Effetto Bambi


L'effetto Bambi è il rifiuto all'uccisione o alla sofferenza di animali percepiti come dolci, carini o indifesi, inteso come una forma di tenerezza e compassione per la sorte di questi, a scapito di animali percepiti come ripugnanti, invasivi o minacciosi.[1] Riferendosi a una forma di presunto antropomorfismo, il termine è ispirato al film d'animazione Bambi di Walt Disney del 1942, dove il culmine emotivo è la morte della madre del protagonista per mano dell'antagonista del film, un cacciatore chiamato semplicemente "L'Uomo".[2][3][4]
Alcuni studiosi hanno attribuito a questo presunto effetto conseguenze positive, come la crescente consapevolezza del pubblico sui pericoli dell'inquinamento, ad esempio nel caso del destino delle lontre marine dopo la fuoriuscita di petrolio nel disastro della Exxon Valdez, oppure nella ricerca di forme di coesistenza tra attività umane e animali quali lo spaventare in modo non letale gli uccelli che interferiscono con il traffico aereo. Nel caso delle specie invasive, la vicinanza emotiva percepita ed espressa a livello generale può invece contrastare in modo significativo gli sforzi per sradicare gli intrusi non autoctoni.
Alcuni studiosi attribuiscono all'effetto Bambi il comportamento ostativo che contraddistingue alcune persone ed attivisti nel combattere contro le organizzazioni che gestiscono la fauna selvatica. Tale comportamento può più o meno inconsapevolmente interferire con il tentativo di mantenere il ciclo vitale di un ecosistema o eliminare ciò che le autorità considerano un pericolo per la popolazione.[2]
L'"effetto Bambi" è supportato da uno studio (Wilks, 2008) che ha scoperto che per aiutare la fauna selvatica più aggressiva e ostile a diventare più amata e vedere miglioramenti nei loro ambienti, dovrebbero essere realizzati cartoni animati più accattivanti creati e commercializzati appositamente per loro.[5]
Un esempio molto recente riguarda Freya, il tricheco soppresso a Oslo nel 2022 in quanto ritenuto un pericolo per l'incolumità pubblica. Espen Fjeld, senior adviser dell'Agenzia Ambientale e Ispettorato per la Natura Norvegese ha dichiarato in un'intervista al quotidiano The Guardian[6] che il caso dell'animale ha scatenato un "effetto Bambi". L'animale diventa "fonte di preoccupazione, gli viene attribuito un nome e ad esso ci si riferisce in termini umani. Ma avere cura di questo individuo non ha nulla a che fare con il prendersi cura delle popolazioni di tricheco" dell'Artico.
Note
- ↑ 2006, p. 222, ISBN 978-0-9712061-6-8, https://books.google.com/books?id=tMz_7-gHzX0C&pg=PT222.
- 1 2 (IT) Le conseguenze della nostra attrazione per gli animali “carini”, su Aula di scienze, 27 gennaio 2025. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) The Bambi Effect, su Portland Mercury. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ (EN) Anti-hunting sentiment on the wane, su Times Community Newspapers. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2006).
- ↑ Different portrayals of koalas on Kangaroo Island: What gets whose attention (and what doesn’t)., in Mosman, Australia: Royal Zoological Society of New South Wales.
- ↑ (EN) Norway was right to put down Freya the walrus, prime minister says, su The Guardian. URL consultato il 9 settembre 2025.