Emile Vandervelde

Emile Vandervelde

Ministro degli affari esteri del Belgio
Durata mandato17 giugno 1925 –
20 maggio 1926
MonarcaAlberto I
Capo del governoProsper Poullet
PredecessoreAlbéric Ruzette

Durata mandato20 maggio 1926 –
21 novembre 1927
Capo del governoHenri Jaspar
SuccessorePaul Hymans

Dati generali
Partito politicoPartito Operaio Belga e Partito Socialista Belga

Emile Vandervelde (Ixelles, 25 gennaio 1866 – Bruxelles, 27 dicembre 1938) è stato un politico belga.

Biografia

Fondatore (1885) del partito operaio belga, fu un oppositore dei tentativi di re Leopoldo II di ampliare i propri poteri costituzionali, nel periodo che precedette l’annessione dello Stato Libero del Congo da parte del Belgio nel 1908.

Gli obiettivi politici principali di Vandervelde riguardavano l’estensione del suffragio universale e la socialdemocrazia. Come teorico, scrisse ampiamente sul ruolo dello Stato nel socialismo. Nel 1913 fu nominato membro corrispondente della Classe des Lettres et des Sciences morales et politiques dell’Accademia Reale del Belgio, diventando in seguito membro effettivo nel 1929 e direttore della Classe nel 1933.

Fu dapprima (1914) ministro di stato, poi ministro del vettovagliamento (1916), indi ministro della giustizia (1918-1922); in questa veste sostenne la riforma carceraria, misure contro l’alcolismo[1], i diritti dei sindacati e i diritti delle donne.

Nel 1922, Vandervelde si unì a un gruppo di avvocati socialisti, tra cui Arthur Wauters, membro del Partito Laburista Belga, Kurt Rosenfeld e Theodor Liebknecht, membri del Partito Socialdemocratico Indipendente di Germania. Viaggiarono in Russia come gruppo di avvocati socialisti, dove sostennero i membri del Partito socialista rivoluzionario sotto processo a Mosca[2].

Dal 1925 al 1927 ricoprì la carica di Ministro degli Affari Esteri, contribuendo al Patto di Locarno: in quella sede, rifiutò di stringere la mano a Benito Mussolini perché considerato responsabile del delitto Matteotti[3].

Concluse la sua carriera politica da vicepresidente del consiglio (1935) e ministro della Sanità (1936). Si schierò contro Hitler sostenendo una lotta di classe e uno spiccato internazionalismo.

Émile Vandervelde nel 1925 alla conferenza di Locarno

Massone, fu membro della Loggia Les Amis philanthropes del Grande Oriente del Belgio, a Bruxelles[4].

Opere

  • Les associations professionelles d'artisans et d'ouvriers en Belgique (1892)
  • L'Evolution industrielle et le collectivisme (1896); English translation, Collectivism and Industrial Evolution (1901)
  • Le question agraire en Belgique (1897)
  • Le Socialisme en Belgique (1898), with Destreé
  • L'Alcoolisme et les conditions de travail en Belgique (1899)
  • Le propriété foncière en Belgique (1900)
  • L'Exode rural et le retour aux champs (1903)
  • Le Socialisme et l'agriculture (1906)
  • Le Belgique et le Congo (1911)
  • Three Aspects of The Russian Revolution (1918) from Archive.org
  • Le socialisme contre l'Etat (1918)

Note

  1. ↑ https://www.nuevatribuna.es/articulo/cultura---ocio/alcoholismo-movimiento-obrero-vandervelde/20240928114953230959.html
  2. ↑ CHRONICON del delitto Matteotti, p. 32.
  3. ↑ ITALY: Cold Welcome, TIME, October 26, 1925.
  4. ↑ Nicoletta Casano, Libres et persécutés. Francs-maçons et laïques italiens en exil pendant le fascisme, Paris, Garnier, 2015, p. 142.

Bibliografia

  • Nicoletta Casano, Libres et persécutés. Francs-maçons et laïques italiens en exil pendant le fascisme, Paris, Garnier, 2015, ISBN 978-2-8124-5143-0 (capitolo: Emile Vandervelde et le fascisme)

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Collegamenti esterni

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