Emporte-moi
| Emporte-moi | |
|---|---|
| Lingua originale | Francese |
| Paese di produzione | Canada, Svizzera, Francia |
| Anno | 1999 |
| Durata | 94 min |
| Genere | drammatico |
| Regia | Léa Pool |
| Soggetto | Léa Pool |
| Sceneggiatura | Léa Pool, Nancy Huston, Monique H. Messier e Isabelle Raynault |
| Produttore | Lorraine Richard, Carole Scotta e Alfi Sinniger |
| Produttore esecutivo | Richard Hawley e Louis Laverdière |
| Casa di produzione | Catpics Coproductions, Cité-Amérique Cinèma Télévision Inc. e Haut et Court |
| Fotografia | Jeanne Lapoirie |
| Montaggio | Michel Arcand |
| Musiche | Robyn Schulkowsky |
| Scenografia | Serge Bureau |
| Costumi | Michèle Hamel |
| Trucco | Béatrice de Lempdes, Laurent Lalonde, Johanne Paiement e Diane Simard |
| Interpreti e personaggi | |
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Emporte-moi è un film del 1999 diretto da Léa Pool.
Il film ha ottenuto il plauso della critica e numerosi premi[1], tra cui quello di miglior film canadese dell'anno assegnato dalla Toronto Film Critics Association. Venne perfino annunciato come candidato del Canada per l'Oscar al miglior film internazionale alla 72ª edizione degli Academy Awards, ma alla fine non ricevette la nomination.
Trama
Canada, 1963. La tredicenne Hanna vive in una fattoria nella campagna del Québec con i nonni e lo zio (che a quanto pare ha una disabilità dello sviluppo, come la sindrome di Down). L'inizio della pubertà con l'arrivo del primo ciclo mestruale ed una telefonata ricevuta dal padre, la spingono a decidere di tornare dai genitori a Montreal.
Hanna viene accolta dal fratello Paul nel piccolo appartamento di famiglia, dove l'affitto è spesso arretrato e a volte viene pagato con i soldi ricavati dal pegno di oggetti domestici. Il padre di Hanna è un aspirante poeta, un ebreo polacco sopravvissuto all'Olocausto in Francia. Sebbene sia un uomo autoritario e violento con la moglie e i figli, egli sa anche dimostrare amore e tenerezza. Sperando di riavvicinarsi a Hanna, la incoraggia a leggere Il diario di Anna Frank e le parla della sua ex moglie, uccisa dai nazisti. La madre di Hanna è depressa, lavora fino a tardi in una fabbrica di cucito per sbarcare il lunario, ma passa anche ore a casa a battere a macchina le poesie del marito. Pur essendo spesso arrabbiata con lui, la madre di Hanna confessa anche di aver bisogno di lui.
Mentre lotta con i cambiamenti del suo corpo e delle sue emozioni, Hanna si intrufola in una sala cinematografica che proietta Vivre Sa Vie di Jean-Luc Godard e rimane affascinata dalla protagonista Nana e dalla sua filosofia di responsabilità personale. Il primo giorno nella nuova scuola, Hanna si distingue dagli altri studenti ammettendo che i suoi genitori non sono sposati e che non si considera né ebrea, come suo padre, né cattolica, come sua madre. La sua insegnante la difende in seguito quando un compagno di classe la schernisce nel cortile con insulti antisemiti. L'insegnante ammira l'indipendenza di Hanna, ma le consiglia di sviluppare una propria visione della vita e di non affidarsi ad un modello da seguire.
Hanna adotta pose e scelte di abbigliamento simili a quelle della protagonista del film di Godard, continuando al contempo a esplorare i propri sentimenti e la propria sessualità. Va a un ballo con un'amica di scuola, Laura, e le due finiscono per baciarsi. In seguito, presenta Laura a Paul e i tre trascorrono del tempo insieme cercando di fare i conti con i propri sentimenti. Hanna, dal canto suo, sembra sentirsi sempre più isolata.
Dopo un litigio con il marito, la madre di Hanna tenta il suicidio. Andando a trovarla in ospedale, Hanna è sconvolta quando la donna, sedata, non risponde alle sue suppliche di un contatto umano. Quando il padre manda Hanna da un fornaio a comprare del pane, il fornaio la porta nella sua cucina sul retro, la palpeggia e poi le dà sia il pane che dei soldi.
In seguito ad una lite tra Hanna e suo padre, lei e Paul fuggono di casa. Ma mentre il fratello in seguito fa ritorno a casa, Hanna non lo fa e vagando per il quartiere a luci rosse della città fa amicizia con un cane smarrito. Assumenendo l'atteggiamento e le pose di una prostituta, proprio come il personaggio di Nana nel film, Hanna viene abbordata da un uomo che la porta in una squallida stanza d'albergo. Quando l'uomo tenta di abusare di lei, la ragazza fugge via.
Quasi disperata, Hanna crolla sulla soglia di casa della sua insegnante, dove viene trovata insieme al cane la mattina seguente. Tornata all'appartamento di famiglia, il padre di Hanna la accoglie con una cena preparata. Ritornata a scuola, alla fine dell'anno scolastico, Hanna riceve in prestito una piccola cinepresa dalla sua insegnante, che le assicura che imparerà presto a usarla. Il film si conclude con le riprese della cinepresa della madre di Hanna mentre si dirigono verso la casa dei nonni per l'estate.
Accoglienza
Incassi
Distribuito negli Stati Uniti in un'unica sala, il film ha incassato al botteghino 74.052 dollari.[2]
Critica
Emporte-Moi è stato ben accolto dalla critica. Sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, ha un indice di gradimento dell'83%, basato su 18 recensioni, e un punteggio medio di 7,3/10.[3] Metacritic ha assegnato al film un punteggio medio ponderato di 80 su 100, basato su 16 critiche, indicando "recensioni generalmente favorevoli".[4] I critici hanno generalmente elogiato il tono agrodolce del film e le interpretazioni, in particolare quella di Vanasse. Tuttavia, alcuni, come Roger Ebert, hanno criticato il finale del film perché sembrava un po' forzato.[5]
Nella lista di Autostraddle dei migliori 200 film lesbici, bisessuali e queer di tutti i tempi, Emporte-moi si è classificato al 34° posto.[6]
Riconoscimenti
- 1999 – Festival internazionale del cinema di Berlino[7]
- Premio speciale della Giuria
- Candidatura all'Orso d'oro
- 1999 - Chicago International Film Festival
- Miglior sceneggiatura
- 1999 - Giffoni Film Festival
- Grifone d'oro
- 1999 - Namur International Festival of French-Speaking Film
- Miglior attrice a Karine Vanasse
- Candidatura al miglior film
- 1999 - Toronto Film Critics Association Award[8]
- Miglior film canadese
- 1999 - Toronto International Film Festival[9]
- Miglior film canadese - Special Jury Citation
- Best Canadian First Feature Film - Special Jury Congratulation
- 1999 - Valladolid International Film Festival
- Youth Jury Award
- Candidatura al miglior film
- 2000 - Genie Award[9]
- Candidatura alla miglior regia a Léa Pool
- Candidatura alla miglior sceneggiatura a Léa Pool
- 2000 - Jutra Awards
- Miglior attrice a Karine Vanasse
- Miglior attrice non protagonista a Pascale Bussières
- Miglior direzione artistica
- Premio speciale Jutra
- Candidatura al miglior film
- Candidatura alla miglior regia a Léa Pool
- Candidatura alla miglior sceneggiatura a Léa Pool
- Candidatura alla miglior montaggio a Michel Arcand
- 2000 - Swiss Film Prize
- Miglior film
- 2000 - Sarajevo Film Festival
- Panorama Jury Prize - Honorable Mention
- 2001 - Premio Chlotrudis
- Miglior attrice a Karine Vanasse
Note
- ↑ Set Me Free (1999) Awards & Festivals, su mubi.com. URL consultato il 27 novembre 2022.
- ↑ Set Me Free, su Box Office Mojo.
- ↑ Set Me Free, su Rotten Tomatoes. URL consultato il 27 aprile 2007.
- ↑ Set Me Free, su Metacritic. URL consultato il 13 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2007).
- ↑ Roger Ebert, Set Me Free, su RogerEbert.com, 12 maggio 2000. URL consultato il 22 giugno 2022.
- ↑ (EN) Drew Burnett Gregory, The 200 Best Lesbian, Queer & Bisexual Movies Of All Time, su Autostraddle, 18 gennaio 2022. URL consultato il 27 novembre 2022.
- ↑ Emporte-moi, in berlinale.de. URL consultato il 27 novembre 2022.
- ↑ (EN) Past Award Winners, su Toronto Film Critics Association, 29 maggio 2014. URL consultato il 27 novembre 2022.
- 1 2 Canadian Film Encyclopedia - Emporte-moi, su cfe.tiff.net. URL consultato il 27 novembre 2022.
Collegamenti esterni
- (EN, FR) Emporte-moi, su Enciclopedia canadese.
- (EN) Emporte-moi, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Emporte-moi, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Emporte-moi, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) Emporte-moi, su FilmAffinity.
- (EN) Emporte-moi, su Metacritic, Red Ventures.
- (EN) Emporte-moi, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Emporte-moi, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).