Emilio Ambron
Emilio Ambron (Roma, 17 novembre 1905 – Firenze, 4 giugno 1996) è stato un pittore, disegnatore e scultore italiano. Attivo tra Italia, Nord Africa ed Estremo Oriente, sviluppò un linguaggio figurativo autonomo, fondato sul dialogo tra tradizione artistica occidentale e cultura orientale, maturato in particolare durante il lungo soggiorno in Asia tra il 1938 e il 1946.
L’opera di Emilio Ambron attraversa pittura, disegno, affresco e scultura. Centrale è la figura umana, in particolare femminile, affrontata con un linguaggio figurativo essenziale, fondato sull’equilibrio tra tradizione classica e suggestioni orientali. La critica ha sottolineato la ricerca di una sintesi tra cultura occidentale e orientale, condotta senza adesione a movimenti o scuole specifiche[1].
Biografia
Emilio Ambron nacque a Roma nel 1905 in una famiglia dell’alta borghesia colta e cosmopolita. Il padre Aldo, ingegnere edile, svolse a lungo la propria attività in Egitto; la madre, Amelia Almagià, fu pittrice e allieva di Antonio Mancini[2]. L’ambiente familiare favorì un precoce contatto con il mondo artistico e letterario: i genitori frequentavano artisti e scrittori quali Giacomo Balla, Filippo Tommaso Marinetti, Trilussa, Costantino Kavafis e Giuseppe Ungaretti. Ambron trascorse l’infanzia tra Roma e Alessandria d’Egitto, maturando fin da giovane un interesse per la cultura orientale. Dopo studi classici, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, continuando parallelamente a dedicarsi al disegno e alla pittura. Dal 1922 fu seguito da Giacomo Balla, che ne guidò la formazione artistica per circa sei anni[3].
Negli anni venti Ambron avviò l’attività espositiva: nel 1922 tenne una prima mostra personale ad Alessandria d’Egitto; nel 1924 partecipò a un’esposizione al Cairo. Nel 1928 presentò il ritratto di Giacomo Balla alla Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Pur formatosi accanto a un protagonista del Futurismo, Ambron non aderì alle avanguardie, orientandosi verso una figurazione fondata sullo studio del vero, della figura umana e del paesaggio. Negli anni trenta seguì i corsi di disegno di Orazio Amato all’Accademia Inglese di Roma e apprese la tecnica dell’affresco a Siena sotto la guida di Umberto Giunti. A Firenze entrò in contatto con l’ambiente artistico locale e strinse amicizia con Baccio Maria Bacci.
Nel 1938 Ambron lasciò l’Europa e si recò in Estremo Oriente, stabilendosi inizialmente a Bali, allora colonia olandese. La permanenza asiatica, protrattasi per circa otto anni a causa della seconda guerra mondiale, lo condusse in Indonesia, Cina, Indocina, Cambogia e India. Durante questo periodo realizzò una vasta produzione pittorica e grafica, incentrata su figure femminili, danzatrici, scene di vita quotidiana e paesaggi esotici. Espose in diverse mostre personali: nel 1941 a Pechino (Peking Institute of Fine Arts), nel 1942 e 1943 a Saigon e nel 1945 ad Angkhor.
Rientrato in Italia nel 1946, Ambron espose in numerose mostre tra Italia ed Egitto, ottenendo un crescente riconoscimento critico. A partire dall’estate del 1950 partecipò al gruppo noto come Pittori delle dune, un cenacolo di artisti che si radunò nella località di Procchio all’Isola d’Elba, traendo ispirazione dal paesaggio costiero e realizzando opere estemporanee all’aperto insieme ad altri pittori italiani e stranieri. Tra il 1951 e il 1954 affrescò la biblioteca dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena con scene tratte dal Purgatorio di Dante, su commissione del conte Guido Chigi Saracini[4]. Negli anni successivi realizzò i cartoni per il mosaico pavimentale della Galleria Dorica di Ancona (1956)[5], due pale d’altare per la chiesa di San Francesco alle Scale nella stessa città e un pannello per il padiglione italiano dell’Expo di Bruxelles del 1958.
Dal 1968 Ambron tornò più volte a Bali. A partire dagli anni settanta si dedicò prevalentemente alla scultura, realizzando opere in bronzo, marmo e gesso, spesso di piccolo e medio formato. Le sculture raffigurano soprattutto figure femminili, bagnanti e danzatrici, ispirate alla memoria dell’esperienza orientale. Negli ultimi anni continuò a lavorare tra Firenze e la villa di famiglia a Cotorniano, presso Siena. Morì a Firenze nel 1996.
In Italia molte opere di Ambron si conservano presso la Raccolta Lercaro di Bologna, mentre nella città di San Marino il Museo Pinacoteca San Francesco ospita in 2 sale, al primo piano, alcune opere donate dall’artista, composte di sculture e dipinti della prima metà del '900.
Note
- ↑ Per un inquadramento critico cfr. Giorgio Reolon, "Il disegno di Emilio Ambron: tra Oriente e Occidente, tradizione e modernità", tesi di laurea triennale in Conservazione dei beni culturali, relatore Giuseppe Barbieri, Università Ca’ Foscari Venezia, Facoltà di Lettere e Filosofia, anno accademico 2006-2007
- ↑ Baccio Maria Bacci, Amelia Ambron, Firenze, Arnaud, 1962.
- ↑ Andrea Dall’Asta; Filippo Bacci di Capaci; Elena Gigli (a cura di), "Balla/Ambron. Gli anni Venti tra Roma e Cotorniano", catalogo della mostra, Bologna, 2011 (il volume documenta il rapporto tra Giacomo Balla e Emilio Ambron negli anni Venti).
- ↑ Marilena Caciorgna, “Rinfamar Sapìa”: il conte Guido Chigi Saracini, mecenate della figura dantesca, in Accademia dei Rozzi, XXVIII/2 (2021), 55, pp. 89-97.
- ↑ Realizzato da Antonio Cassio. Si veda: Galleria Dorica.
Bibliografia
- Aldo Lusini (a cura di), Emilio Ambron, catalogo della mostra (Siena, Accademia degli Intronati, 18–30 settembre 1947), Siena, La Poligrafica, 1947.
- Baccio Maria Bacci (a cura di), Emilio Ambron. Dipinti e disegni di paesi orientali, catalogo della mostra (Firenze, Galleria Michelangelo, 27 dicembre 1947 – 7 gennaio 1948), Siena, La Poligrafica, 1947.
- Orio Vergani, Emilio Ambron, Milano, Edizioni della Spiga, 1950.
- Roberto Papini, Salvazione di Sapìa e d’altro, in «Campo di Siena», 1955, pp. 3.
- Paolo Perrone, Due pale d’altare di Ambron, Firenze, La Zincotipia Moderna, 1965.
- Paolo Perrone, La grafica di Emilio Ambron, Napoli, E.D.A.R.T., 1970.
- Mario Stefanile e Paolo Perrone (a cura di), Emilio Ambron, catalogo della mostra (Milano, Centro d’arte, cultura e costume), Milano, Nuove Edizioni Culturali, 1976.
- Aldo Capobianco, La donazione Emilio Ambron al Museo Pinacoteca San Francesco della Repubblica di San Marino, Firenze, Il Fiore, 1985.
- Alberto Del Pizzo, Ambron. Disegni e sculture, Firenze, Alinea, 1992.
- Tommaso Paloscia (a cura di), Emilio Ambron, catalogo della mostra (Firenze, Istituto Francese, 26 settembre – 13 ottobre 1992), Firenze, Tipografia Lascialfari, 1992.
- Susanna Ragionieri e Cristina Frulli (a cura di), Emilio Ambron, catalogo della mostra (Firenze, 6–31 maggio 1998), a cura dell’Accademia delle Arti del Disegno, Firenze, Casa editrice Il Fiore, 1998.
- Bruce Carpenter, Emilio Ambron, an Italian artist in Bali, Singapore, Archipelago Press, 2001.
- Emilio Ambron, Memoirs of Bali 1938-1944, Jakarta, Hexart Publishing, 2005.
- Giorgio Reolon, Il disegno di Emilio Ambron: tra Oriente e Occidente, tradizione e modernità (tesi di laurea triennale in Conservazione dei beni culturali - relatore Giuseppe Barbieri), Venezia, Università Ca’ Foscari, 2007.
- Filippo Bacci di Capaci, Valter Fabiani e Fernando Mazzocca (a cura di), Emilio Ambron. Il sentimento del nudo e la magia dell’Oriente, catalogo della mostra (Lucca: Galleria Bacci di Capaci & Galleria Kraag, 27 agosto – 21 settembre 2008), Lucca, 2008.
- Andrea Dall’Asta, Filippo Bacci di Capaci e Elena Gigli (a cura di), Balla/Ambron. Gli anni Venti tra Roma e Cotorniano, catalogo della mostra (Bologna: Galleria d’Arte Moderna “Raccolta Lercaro”, 16 dicembre 2011 – 18 marzo 2012), Bologna, 2011.
- Maria Gloria Papini, I cartoni di Ambron per il XIII canto del Purgatorio nel convento di San Francesco, in Identità Sammarinese, Repubblica di San Marino, 2017, pp. 10-16.
- Priscilla Manfren, Icone d’Oltremare nell’Italia fascista: artisti, illustratori e vignettisti alla conquista dell’Africa, Trieste, Edizioni Università di Trieste, 2019.
- Cristina Delvecchio, Spunti salgariani nell’arte italiana della prima metà del Novecento, in Rivista di Storia dell’Arte, 2023, pp. 23-38.
Collegamenti esterni
- (EN) Opere di Emilio Ambron, su Open Library, Internet Archive.
- Idanna Pucci, from Florence to Bali Part IV: The twinning of two towns and Emilio Ambron, su observerid.com.
- Opere di Emilio Ambron nel Catalogo del Patrimonio Culturale dell'Emilia Romagna, su bbcc.regione.emilia-romagna.it.
- Gli artisti Amelia ed Emilio Ambron. Due amici di Giacomo Balla a Cotorniano: mostra a Casole d’Elsa, su museisenesi.org.
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