Emilio Reale
Emilio Reale (Napoli, ... – ...; fl. XX secolo) è stato un dirigente sportivo italiano, pioniere e figura chiave del calcio partenopeo. Fu il promotore della fusione istituzionale da cui nacque l'Internaples. Ricoprì inoltre ruoli di vertice nei primi anni di vita dell'Associazione Calcio Napoli.
Biografia
Gli esordi nell'Internazionale e la scoperta di Sallustro
Insignito del titolo di cavaliere, Emilio Reale svolgeva la propria attività professionale a Napoli con un ufficio in via Depretis ed era un grande appassionato di calcio e corse al galoppo[1]. Entrato nei quadri societari dell'Unione Sportiva Internazionale Napoli, ne assunse la presidenza conducendo la squadra nei primi anni venti. Nella sua veste di presidente dell'Internazionale, Reale diede una svolta tecnica decisiva ingaggiando un allenatore professionista, l'austriaco Bino Shasa (noto anche come Skasa). Sotto la sua gestione societaria, Reale intuì il valore della valorizzazione dei vivai giovanili e scoprì personalmente il talento del giovane Attila Sallustro.
Il patto di via Depretis e la nascita dell'Internaples
Alla fine del 1921, a causa della forte crisi finanziaria e dello sfratto dei club dai rispettivi campi di gioco, Reale agì da accorto paciere per unire le forze calcistiche cittadine. Sotto i suoi auspici, si riunirono nel suo ufficio di via Depretis le delegazioni dell'Internazionale e del Naples, guidate rispettivamente da Hans Jenni e dall'ingegnere Gaetano Del Pezzo. L'accordo portò alla nascita del Foot-Ball Club Internazionale-Naples (Internaples), di cui Reale divenne il primo presidente[2]. Come compromesso tra i due storici sodalizi, vennero scelti i nuovi colori sociali: una casacca azzurra a tinta unita (su richiesta dell'Internazionale) con collo e paramani celesti (in omaggio ai colori del Naples). Reale venne riconfermato all'unanimità alla presidenza dall'assemblea generale del 26 luglio 1924, affiancato da Del Pezzo e Vincenzo De Rosa come vicepresidenti[3]. Nel 1925, a fronte di crescenti oneri gestionali, scelse di cedere la guida della società al facoltoso industriale tessile Giorgio Ascarelli.
I vertici dell'A.C. Napoli e la seconda presidenza
Reale rimase attivo nel club e partecipò all'assemblea del 1º agosto 1926 che sancì il cambio di denominazione dell'Internaples nella neonata Associazione Calcio Napoli. Durante la stagione 1926-1927, in seguito alle dimissioni forzate di Ascarelli, la gestione del Napoli venne provvisoriamente affidata a una pentarchia dirigenziale composta dallo stesso Reale insieme a Coppola, Zinzaro, Elia e Pichetti. Dopo una successiva parentesi sotto la presidenza di Nicola Sansanelli e una breve gestione commissariale guidata dal maggiore Zinzaro, quest'ultimo passò ufficialmente le consegne a Reale. Emilio Reale tornò così a ricoprire la massima carica come neo presidente del Napoli[4], prima di venire rimpiazzato, per la stagione 1928-1929, dall'onorevole Giovanni Maresca di Serracapriola.
Note
- ↑ Si veda l'approfondimento storico sui pionieri del calcio campano in: C'era una volta a Napoli il derby cittadino, in Corriere dello Sport - Stadio, 25 marzo 2026 (archiviato il 25 marzo 2026).
- ↑ Calcio Napoli 1926, che errore! Il Napoli è nato nel 1922 e discriminato per 4 anni dal Nord, su calcionapoli24.it (archiviato il 1º febbraio 2023).
- ↑ L'assemblea generale dell'Internaples e i quadri societari per la nuova stagione, in Il Mezzogiorno, 27-28 luglio 1924.
- ↑ Il Cav. Emilio Reale presidente del Napoli, su digiteca.bsmc.it, La Gazzetta del Mezzogiorno, 22-23 novembre 1927 (archiviato il 10 giugno 2025).
Bibliografia
- Francesco Caremani, Napoli 2000. L'album azzurro dalle origini a oggi, Sagep, 2000, SBN 88-7058-771-4.
- Elio Tramontano, Da Sallustro a Maradona. 90 anni di storia del Napoli, Napoli, Edizioni Meridionali, 1984.