Edmund Kesting
Edmund Kesting (Dresda, 27 luglio 1892 – Birkenwerder, 21 ottobre 1970) è stato un fotografo e pittore tedesco.
Biografia
Studiò fino al 1916 alla scuola superiore di belle arti di Dresda, prima di servire come soldato nella prima guerra mondiale; al ritorno ebbe come maestri di pittura Richard Müller e Otto Gussmann, e nel 1919 iniziò a insegnare come professore nella scuola privata Der Weg. Nel 1929 realizzò la sua prima mostra nella galleria Der Sturm, nella quale espose dei fotogrammi.[1] Nel 1927, quando Der Weg aprì una nuova accademia a Berlino, si trasferì nella capitale.[2]
Egli entrò in contatto con gli ambienti avanguardisti berlinesi e sperimentò varie tecniche, come la solarizzazione, le immagini multiple e i fotogrammi, a causa dei quali dodici sue opere sarebbero state ritenute arte degenerata dal regime nazista e sarebbero state proibite.[3] Strinse dei rapporti con artisti del calibro di Kurt Schwitters, László Moholy-Nagy, El Lissitzky e Aleksandr Archipenko.[4]
Alla fine della seconda guerra mondiale fece parte del gruppo di artisti di Dresda noto come Künstlergruppe Der ruf - Befreite Kunst ("Gruppo d'arte La chiamata - Arte liberata"), assieme, tra gli altri, a Karl von Appen, Helmut Schmidt-Kirstein e Christoph Hans.[5] In questa città realizzò un servizio fotografico di tipo sperimentale intitolato Dresdner Totentanz ("Danza della morte di Dresda") come denuncia dei bombardamenti della città.[6] Nel 1946 venne nominato membro dell'accademia di belle arti di questa città.
Partecipò alla controversia tra il realismo socialista e il formalismo che ebbe luogo nella Repubblica Democratica Tedesca, e dato che le sue opere non erano realiste non poterono essere esposte nel paese tra il 1949 e il 1959. Nel 1955 iniziò a sperimentare con la pittura chimica,[3] realizzando delle fotografie senza l'uso della macchina fotografica, ma usando solo prodotti chimici come il rivelatore, i prodotti di fissaggio e la carta fotografica, e facendo ricorso a esposizioni di luce adoperando maschere e stencil. Tra il 1956 e il 1967 insegnò all'accademia del cinema e della televisione di Potsdam.[3] Morì nel 1970 a Birkenwerder.
Note
- ↑ Evans et alii 2018, pp. 159-160.
- ↑ (EN) (FR) Michèle Auer e Michel Auer Encyclopédie internationale des photographes de 1839 à nos jours/Photographers Encyclopaedia International 1839 to the Present, Vol. I (A-K), Hermance, Editions Camera Obscura, 1985.
- 1 2 3 (DE) Anke Paula Böttcher, Edmund Kesting, su Agora | ifa – Institut für Auslandsbeziehungen. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- ↑ Evans et alii 2018, p. 160.
- ↑ (EN) Isabel Wünsche, Between Point Zero and the Iron Curtain: International Cooperation in Art at the Postwar Moment, 1945-1948, BRILL, 28 ottobre 2024, p. 13, ISBN 978-90-04-71128-0. URL consultato il 10 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Dresdner Totentanz, Portfolio mit 5 Fotos (Negativ-Positivmontagen), 1945–1947, su www.artnet.com. URL consultato il 10 dicembre 2025.
Bibliografia
- (EN) Jennifer Evans, Paul Betts e Stefan-Ludwig Hoffmann, The Ethics of Seeing: Photography and Twentieth-Century German History, Berghahn Books, 9 gennaio 2018, ISBN 978-1-78533-729-1.
Collegamenti esterni
- Opere di Edmund Kesting, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Fotografie di Edmund Kesting su www.artnet.com
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