Spick 1997, p. 219.
  5. ↑ Burns 1992, p. 1-2.
  6. 1 2 Burns 1992, p. 8-9.
  7. ↑ Burns 1992, p. 10.
  8. ↑ Burns 1992, p. 11.
  9. ↑ Burns 1992, p. 12-13.
  10. ↑ Burns 1992, p. 14-15.
  11. 1 2 Burns 1992, p. 16.
  12. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 34383, 26 March 1937.
  13. ↑ Burns 1992, p. 21.
  14. ↑ Burns 1992, p. 24.
  15. ↑ Burns 1992, p. 27.
  16. ↑ Burns 1992, p. 29.
  17. ↑ Burns 1992, p. 31.
  18. ↑ Burns 1992, p. 33-34.
  19. ↑ Burns 1992, p. 35.
  20. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 34660, 29 August 1939.
  21. ↑ Burns 1992, p. 36-37.
  22. ↑ Burns 1992, p. 38.
  23. ↑ Burns 1992, p. 39.
  24. ↑ Burns 1992, p. 40-41.
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  26. ↑ Thompson 1953, p. 36-37.
  27. ↑ Thompson 1953, p. 23.
  28. ↑ Thompson 1953, p. 37-38.
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Bibliografia

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