Edward Melcarth

Edward Melcarth, all'anagrafe Edward Epstein (Louisville, 31 gennaio 1914 – Venezia, 13 dicembre 1973) è stato un pittore statunitense.
Biografia
Nato in una ricca famiglia ebrea del Kentucky, Edward Epstein rimase orfano di padre all'età di sei anni. Nel 1926 si trasferì nel Regno Unito con la madre, che si era risposata con il parlamentare Sir Reginald Mitchell Banks. Qui studiò alla Chelsea College of Art and Design e, di ritorno negli Stati Uniti, all'Università Harvard.[1]
Nel 1936 cambiò il suo cognome in "Melcarth" (in onore della divinità fenicia Melqart). Pur essendo apertamente omosessuale, nell'estate 1939 sposò Joan Beer a Parigi, ma la coppia divorziò nel 1944. Durante la seconda guerra mondiale Melcarth fu impegnato come marinaio nella marina mercantile degli Stati Uniti d'America.
Nel 1951 tornò negli Stati Uniti per insegnare arte all'Università di Louisville e l'anno dopo si trasferì in Italia, dove visse per un periodo nella Casa dei Tre Oci a Venezia. Fu amico di Peggy Guggenheim, per cui disegnò un celebre paio di occhiali surrealisti[2] ispirati alle falene[3] e a cui presentò il suo protégé Bruno Zanin.[4]
Di ritorno negli Stati Uniti, si trasferì a New York nel 1953, dove si fece apprezzare nei circoli artistici per il rifiuto dell'espressionismo astratto[5] a favore del romanticismo sociale ispirato all'arte rinascimentale.[1] Negli anni Cinquanta e Sessanta ottenne diversi riconoscimenti, come l'Altman Prize del Chicago Art Instituti (1950), una borsa di studio (1951) e il Childe Hassam Purchase Award (1965) dell'Institute of Arts and Letters, nonché il primo premio (1965) e il homas B. Clarke Award della National Academy of Design.[1]
Le sue opere fanno parte delle collezioni del Metropolitan Museum of Art, del Whitney Museum of American Art, del Museum of Fine Arts, dell'Art Institute of Chicago, del Detroit Institute of Arts, dell'Istituto Kinsey, della Yale University Art Gallery e del Princeton University Art Museum.
Morì a Venezia nel 1973 all'età di 59 anni.[1]
Note
- 1 2 3 4 (EN) Edward Melcarth, Artist Taught at Schools Here, in The New York Times, 16 dicembre 1973. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ Paolo Barozzi, Peggy Guggenheim. Una donna, una collezione, Venezia, 1983, p. 146.
- ↑ (EN) Tim Adams, The big picture: Peggy Guggenheim in Venice, in The Guardian, 26 agosto 2018. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ Lutto nel mondo del cinema: morto Bruno Zanin, il “Titta” di Amarcord, su La Stampa, 8 luglio 2024. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ (EN) Rediscovering Edward Melcarth, a Gay, Communist Visionary, su Hyperallergic, 10 febbraio 2018. URL consultato il 26 giugno 2026.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Edward Melcarth
Collegamenti esterni
- Opere di Edward Melcarth, su MLOL, Horizons Unlimited.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 68548248 · ISNI (EN) 0000 0000 6708 2339 · SBN BVEV145953 · ULAN (EN) 500110034 · LCCN (EN) no98068358 · GND (DE) 1023169584 |
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