Emanuela di Dampierre

Emanuela di Dampierre
Emanuela di Dampierre nel 1940
Duchessa d'Angiò
Duchessa di Segovia
Stemma
Stemma
In carica28 febbraio 1941 –
20 marzo 1975
PredecessoreVittoria Eugenia di Battenberg
SuccessoreMaría del Carmen Martínez-Bordiú y Franco
Nome completofrancese: Victoire Jeanne Emmanuelle Joséphine Pierre Marie
italiano: Vittoria Giovanna Emanuela Giuseppina Pietro Maria
NascitaRoma, 8 novembre 1913
MorteRoma, 3 maggio 2012
Luogo di sepolturaCimitero di Passy
DinastiaCasa dei Dampierre per nascita
Borbone di Spagna per matrimonio
PadreRoger di Dampierre
MadreVittoria Ruspoli
Consorte diGiacomo Enrico di Borbone
(1935-1947, div.)
Antonio Sozzani
(1949)
Figlida Giacomo Enrico
Alfonso
Gonzalo
ReligioneCattolicesimo

Emanuela di Dampierre, duchessa d'Angiò, duchessa di Segovia (Vittoria Jeanne Emmanuelle Joséphine Pierre Marie, Emmanuelle de Dampierre per lo stato francese; Roma, 8 novembre 1913 – Roma, 3 maggio 2012), è stata la consorte di Giacomo Enrico, duque d'Angiò e Segovia.

Biografia

Emanuela nacque l'8 novembre 1913 nel Palazzo Ruspoli, il palazzo della famiglia Ruspoli (famiglia materna di Emanuela) in Via del Corso a Roma. Era la figlia maggiore del nobile francese Roger di Dampierre, 2º duca di San Lorenzo Nuovo, visconte di Dampierre e di sua moglie la pittrice principessa Vittoria Ruspoli, figlia di Emanuele Ruspoli, 1º principe di Poggio Suasa, sindaco di Roma per due volte nei periodi giugno 1878-luglio 1880 e dicembre 1892-novembre 1899 (morto in carica).[1][2] Sia la sua famiglia materna che quella paterna facevano parte della nobiltà papale. Crebbe a Parigi fino al divorzio dei suoi genitori nel 1930, quando tornò con la madre a Palazzo Ruspoli per vivere con la nonna Giuseppina Beers-Curtis, principessa di Poggio Suasa (una anglo-americana, vedova di Emanuele Ruspoli, 1º principe di Poggio Suasa)[3].

Emanuela di Dampierre nel 1920.

Matrimonio

Il 4 marzo 1935 sposò l'infante Giacomo Enrico di Borbone-Spagna, duca di Segovia, membro della famiglia reale spagnola, nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma.[3][4] Il matrimonio fu organizzato dai loro genitori.[5] Suo marito, figlio del re Alfonso XIII, era nato sordo e muto e aveva dovuto rinunciare ai suoi diritti al trono spagnolo.[4] Sebbene avesse rinunciato ai suoi diritti al trono spagnolo,[6] suo marito era il pretendente legittimista all'ex trono francese e gli era stato concesso il ducato di Segovia da suo padre. Divenne un pretendente al trono di Francia dal 1941 in poi.[2][4] Ebbero due figli:

Ultimi anni e morte

Dal 1947 fino alla sua morte nel 2012, Emanuela fu considerata, sia in Spagna, in Francia e in molte corti europee, la vera moglie dell'Infante[2].

Nel 1982, suo figlio Alfonso divorziò e nel 1984 il nipote di Emanuela, Francisco, morì in un incidente d'auto. Nel 1989, Alfonso morì in un incidente sugli sci. Infine, nel 2000, il secondo figlio di Emanuela, Gonzalo, morì di leucemia.[2][3] Nel 2003, Emanuelle ha pubblicato un libro di memorie intitolato Memorias: Esposa y madre de los Borbones que pudieron reinar en España.[2][3] Emanuela morì il 3 maggio 2012[4] nel Palazzo Massimo di Pirro e fu sepolta nella cimitero di Passy a Parigi.[2].

Emanuela di Dampierre nel 1972 al matrimonio del figlio maggiore, Alfonso di Borbone Dampierre.

Note

  1. ↑ M-Menghini Enciclopedia Italiana.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 La vida de Emanuela Dampierre, suegra de Carmen Martínez-Bordiú: boda forzada, infidelidad y dos trágicas muertes | Mujer Hoy, su Mujer Hoy (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  3. 1 2 3 4 Begoña Aranguren, Emanuela de Dampierre, Memorias: Esposa y madre de los Borbones que pudieron reinar en España (Madrid: Esfera, 2003), 111.
  4. 1 2 3 4 Fallece en Roma Emmanuella de Dampierre, abuela de Luis Alfonso de Borbón, su Diario ABC (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2019).
  5. ↑ (ES) ángel gómez fuentes, Emmanuella Dampierre, una mujer de armas tomar, su Diario ABC, 5 maggio 2012. URL consultato il 18 aprile 2026.
  6. ↑ (ES) Fermin J. Urbiola, Emmanuella de Dampierre, una vida de desgracias, in El País, 3 maggio 2012. URL consultato il 18 aprile 2026.

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Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 54407082 · ISNI (EN) 0000 0000 5336 0641 · LCCN (EN) nr2004007125 · BNF (FR) cb146489438 (data)