Emilio Brenta
| Emilio Brenta | |
|---|---|
| Nascita | Torino, 24 agosto 1889 |
| Morte | Rocca Priora, 22 ottobre 1978 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regia Marina Marina Militare Italiana |
| Anni di servizio | 1910-1959 |
| Grado | Ammiraglio di squadra |
| Guerre | Guerra italo-turca Prima guerra mondiale Seconda guerra mondiale |
| Comandante di | nave da battaglia Giulio Cesare |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | Regia Accademia Navale di Livorno |
| dati tratti da Uomini della Marina, 1861-1946[1] | |
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Emilio Brenta (Torino, 24 agosto 1889 – Rocca Priora, 22 ottobre 1978) è stato un ammiraglio italiano, già distintosi come ufficiale nel corso della guerra italo-turca e della Grande Guerra.
Durante la seconda guerra mondiale comandò la nave da battaglia Giulio Cesare, e poi, nel 1942, fu assegnato al Consiglio Superiore della Marina, poi al Comitato superiore di coordinamento dei progetti tecnici, al Comitato per i progetti delle navi, e al Comitato delle armi navali come membro ordinario. Prestò servizio brevemente al Comando operativo della Regia Marina (Supermarina) con l'incarico di sottocapo di stato maggiore aggiunto e al Gabinetto del Ministro, poi comandò la 5ª Divisione navale, e nei primi giorni del settembre 1943 fu nominato comandante del dipartimento marittimo di Venezia.
Biografia


Nacque a Torino nel 1889.[1] Nel 1906 fu ammesso a frequentare la Regia Accademia Navale di Livorno da cui uscì, con il grado di guardiamarina, nel 1910.[1] Prese parte alla guerra italo-turca (1911-1912) imbarcato sull'incrociatore corazzato Pisa.[1] Promosso tenente di vascello nel 1915, partecipò alla prima guerra mondiale imbarcato sulla cannoniera Giuliana, sull'ariete-torpediniere Giovanni Bausan, sull'incrociatore corazzato Varese, e per dieci mesi, nel 1916, prestò servizio presso la base navale di Valona.[1] Fu poi aiutante di bandiera sull'incrociatore corazzato Pisa, e sulle corazzate Vittorio Emanuele e Sardegna.[1] A bordo di quest'ultima nel settembre 1917 fu insignito della medaglia di bronzo al valor militare per essersi distinto in un'azione notturna nella acque dell'alto Adriatico.[1] Tra il 1919 e il 1923 fu al comando, in successione, delle torpediniere Airone, Astore, Calipso, 13 OS, Eridano, e poi ufficiale addetto al comando delle Forze navali del Mediterraneo imbarcato sulla nave da battaglia Conte di Cavour.[1] Promosso capitano di corvetta prestò servizio presso l'ufficio operazioni del comando navale di Pola e poi negli uffici di stato maggiore del Ministero della marina.[1] Promosso capitano di fregata fu comandante del cacciatorpediniere Giuseppe Dezza, poi vicecomandante della nave da battaglia Caio Duilio, comandante dell'esploratore Carlo Mirabello e del cacciatorpediniere Giuseppe Cesare Abba su cui svolse anche l'incarico di comandante della Scuola di comando navale.[1] Divenuto capitano di vascello, dopo un nuovo periodo allo stato maggiore del Ministero, fu nominato comandante della nave da battaglia Giulio Cesare.[1] Lasciò il comando della corazzata nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, ritornando a Roma con la promozione a contrammiraglio, e poi ad ammiraglio di divisione, assegnato prima al Consiglio Superiore della Marina, poi al Comitato superiore di coordinamento dei progetti tecnici, al Comitato per i progetti delle navi, e al Comitato delle armi navali come membro ordinario.[1] Prestò servizio brevemente al Comando operativo della Regia Marina (Supermarina) con l'incarico di sottocapo di stato maggiore aggiunto e al Gabinetto del Ministro, poi comandò brevemente, nel 1943, la 5ª Divisione navale.[1] Nel settembre 1943, pochi giorni prima della firma dell'armistizio di Cassibile, fu nominato comandante del dipartimento marittimo di Venezia in sostituzione dell'ammiraglio Ferdinando di Savoia-Genova, e li si trovava l'8 dello stesso mese.[1] Dopo aver trattato la resa della piazza marittima fu fatto prigioniero di guerra dai tedeschi e trasferito in Germania e rinchiuso nel Oflag 64 /Z a Schokken, in Polonia, dove rimase fino alla fine di gennaio 1945 (tranne per un periodo di prigionia nello Stalag XX-A a Toruń, come punizione per essere stato uno dei più accesi anti-tedeschi tra i prigionieri di Schokken) quando fu liberato dall'avanzata dell'Armata Rossa.[1] Ritornato in Italia alla fine del 1945, fece parte della Commissione speciale d'inchiesta di cui, dal 1947 al 1949,[1] ne fu presidente.[2] Dal 1949 al 1952 fu membro della commissione d'esame degli imputati di crimini di guerra.[2] Promosso ammiraglio di squadra fu nominato Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.[2] Fino al 1956, su incarico del Ministro della Difesa, fu presidente della Commissione interministeriale per lo studio del traffico e dei rifornimenti nazionali in tempo di guerra.[2] Richiamato tre volte in servizio dalla posizione di ausiliaria in cui era stato collocato nel 1949, fu trasferito alla riserva nel 1959.[2] Si spense a Rocca Priora (provincia di Roma) il 22 ottobre 1978.[2]
Onorificenze
— Decreto luogotenenziale 27 gennaio 1918
Note
Bibliografia
- Paolo Alberini e Franco Prosperini, Uomini della Marina, 1861-1946, Roma, Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Marina Militare, 2016, ISBN 978-8-89848-595-6.
- Angelo Iachino, Tramonto di una grande Marina, Milano, A. Mondadori, 1959, ISBN non esistente.
- Francesco Mattesini, La Marina e l'8 settembre, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 2002, ISBN non esistente.
- Arrigo Petacco, La flotta si arrende, in La nostra guerra 1940-1945. L'avventura bellica tra bugie e verità, Milano, A. Mondadori, 1996, ISBN 88-04-41325-5.
- Gianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della marina italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, A. Mondadori, 1987, ISBN 978-88-04-43392-7.
- Oddone Talpo, Dalmazia. Una cronaca per la storia 1943-1944, Roma, SME - Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, 1994.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Antonio Pisanelli, Emilio Brenta (Torino, 24.8.1889 – Rocca Priora (RM), 22.10.1978), su La Voce del Marinaio. URL consultato il 1º gennaio 2025.