Eleonora Monti

Ritratto di Eleonora Monti realizzato da Luigi Crespi (1769)

Eleonora Monti (Brescia, 20 luglio 1727 – novembre 1762) è stata una pittrice e disegnatrice italiana specializzata in ritrattistica[1].

Biografia

Figlia del pittore Francesco Monti e di Teresa Marchioni, studiò letteratura e lingua francese[1].

Denotando fin da piccola una notevole predisposizione al disegno e alla pittura, il padre iniziò a istruirla anche nell'arte pittorica[1]: inizialmente fino ai 12 anni, eseguendo copie di stampe scelte dal padre e successivamente dipingendo mezze figure[2]. Ricopiava i vari soggetti proposti dal padre in modo così esatto, che Eleonora decise di dedicarsi all'esecuzione di ritratti, specializzazione che richiede particolare precisione[1].

Inoltre eseguì opere di soggetto religioso[3].

Lavorò principalmente a Brescia[2], dove animò un salotto frequentato dagli intellettuali del luogo[3].

Fra i suoi mecenati vi furono Giovanni Molin, vescovo di Brescia, e Piero Andrea Giovannelli, podestà della stessa città[1]. Lavorò per la nobiltà di Brescia, eseguendo ritratti per varie famiglie come la Martinengo, l'Avogadro e la Barussi, per cui lavorò anche il padre[4].

Il 10 novembre 1762[2][3] o 1767 fu ammessa all'Accademia Clementina, fra gli Accademici d'onore[1], pochi giorni prima della morte[3].

Secondo Amorini, Eleonora Monti morì invece verso la fine del XVIII secolo[2].

Caduta nell'oblio, non sono note sue opere esistenti.[5]

Opere

  • Ritratto del Capitano ingegnere Cristiani[1]
  • Ritratto del Conte Cesare Martinengo, su rame[1]
  • Ritratto del padre Francesco[1]
  • Ritratto del Sig.Zanardi[1]
  • Autoritratto[1]
  • Ritratto di Ludovico Calini[2]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Luigi Crespi 1769, pp. 317-318.
  2. 1 2 3 4 5 Vite dei pittori ed artefici bolognesi, su books.google.it.
  3. 1 2 3 4 Dizionario biografico delle donne lombarde: 568-1968, su books.google.it (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2014).
  4. ↑ Storia pittorica della Italia, su books.google.com.
  5. ↑ Patricia Rocco 2017.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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