Edwin Redslob

Edwin Redslob (Weimar, 22 settembre 1884 – Berlino Ovest, 24 gennaio 1973) è stato un critico d'arte e storico tedesco occidentale che ha assunto la carica di Reichskunstwart nella Repubblica di Weimar.[1]
Biografia
Nasce da una famiglia borghese fortemente patriottica, tanto che nella sua biografia riporta che i suoi giocattoli preferiti erano i pupazzi di Bismarck e Moltke. Redslob si addottora a Heidelberg con lo storico dell'arte Henry Thode, per poi iniziare la sua carriera amministrativa presso il Museo nazionale Germanico di Norimberga nel 1906.[2]
La carriera di Edwin conosce un salto qualitativo nel 1912, quando viene nominato per dirigere l'Angermuseum di Erfurt. Redslob mantiene questo prestigioso impiego per tutta la Prima guerra mondiale.[3]
Con la fine della guerra e la creazione dell'ufficio del Reichskunstwart, organo della repubblica finalizzato all'organizzazione delle arti in tutto il paese, Edwin assume di fatto il ruolo di referente statale per le arti liberali in Germania. Tuttavia, dal 1920 in poi, il suo lavoro viene aspramente criticato dalla società civile tedesca per diverse ragioni. In primo luogo i lander temevano una marginalizzazione sul tema delle questioni artistiche, precedentemente di loro responsabilità. Oltre ai dubbi di carattere amministrativo, la predilezione personale per l'arte moderna di Edwin suscitava ostilità da parte delle frangie conservatrici del paese. Invece, un aspetto universalmente apprezzato delle politiche di Redslob è stato la promozione dell'artigianato locale.[4]
Con la salita al potere del nazismo, Redslob viene messo in congedo e il suo ufficio incorporato nel ministero della propaganda di Goebbels.[5]
Nel 1945, dopo la sconfitta del nazismo, Edwin riprende a contribuire all'opinione pubblica del paese, co-fondando il quotidiano Der Tagesspiegel[6] e, nel 1948, contribuendo alla fondazione dell'università libera di Berlino. Lì insegna fino al 1954 storia dell'arte e viene eletto rettore nel 1949.[7]
Note
- ↑ (EN) Joan Weinstein, The end of expressionism: art and the November Revolution in Germany, 1918-19, Chicago, University of Chicago Press, 1990, ISBN 0226890597.
- ↑ (DE) Edwin Redslob, Von Weimar nach Europa: Erlebtes und Durchdachtes, Jena, Jager, 1998.
- ↑ "Geschichte Erfurter Museen –". www.erfurt-web.de. official city portal of the state capital of Thuringia. URL consultato il 13 aprile 2019..
- ↑ Stefano Cavazza, Nazione, nazionalismo e folklore: Italia e Germania dall'Ottocento a oggi, Bologna, Il Mulino, 2024, pp. 120-125.
- ↑ Isabel Wünsche, 100 Years on: Revisiting the First Russian Art Exhibition of 1922, 2022, pp. 79–80.
- ↑ History, 25 settembre 2006.
- ↑ Edwin Redslob, 14 gennaio 2011.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Edwin Redslob, su Dictionary of Art Historians, Lee Sorensen.
- (EN) Opere di Edwin Redslob, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Edwin Redslob, su IMDb, IMDb.com.
- (DE, EN) Edwin Redslob, su filmportal.de.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2483023 · ISNI (EN) 0000 0001 0854 6217 · SBN VEAV025429 · BAV 495/159948 · CERL cnp02033857 · LCCN (EN) n85309162 · GND (DE) 118743759 · BNF (FR) cb120218171 (data) · J9U (EN, HE) 987007602328705171 · NSK (HR) 981005735633509366 |
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