Emilio Servadio

Emilio Servadio nel 1977

Emilio Servadio (Sestri Ponente, 14 agosto 1904 – Roma, 18 gennaio 1995) è stato uno psicoanalista, parapsicologo, esoterista e giornalista pubblicista italiano, uno dei fondatori della psicoanalisi italiana[1][2][3].

Si è distinto a livello internazionale da altri celebri psicologi (come Cesare Musatti, con cui entrò in conflitto) per aver gettato un ponte tra le teorie di Sigmund Freud e la ricerca sui fenomeni paranormali.[4] Considerava l'occulto una manifestazione della psicologia del profondo,[5] da studiare con rigore scientifico anziché da trattare con toni sensazionalistici o misticheggianti, ma neppure come una forma di superstizione.[6]

Si è interessato anche di etnografia, collaborando con De Martino,[7] di ricerca psichedelica, di psicofarmacologia, e di sessuologia, esprimendosi a favore dell'educazione sessuale nelle scuole.[4]

Biografia

Emilio Servadio nasce a Sestri Ponente nel 1904 da genitori ebrei: il padre Cesare, d'origine marchigiana, è dirigente della società di Navigazione Generale Italiana, la madre, Faustina Finzi, appartiene ad una famiglia di gioiellieri fiorentini.

Studia musica per diversi anni: pianoforte, armonia, composizione. Nel 1917 va a vivere a Firenze, presso le zie e la nonna materna, dove apprende l'ebraico antico con David Prati, che sarà in seguito rabbino maggiore di Roma; per lui compone, all'età di 13 anni, un preludio che fu eseguito nella sinagoga di Firenze.

Tra il 1928 e la fine del 1929 collabora alle riviste espressione del Gruppo di Ur con lo pseudonimo «Es»,[8] attratto dal percorso iniziatico proposto da Julius Evola rivolto all'orientalistica, ma senza prendere parte alle sue attività magico-rituali.[9]

Sempre insieme a Evola fonda e dirige nel 1930 il nuovo quindicinale La Torre[10] (per soli 10 numeri, prima che venisse sequestrata e definitivamente sospesa su ordine di Achille Starace),[11] organo di difesa della Tradizione, ideato per spostare il dibattito dall'esoterismo puro a un fronte di battaglia politico-ideologico.[12]

Fondazione della Società Psicoanalitica

Laureatosi in giurisprudenza all'Università di Genova con una tesi sull'ipnosi nella medicina legale,[13] Servadio nel 1932 insieme a Edoardo Weiss, che era stato peraltro il suo psicanalista,[14] è tra i fondatori della Società Psicoanalitica Italiana,[15][1][16] di cui sarà presidente dal 1963 al 1969.

Nel 1934 partecipa come relatore al XIII congresso dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale a Lucerna, segnando il suo debutto sulla scena internazionale insieme alla delegazione italiana guidata da Weiss.[5]

Nel dopoguerra stringe profondi legami di amicizia e collaborazione professionale con importanti esponenti della psicoanalisi mondiale, tra cui Ernest Jones, Marie Bonaparte e Anna Freud.[14]

Tra i suoi contributi, formula una concezione originale sullo sviluppo precoce della mente, sostenendo come i conflitti della fase pre-edipica, nel rapporto binario madre-bambino, influenzino direttamente la successiva strutturazione del complesso di Edipo.[1]

Per diffondere la nuova disciplina collabora, inoltre, con la Rivista Italiana di Psicoanalisi, e con vari quotidiani tra cui Il Tempo di Roma.[1]

Ricerche sulla parapsicologia

Oltre alla psicoanalisi, si dedica a studi di parapsicologia per i quali compone diversi saggi. Nel novembre del 1934 domanda al Ministero dell'Interno l'autorizzazione di appartenere alla Società Psicanalitica di Vienna e a quella internazionale, che lo hanno nominato membro, autorizzazione che gli viene rifiutata.[17]

Nel 1935 pubblica sulla rivista di psicoanalisi Imago, allora diretta sin dal 1912 da Sigmund Freud, Hanns Sachs, e Otto Rank, il saggio Psicoanalisi e telepatia:[14][5] il testo riprendeva in maniera pionieristica gli studi freudiani sulla telepatia, ritenendola un forma arcaica di comunicazione inconscia, in grado di attivarsi durante forti tensioni emotive, in particolare nelle dinamiche di transfert e controtransfert tra paziente e analista.[18][19]

«Molto di quello che succede tra paziente e guaritore in fondo non è che l'ingrandimento quantitativo di ciò che sempre succede, inconsapevolmente a piccole dosi, tra paziente e medico: ossia la "proiezione" sulla figura del terapeuta dell'immagine arcaica del taumaturgo e del mago.»

Nel 1937, insieme ai colleghi Cazzamalli, Schepis e Sanguineti, Servadio fonda quindi la Società Italiana di Metapsichica che, nel 1955, muterà il nome in Società Italiana di Parapsicologia.

Soltanto un anno dopo, tuttavia, in seguito alle leggi razziali fasciste del 1938, la società rischia la chiusura, e Servadio è costretto ad emigrare in India dove,[1] a Bombay, esercita come psicoanalista ed è nominato professore onorario del Madras College.[14] Qui ebbe modo di studiare da vicino le pratiche yoga e di meditazione, da lui coltivate anche privatamente, e le filosofie orientali.[21]

Con l'entrata in guerra dell'Italia viene internato, in quanto Italiano, in un campo di concentramento inglese. Alla fine della guerra, nel gennaio 1946, torna in Italia.

Nel 1948 sale alle cronache per aver sottoposto ad attento esame Achille D'Angelo, conosciuto come il «mago di Napoli», accertandone le facoltà di psicocinesi e le doti paranormali.[22][23] Negli anni 50 Servadio collabora con la medium irlandese Eileen Garrett, fondatrice dell'americana Parapsychology Foundation.[24] Da questa associazione egli riesce a ottenere i fondi necessari per la spedizione scientifica del maggio 1957 in Lucania insieme all'antropologo Ernesto de Martino, da costui condensata nel celebre Sud e magia, che dà vita a un dibattito sull'effettiva esistenza dei poteri magici.[25][26]

Si impegna per integrare la disciplina parapsicologica con la psicoanalisi, e per darle dignità accademica, ma distaccandosi dallo spiritualismo tradizionale, sostenendo come la scienza debba limitarsi a studiare l'effetto ideomotorio dell'inconscio, da lui ritenuto in grado di proiettare all'esterno facoltà sensoriali sconosciute, durante particolari stati di tensione emotiva o di regressione.[27]

I fenomeni paranormali da lui indagati riguardano una varietà di casi prodotti in uno stato di coscienza modificato, come la telepatia, la psicocinesi, l'ipnotismo, la precognizione, o gli effetti psichedelici dovuti all'LSD.[27]

«Lo scienziato deve avere il più grande rispetto per lo spirito, per l'anima, per Dio, per l'aldilà, ma se comincia a parlare di queste cose, esce dal campo della scienza. Ho detto prima che io sono contrario all'"ipotesi spiritica" nell'interpretazione di certi fenomeni parapsicologici. Questo non significa che io sia materialista, anzi, io mi considero uno spiritualista. La mia concezione del mondo, dell'universo, è orientata in senso spiritualistico. Io sono convinto che il Primum movens, qualunque nome gli si voglia dare, è immateriale e spirituale. Ma non posso ragionare con queste idee in un gabinetto scientifico.»

Affermava pertanto di opporsi non solo ai profittatori della credulità popolare, ma soprattutto agli scettici propensi a negare ogni fenomeno medianico.[28]

Collaborazione con la Rai: Il convegno dei cinque

Emilio Servadio nel 1961, in occsasione di un'intervista al programma Controfagotto.

Nel gennaio del 1946 Servadio, chiamato dalla Direzione della Radio Rai di Roma per alcune offerte di collaborazione, insieme a Silvio D'Amico collabora alla nascita di una nuova trasmissione, che ha come progetto centrale quello di riunire un gruppo di esperti che, davanti ad un microfono, rispondessero alle domande degli ascoltatori pervenute per lettera. Nasce così la storica trasmissione Il convegno dei cinque destinata a divenire una delle più longeve dell'Azienda, andata in onda per oltre 32 anni, e che vide come ospite molto frequente proprio il professor Servadio, mentre si avvicendano intorno al tavolo vari esperti italiani, cultori delle diverse discipline.

Il primo gruppo, che partecipa all'inizio delle trasmissioni a partire dal mese di aprile del 1946, è composto, oltre che dallo stesso Servadio, dall'abate Giuseppe Ricciotti, biblista, autore di una celebre Vita di Gesù Cristo, Ugo Maraldi, fisico e docente universitario, Nicola Perrotti, medico psicologo, vice Alto Commissario per la Sanità Pubblica e Silvio D'Amico, giornalista e critico teatrale, che ne cura la direzione.

Altri interessi

È redattore dell'Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti e del Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani,[29] per le quali redige la voce «psicoanalisi»[30] col supporto di Weiss,[9] collaborando nell'occasione con Giovanni Gentile, Ugo Spirito, Guido Calogero.[5]

Tra i suoi molteplici interessi è da annoverare, oltre all'amore per la musica, la poesia: dopo l'esordio del 1929 con le liriche di Licheni, diffuse in edizione limitata, nell'ultima parte della sua vita pubblica alcune raccolte di versi. È anche consulente scientifico nella realizzazione della miniserie RAI ESP trasmessa in quattro puntate nel 1973, con la regia di Daniele D'Anza.

Conosce i registi Federico Fellini e Gillo Pontecorvo, coi quali condivide le sue sperimentazioni con le sostanze psichedeliche, che ispirano i loro film Giulietta degli spiriti e La battaglia di Algeri.[31]

Adesione alla massoneria

Nel 1964 viene iniziato in Massoneria[32] nella loggia massonica "Propaganda 2" all'Oriente di Roma, aderente al Grande Oriente d'Italia, che abbandonò nel 1966 per aderire alla loggia romana "Hermes" n. 594, pure del Grande Oriente d'Italia. Dal 1970 al 1975 fu anche membro della loggia di Roma "Monte Sion" n. 705 (della quale faceva allora parte anche il noto pittore ed esoterista Ivan Mosca), pure del Grande Oriente d'Italia.[21]

Il 18 dicembre 1976 fu estromesso dal Grande Oriente d'Italia per aver preso parte alla scissione scozzese promossa da Vittorio Colao, che portava alla nascita della Gran Loggia Generale d'Italia[33]. Fu reintegrato il 21 marzo 1980; si ritirò dalla vita massonica, chiedendo di venir messo "in sonno", negli anni '90. Nel 1972 fu in corrispondenza col Maestro venerabile della loggia ginevrina Sub Rosa, composta in gran parte da ex collaboratori dell'eclettica rivista parigina Planète (chiusa nel 1971), col progetto -che non riuscì- di fondare una loggia simile a Roma[34].

Emilio Servadio negli anni 80.

Ultimi anni

Fino agli anni 90 collaborerà assiduamente al quotidiano Il Tempo,[35] e alla rivista fiorentina Il Giornale dei Misteri di Corrado Tedeschi.[36]

Nel 1992 alcune divergenze lo portano a separarsi dalla Società Psicoanalitica Italiana, per fondare l'A.I.Psi., ovvero Associazione Italiana di Psicoanalisi, insieme ad Adriano Giannotti, Andreas Giannakoulas, Jorge Canestri, gli allievi di Eugenio Gaddini ecc., che raccoglieranno la sua eredità,[37] ma sempre all'interno dell'International Psychoanalytical Association; Servadio mantiene comunque il titolo di presidente onorario di entrambe le società.[5]

Nel 1993 il Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi gli consegna il premio speciale della cultura, per la medicina e psicologia, assegnato dalla Presidenza del Consiglio[38].

Scompare a Roma, a novant'anni, nel 1995. È sepolto nel cimitero acattolico di Roma, già noto come Cimitero degli Inglesi, nel rione di Testaccio.[39]

Aspetti del pensiero

Il pensiero di Emilio Servadio si inserisce nel solco di uno spiritualismo non dogmatico, monista, e transpersonale, rivolto cioè agli aspetti trascendenti la mera individualità egoica, che concepiva l'essere umano come una totalità unitaria, formata da corpo, psiche e spirito.[9]

Rifiutando l'approccio rigidamente organicista e positivista della psichiatria accademica del suo tempo, cercò costantemente di integrare l'indagine scientifica con lo studio delle dottrine tradizionali e metafisiche, tra le quali non vedeva separazione.[40]

Pur mantenendo un rigoroso metodo clinico, Servadio concepì l'esplorazione dell'inconscio non come fine a se stessa, ma uno strumento per l'evoluzione spirituale dell'umanità, che superasse il materialismo riduzionista e il determinismo biologico della psicologia freudiana ortodossa.[9]

Fra tradizionalismo e psicoanalisi

Sin dalla giovinezza, Servadio si accostò allo studio dell'esoterismo occidentale, aderendo in particolare al tradizionalismo di René Guénon, del quale fece propria la diagnosi sulla «crisi del mondo moderno» e sull'attuale confusione tra sacro e profano,[9] profetizzata come un «segno dei tempi», da lui approfondita in alcune opere saggistiche, in particolare Passi sulla via iniziatica (1977).[41]

Rispetto però alla radicale ostilità nei confronti della psicoanalisi da parte di Guénon, da questi giudicata una pericolosa deviazione della modernità che riduceva lo spirito a mero psicologismo, Servadio operò un'originale conciliazione basata sul rispetto della separazione tra i vari dei piani dell'essere e della loro differenza gerarchica.[42]

Servadio concordava cioè con Guénon che la psicoanalisi non dovesse essere scambiata con una via di realizzazione iniziatica, ma andasse intesa come uno strumento terapeutico della «scienza profana», finalizzato unicamente alla cura delle nevrosi e alla destrutturazione delle illusioni dell'ego.[9] Solo dopo aver compiuto questo lavoro di «pulizia» e integrazione sul piano psichico inferiore, l'individuo poteva accostarsi in sicurezza alla «scienza sacra» tradizionale, e intraprendere l'autentico cammino di trasmutazione spirituale verso gli stati superiori dell'essere, evitando le confusioni di livello denunciate dal pensatore francese.[9]

La continuità fra magnetismo, psicoanalisi ed esoterismo

Servadio considerava Franz Anton Mesmer e il suo «magnetismo animale» come i reali precursori storici di Sigmund Freud, vedendo nella psicoanalisi una scienza non puramente materialista nata dal nulla, bensì l'ultimo segmento di una lunga «storia dello Spirito», capace di far luce su quelle stesse forze misteriose dell'anima che un tempo si manifestavano attraverso i sonnambuli, i medium o i guaritori tradizionali.[40]

A questa disciplina egli assegnava pertanto il compito di muoversi «da ciò che è noto e accertato verso ciò che è meno noto», ma a differenza della psicoanalisi freudiana classica, che riduceva il sacro a un'illusione o una sublimazione infantile, Servadio concordava con antropologi quali Mircea Eliade ed Ernesto de Martino sul fatto che le manifestazioni ierofaniche (cioè l'irruzione di contenuti dell'inconscio superiore nella coscienza vigile dell'individuo) avessero una validità ontologica autonoma, peraltro non riducibili al solo linguaggio razionale.[40]

La loro cratofania, cioè il potere di smuovere energie psicofisiche sovrumane simili al mana e alla kundalini, costituiva anzi per lui una necessità terapeutica dell'anima, in grado di ricomporre la frammentazione della psiche moderna, integrando la dimensione spirituale con quella biologica.[40]

Per evitare di confondere il subconscio con il superconscio, tuttavia, Servadio restò fedele a Freud proprio per scongiurare il tentativo junghiano, già denunciato da Guénon come un pericolo ancora più grave, di «psicologizzare» i simboli sacri, gli Dèi e gli archetipi metafisici, riducendoli a semplici proiezioni dell'inconscio collettivo umano, e così trasformando la psicoanalisi in una sorta di misticismo ibrido.[43][44]

L'approccio alle forze medianiche

Da un lato Servadio criticava lo spiritismo classico di fine Ottocento, nel quale l'Io si limitava a subire le forze invisibili dell'inconscio in maniera passiva; per questo aderì in gioventù all'idealismo magico di Evola, che esaltava le capacità dell'iniziato di dominare quelle forze, attraverso l'esercizio della propria volontà assoluta ed una rigorosa disciplina interiore.[40]

In seguito tuttavia se ne distaccherà, stimolato da uno saggio critico di Enrico Morselli sulla psicoanalisi (1926),[5] per dedicarsi allo studio scientifico dell'ipnotismo, della parapsicologia e delle forze medianiche, approccio che sebbene Evola ritenesse anti-tradizionale e sovversivo, Servadio considerava un nuovo strumento altrettanto valido per accostarsi a quelle forze oscure in modo attivo, al fine di integrarle nell'Io, e di «rendere conscio l'inconscio».[40]

Entrato negli anni trenta nel comitato direttivo della rivista Luce e Ombra fondata da Angelo Marzorati, Servadio condivise tale approccio laico e scientifico con collaboratori di spicco come Antonio Bruers e Ferdinando Cazzamalli, cercando a differenza di Achille Brioschi di separare lo studio del paranormale dalle credenze puramente religiose o dogmatiche.[45]

Un ponte con le spiritualità orientali

Il soggiorno forzato di sette anni in India (1938-1946) permise a Servadio di studiare sul campo anche la spiritualità induista, a contatto coi maestri e i testi del Vedanta, riscontrando nelle tecniche dello yoga un parallelismo con i processi della psicoanalisi occidentale,[9] entrambi finalizzati all'attuazione del principio socratico «conosci te stesso».[46]

Difendendo lo yoga autentico contro la sua banalizzazione a mero fitness, interpretò in genere le tecniche di meditazione alla stregua dei metodi della psicologia del profondo, ritenendoli accomunati dal medesimo scopo, di liberare l'uomo dai condizionamenti della maya per condurlo verso stati di coscienza più elevati.[47]

Questo orientamento trovò un corrispettivo, a partire dal 1964, nell'adesione alla massoneria all'interno del Grande Oriente d'Italia, da lui vissuta non in senso ideologico-politico, ma come un ulteriore spazio tradizionale di approfondimento culturale, culminato infine nello studio della cabala ebraica prima del suo definitivo ritiro dall'attività massonica negli anni novanta.[9]

Programmi radio Rai

  • La Chiesa e lo spiritismo, conferenza di Emilio Servadio, trasmessa il 19 gennaio 1948.
  • Studi ed esperienze di telepatia e chiaroveggenza, a cura della Società Italiana di Metapsichica, con Servadio, Businco, Mendicini, Schepis e Rabbene, trasmessa il 26 marzo 1949.
  • Sogni e fantasie, rubrica settimanale e cura di Emilio Servadio, aprile maggio 1950.
  • La psicoanalisi, Psicanalisi e Letteratura, sintesi radiofonica di Emilio Servadio e G. Guerrieri, regia di Pietro Masserano Taricco, trasmessa il 14 gennaio 1952.
  • La psicoanalisi, a cura di Emilio Servadio, settimanale con la collaborazione di Cesare Musatti, Nicola Perrotti, Gerardo Guerrieri, Corrado Alvaro, regia di Alberto Casella, 1952.
  • Intuizione e ragionamento nella pratica psicoanalitica, conversazione di E. Servadio, trasmessa il 11 agosto 1952.
  • L'imperatore Jones, di Eugene O'Neill, presentazione di Emilio Servadio, regia di Alberto Casella, trasmessa il 29 ottobre 1952.
  • Psicologie e psicologi d'avanguardia, Harry Stack Sullivan, e la psicologia interpersonale, trasmessa il 24 agosto 1955.
  • Psicologie e psicologi d'avanguardia, Erich Fromm e il problema della relazioni umane, a cura di Emilio Servadio, trasmessa il 31 agosto 1955.

Opere principali

  • Licheni : liriche, edizione di 175 esemplari numerati, Torino, Ribet, 1929.
  • La ricerca psichica, prefazione di Charles Richet, Roma, Cremonese, 1930.
  • Che cos'e la metapsichica moderna : conferenza tenuta il 6 novembre 1929 al convegno di studi ebraici di Roma, Roma, Luce e Ombra, 1930.
  • Due studi sul Surrealismo, Roma, Luce e Ombra, 1931.
  • L'aquilone, il fuoco e il fulmine: contributo allo studio psicoanalitico dei simboli e dei miti, estratto da Saggi di psicoanalisi in onore di Sigmund Freud, Roma, Cremonese, 1934.
  • La paura del malocchio, estratto da: Rivista Italiana di Psicoanalisi, Roma: Arti grafiche Santa Barbara, 1934.
  • La psicoanalisi, (a cura di), Torino, Ed. Radio Italiana, 1953.
  • La psicoanalisi e il Surrealismo, (a cura di) e Carlo Bo, Torino, Ed. Radio Italiana, 1953
  • Il sogno, Milano, A. Garzanti, 1955.
  • I culti vodun di Haiti, estratto da: Studia parapsychologica, Atti del 3º Congresso della Societa Italiana di Parapsicologia, Roma, Abete, 1956.
  • La psicologia dell'attualità, prefazione di Giancarlo Vigorelli, Milano, Longanesi, 1961.
  • L'educazione sessuale, Napoli, Guida, 1970.
  • Psiche e sessualità, Roma, Astrolabio, 1972.
  • Passi sulla via iniziatica, Roma, Edizioni mediterranee, 1977 (seconda edizione ampliata 1988).
  • Sesso e psiche, Milano, Armenia, 1979.
  • Poesie d'amore e di pena, Firenze, Centro internazionale del libro, 1985.
  • Poesie del sogno e dell'estasi, Firenze, Centro internazionale del libro, 1988. ISBN 88-404-4118-2.
  • Poesie del cuore e del cielo, Firenze, Nardini, 1989. ISBN 88-404-4121-2.
  • Poesie dell'aria e del fuoco, Firenze, Nardini, 1991. ISBN 88-404-4129-8.
  • Poesie della spada e della rosa, Firenze, Nardini, 1993. ISBN 88-404-4135-2.
  • Poesie del vento e della luce, Firenze, Il fauno, 1994.

Traduzioni e prefazioni

  • Edgar Allan Poe, Stravaganze, Roma, A. F. Formiggini, 1929, collana "I Classici del Ridere" (nuove e prime versioni dall'inglese di Emilio Servadio).
  • William Crookes, Ricerche sui fenomeni dello spiritualismo e altri scritti, Milano, Libreria Lombarda, 1932, (traduzione e prefazione).
  • Anna Freud, Introduzione alla psicoanalisi per gli educatori : 4 lezioni, Roma, P. Cremonese, 1935, (traduzione e prefazione).
  • Anhelus, Metapsichica e scienza : il contributo della scienza ufficiale alla ricerca psichica, Roma, G. Bardi, 1938, (prefazione).
  • Sigmund Freud, Inibizione, sintomo e angoscia, Torino: Boringhieri, 1951, (traduzione e prefazione).
  • Sigmund Freud, Sommario di psicoanalisi, Firenze, Ed. Universitaria, 1951, (traduzione).
  • Edward Glover, La psicoanalisi : manuale per medici e psicologi, Milano, Fratelli Bocca, 1953, (prefazione).
  • Ludwig Eidelberg, Volti e maschere dell'inconscio : La giornata di uno psicoanalista, Firenze, Ed. Universitaria, 1953, (prefazione).
  • Anna Freud, Psicoanalisi e bambini, Milano-Verona, A. Mondadori, 1954, (premessa).
  • Helene Deutsch, Psicologia della donna nell'adolescenza : studio psicoanalitico, Torino, Edizioni Scientifiche Einaudi, 1957, (prefazione).
  • Helene Deutsch, Psicologia della donna adulta e madre : studio psicoanalitico, Torino, Edizioni scientifiche Einaudi, 1957, (prefazione).
  • Angelo Hesnard, Manuale di sessuologia normale e patologica, Milano, Longanesi, 1962, (prefazione).
  • Jean Dauven, Les pouvoirs de l'hypnose, Paris, Planete, 1965, (prefazione).
  • Edoardo Weiss, Sigmund Freud come consulente, Roma, Astrolabio, 1971, (prefazione).
  • Piero Cassoli, Lettere a un parapsicologo, Firenze, C. Tedeschi, 1974, (prefazione).
  • Corrado Balducci, La possessione diabolica, Roma, Edizioni mediterranee, 1974, (prefazione).
  • Helene Deutsch, Psicologia della donna : studio psicoanalitico in due volumi, Torino, Boringhieri, 1977, (prefazione).
  • Filippo Di Forti, Lo stregone, la sfinge, l'analista, Cosenza, Bios, 1987, (prefazione).
  • Jule Eisenbud, Amore e odio nella nursery ed oltre : voci dall'inconscio, Firenze, Psycho, 1993, (presentazione).

Bibliothèque Sigmund Freud

Onorificenze

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 29 maggio 1982[48]

Note

  1. 1 2 3 4 5 Rachele Mariani, Servadio Emilio, su spiweb.it, 2013.
  2. ↑ Marcello Cesa-Bianchi, Alessandro Porro, Carlo Cristini, Sulle tracce della psicologia italiana. Storia e autobiografia, pag. 127, Milano, FrancoAngeli, 2008.
  3. ↑ Mauro Ruggiero, Le muse ermetiche: esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra fin de siècle e avanguardia, Mimesis, 2018.
  4. 1 2 Sara Adamo, Emilio Servadio, su aspi.unimib.it, Archivio storico della psicologia italiana, 2010.
  5. 1 2 3 4 5 6 Biancamaria Puma, Emilio Servadio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 92, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018.
  6. ↑ Renzo Allegri, Intervista al prof. Emilio Servadio (PDF), in Franco Rol (a cura di), L'Uomo dell'impossibile, vol. VII, 2024, p. 112-124.
  7. ↑ Biancamaria Puma, Emilio Servadio in viaggio con Ernesto de Martino, su librienotizie.it, recensione di Massimiliano Palmesano, Alpes, 2022.
  8. ↑ Cioè le iniziali del suo nome e cognome (Emilio Servadio), ma anche un doppio senso riferito all'apparato psichico denominato da Sigmund Freud «das ES». Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di UR. Studi e documenti per servire alla storia di «Ur-Krur», Borzano (Reggio Emilia), SeaR, 1994, vedi: Maurizio Martucci, Il magico Gruppo di Ur-Krur, su oasisana.com, 2018.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Biancamaria Puma, Biografia di Emilio Servadio, su emilioservadio.it, 2004.
  10. ↑ Emilio Servadio, Come nacque "La Torre", in La Torre: foglio di espressioni varie e tradizioni una, Roma, Mediterranee, 2020, p. 49.
  11. ↑ "...il (Evola) mentionna l'érudit psychanalyste et ésotériste italien Emilio Servadio qui aurait eu en sa possession divers documents crowleyens rares...", Laszlo Toth, "ARCHE, son histoire", in: (FR) Octagon, La recherche de perfection, (a cura di Hans Thomas Hakl), Gaggenau, Scientia Nova, 2018, p. 397.
  12. ↑ Fabrizio Giorgio, Il crollo de "La Torre", in La Torre: foglio di espressioni varie e tradizioni una, Roma, Mediterranee, 2020, pp. 41-57.
  13. ↑ Biancamaria Puma, Biografia di Emilio Servadio, dal sito emilioservadio.it. Riferimenti in Collegamenti esterni.
  14. 1 2 3 4 (EN) Emilio Servadio, su encyclopedia.com, 2018.
  15. ↑ Aa.Vv., La Cultura psicoanalitica: atti del convegno, Trieste 5-8 dicembre 1985, pag. 74, a cura di Anna Maria Accerboni, Edizioni Studio Tesi, 1987.
  16. ↑ Nel 1925 il neuropsichiatra Marco Levi Bianchini aveva già tentato di fondare una società nazionale di psicoanalisi, ma il tentativo era rimasto a livello nominale. Vedi al riguardo il sito ufficiale della Società Psicoanalitica Italiana, paragrafo "Chi siamo" (Storia della Società, su spiweb.it.), e la biografia di Biancamaria Puma precedentemente citata.
  17. ↑ (FR) Giancarlo Gramaglia, "Psychanalyste en exil, les éléments d'une histoire", Topique, 2002/3 (no 80), p. 89-93.
  18. ↑ (EN) Emilio Servadio, Psychoanalyse und Telepathie, in "Imago", vol. XXI, The International Journal of Psychoanalysis, 1935, pp. 489–497.
  19. ↑ Figliuzzi (2008), pag. 89.
  20. ↑ Articolo pubblicato all'interno del volume collettaneo curato da Lucia Alberti ed Enzo Campanelli, I contromedici, Società Editrice Dante Alighieri, 1976, pp. 307-320 (cit. in Marco Faldi Alberto, L'efficacia simbolica: il caso della Madonna dello Scoglio (PDF), su unitesi.unive.it, Università Ca' Foscari Venezia, 2017, pp. 238-9.)
  21. 1 2 Emilio Servadio, il Massone, su montesion.it.
  22. ↑ (FR) Robert Amadou, Les grands médiums, Éditions Denoël, 1957, p. 178.
  23. ↑ The Journal of the American Society for Psychical Research, voll. 46-50, American Society for Psychical Research, 1965, p. 153.
  24. ↑ Paola Giovetti, Celebrità e misteri: quando Kafka parlava con gli angeli e Einstein studiava la telepatia, Roma, Mediterranee, 2024, p. 201.
  25. ↑ Horia Corneliu Cicortaș, Sud, magia e dintorni, in "Orizzonti culturali italo-romeni", anno XI, n. 2, febbraio 2021.
  26. ↑ Piero Coppo, Ma gli sciamani volano davvero? (PDF), in "i Fogli di Oriss", n. 21/22, Colibrì, dicembre 2004, pp. 188-193, ISSN 1121-9734.
  27. 1 2 Carlotta Prinzo, Ipnosi ed E.S.P. (PDF), su Massimo Somma (a cura di), ciics.it, Centro Italiano di Ipnosi Clinico-Sperimentale, 2009.
  28. ↑ Maria Antonietta di Buduo, Intervista a Emilio Servadio, in «Il Nostro Giornale», anno 2, n. 4, Gruppo Ricerca Futuro, luglio-settembre 1991.
  29. ↑ Vedi Enciclopedia Italiana, edizione online, voce Servadio, Emilio e Archivi storici della psicologia italiana. Riferimenti in Collegamenti esterni.
  30. ↑ Psicoanalisi, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  31. ↑ Piero Coppo, Ma gli sciamani volano davvero? (PDF), op. cit., pp. 186-7, nota 5.
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  40. 1 2 3 4 5 6 (EN) Michele Olzi, A Cure for the Soul: Mesmerism, Psychical Research, and Psychoanalysis in the Life and Work of Emilio Servadio (PDF), Varese e Como, Università degli Studi dell'Insubria, 2019.
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  48. ↑ Presidenza della Repubblica. Dettaglio decorato, su quirinale.it.

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