Elena Moșuc

Elena Moșuc dopo una rappresentazione della Lucia di Lammermoor al Gran Teatre del Liceu nel 2015

Elena Moșuc (Iași, 18 gennaio 1964) è un soprano rumeno.

Biografia

Elena Moșuc iniziò a studiare canto a sedici anni alla Școala Populară de Arte e, terminati gli studi, insegnò alle scuole primarie per sette anni. Fece il suo debutto sulle scene nel 1990, interpretando la Regina della Notte all'Opera Nazionale Romena della natia Iași. Qui cantò anche come Lucia, Gilda e Violetta. Nel settembre 1990 vinse il primo premio al Concorso internazionale di musica ARD e l'anno dopo tornò a interpretare la Regina della Notte anche a Monaco. Quello dell'Astrifiammente finì per diventare il suo ruolo caratteristico, tanto che Moșuc lo interpretò in oltre duecentocinqua rappresentazioni, cantando la parte anche al suo esordio alla Wiener Staatsoper (1992),[1] al Teatro dell'Opera di Roma (2001),[2] all'Opéra di Parigi (2002)[3] e alla Royal Opera House (2003).[4]

Nel 1991, intanto, era stata scritturata dal Opernhaus Zürich, con cui continuò a cantare per oltre due decenni in ruoli principali, spesso alternandosi con la primadonna Edita Gruberová. A Zurigo apparve non solo nei ruoli della Regina della Notte, di Gilda (anche a Vienna nel 2006[1] e all'Arena di Verona nel 2017[5]), di Violetta (anche al Gran Teatro La Fenice nel 2001,[6] all'Opera israeliana nel 2005,[7] al Teatro alla Scala nel 2007, al Nuovo teatro nazionale di Tokyo e Vienna nel 2008[1]), ma anche come Costanza ne Il ratto dal serraglio, Donna Anna in Don Giovanni, Lucia (anche alla Dallas Opera nel 2011[8]), Linda, Elvira ne I puritani (anche a Vienna nel 2005 e 2006[1]), Luisa Miller (anche alla Scala nel 2012), Sophie ne Il cavaliere della rosa, Zerbinetta in Ariadne auf Naxos (anche al Festival di Salisburgo nel 2012 e a Parigi nel 2015[3]), Musetta ne La bohème, Micaëla in Carmen, Marguerite nel Faust, Liù in Turandot (anche al Festival Puccini nel 2013), Medora ne Il corsaro, Nedda in Pagliacci e Alice Ford nel Falstaff.

Fu a Zurigo che interpretò per la prima volta i ruoli di Stella, Olympia, Antonia e Giulietta ne I racconti di Hoffmann e fu proprio nel ruolo di Olympia che fece il suo esordio al Metropolitan Opera House nel 2010.[9] Nel 2017 fu Maria Stuarda al Teatro Carlo Felice,[10] mentre nel 2019 fu Lakmé alla Royal Opera House Muscat[11] e vinse l'Oscar della Lirica.[12] Nel 2025 fece il suo esordio nel ruolo di Tosca a Iași, mentre nel 2026 sostenne per la prima volta il ruolo di Abigaille nel Nabucco al Teatro Greco di Taormina.

Discografia parziale

Note

  1. 1 2 3 4 (DE) Vorstellungen mit Elena Mosuc | Spielplanarchiv der Wiener Staatsoper, su archiv.wiener-staatsoper.at. URL consultato il 5 luglio 2026.
  2. ↑ Il flauto magico (Die Zauberflöte) 2001 | Archivio Storico del Teatro dell'Opera di Roma, su archiviostorico.operaroma.it. URL consultato il 5 luglio 2026.
  3. 1 2 (FR) Elena Mosuc nell'Archivio Storico dell'Opéra, su www.memopera.fr. URL consultato il 5 luglio 2026.
  4. ↑ (EN) Andrew Clements, Die Zauberflöte, in The Guardian, 16 giugno 2003. URL consultato il 5 luglio 2026.
  5. ↑ Verona, Arena Opera Festival 2017 - Rigoletto, su Connessi all'Opera, 3 luglio 2017. URL consultato il 5 luglio 2026.
  6. ↑ Elena Mosuc nell'Archivio Storico della Fenice, su archiviostoricolafenice.org. URL consultato il 5 luglio 2026.
  7. ↑ (EN) Traviata times two, in The Jerusalem Post | JPost.com, 2 novembre 2005. URL consultato il 5 luglio 2026.
  8. ↑ (EN) Opera Review: Dallas Opera's largely lukewarm 'Lucia', su Dallas News, 22 ottobre 2011. URL consultato il 5 luglio 2026.
  9. ↑ (EN) Classical Music/Opera Listings for Oct. 15-21, in The New York Times, 14 ottobre 2010. URL consultato il 5 luglio 2026.
  10. ↑ Connessi all'Opera, Il sipario del Carlo Felice di Genova si alza su Maria Stuarda, su Connessi all'Opera, 10 maggio 2017. URL consultato il 5 luglio 2026.
  11. ↑ Muscat, Royal Opera House - Lakmé, su Connessi all'Opera, 30 marzo 2019. URL consultato il 5 luglio 2026.
  12. ↑ (EN) David Salazar, Elena Mosuc Wins 'Best Soprano' Award, su OperaWire, 17 aprile 2019. URL consultato il 5 luglio 2026.

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Collegamenti esterni

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