Eni Rewind
| Eni Rewind | |
|---|---|
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| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | 2003 a San Donato Milanese |
| Sede principale | San Donato Milanese |
| Gruppo | Eni |
| Settore | servizi integrati nel campo del risanamento ambientale |
| Dipendenti | 979 (2025) |
| Slogan | «REmediation & Waste INto Development» |
| Sito web | www.enirewind.com/ |
Eni Rewind S.p.A (ex Syndial S.p.A)[1] è la società ambientale di Eni che opera nella valorizzazione dei terreni, delle acque e dei rifiuti industriali derivanti da attività di bonifica, attraverso progetti di risanamento e di recupero sostenibili in Italia e all’estero. Eni Rewind è presente in oltre 150 siti e ha circa 200 cantieri attivi.[2]Eni Rewind impiega circa 1000 persone e segue tutte le fasi del risanamento ambientale, dall’analisi alla progettazione fino agli interventi operativi.[3]
Dal 30 luglio del 2026 Clara Andreoletti è Amministratore Delegato di Eni Rewind.[4]
Storia


Conosciuta in passato come EniChem, cambia denominazione in Syndial S.p.A. nel 2003 focalizzandosi nella gestione della bonifica dei siti ex industriali e la gestione delle acque e dei rifiuti. [5]
Dal 2003 al 2025, la società ha speso circa 6 miliardi di euro in interventi ambientali, di cui oltre l’80% impiegato per interventi nei siti acquisiti per legge nell’ambito delle storiche operazioni di salvataggio industriale, operazioni delle quali Eni si è dovuta fare carico in quanto Ente di Stato negli anni ’90.[6]
Dal 2011, Syndial ha avviato un programma di sostenibilità nelle bonifiche[7], con lo scopo di integrare il concetto di sostenibilità nelle attività di risanamento ambientale e:
- ridurre il carbon footprint nelle attività di bonifica;
- rimuovere la contaminazione dalle acque di falda e dai terreni per il loro riutilizzo;
- valorizzare le aree bonificate per renderle disponibili al territorio;
- massimizzare il recupero dei rifiuti, industriali e da bonifica, gestiti.
Dal 2016 si occupa anche del risanamento delle stazioni di servizio di Eni.[8]
Nel 2018 c’è stata un’estensione delle attività all’estero avviate con il progetto per la potabilizzazione delle acque nell’area di Bassora in Iraq.[9]
Il 1 Novembre 2019 la società Syndial S.p.A. abbandona la vecchia denominazione e diventa Eni Rewind S.p.A.[10]Il nome è stato cambiato in Eni Rewind (REmediation & Waste INto Development) per sottolineare l’importanza dei servizi ambientali offerti dall’azienda.
Nel 2023 avviene l’acquisizione del 30% di LabAnalysis Environmental Science, società leader nel campo delle analisi ambientali.[11]
Il presidente, Leonardo Bellodi, nel corso di una audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, il 20 ottobre 2011 ha definito Syndial, la società nella quale abbiamo concentrato tutte le attività che provengono da un passato poco glorioso. Si tratta, infatti, di attività attribuite a ENI per legge oppure, in epoche completamente differenti dall'attuale, per una moral suasion, essendo attività in perdita, dismesse e quant'altro. Syndial è, pertanto, la bad company di ENI e comprende al suo interno anche i siti di cui ci occupiamo oggi. Siccome, però, ha voluto fare di necessità virtù, vorrebbe essere - noi crediamo che lo sia - il centro di eccellenza in materia di attività di bonifica non solo per ENI, ma anche per tutte le altre società italiane. Insomma, avendo tante bonifiche da realizzare, ci siamo attrezzati con uomini, competenze, tecnologie e quant'altro per poterle effettuare al meglio[12]. Nata nel 2003 come bad company di Eni, Syndial è diventata una good company in Italia e in Europa per la ricerca e l’attività di risanamento ambientale[13].
Le attività
Eni Rewind utilizza per le bonifiche ambientali tecnologie proprietarie come e-hyrec®, e-lorec®, e-limina® e campionamento passivo su film di polietilene (LDPE).[14]Per il trattamento e recupero delle acque usa barrieramenti idraulici e impianti automatizzati per il loro recupero e riutilizzo. Gestisce il ciclo dei rifiuti derivanti da attività industriali, da risanamento e decommissioning di strutture dismesse, in linea con la normativa vigente.
Syndial svolgeva attività produttiva tramite la società Ing. Luigi Conti Vecchi S.p.A (100% controllata Eni Rewind)[15] che gestisce sia lo stabilimento dove si produce soda, acido cloridrico e ipoclorito di sodio, sia le saline in cui si coltiva il sale, che si estendono su una superficie di circa 2.700 ettari tra i comuni di Assemini, Capoterra e Cagliari.[16]
Fino al 2013, la società ha gestito direttamente il ramo d’azienda del cloro-soda e derivati (soda caustica, ipoclorito di sodio, acido cloridrico, idrogeno). In seguito la società ha avviato il piano di riqualificazione del sito produttivo, secondo anche quanto previsto nell’accordo sindacale siglato il 14 febbraio del 2013, che ha definito la fermata dell’impianto produttivo di dicloroetano e la riqualificazione degli impianti per la produzione di soda, acido cloridrico e ipoclorito di sodio.[17]
La riconversione degli impianti ha reso possibile la produzione e la vendita di prodotti elettrolitici, grazie alla disponibilità di poli logistici a Priolo e Livorno, oltre a quello di Assemini.
Nel dicembre del 2014, Syndial ha ceduto il ramo d’azienda cloro (confluito in Eni nel 1982 ai sensi dell’art. 4 della Legge 28 Novembre 1980 n.784)[18] alla società Ing. Luigi Conti Vecchi S.p.A. che fino ad allora gestiva solo le saline (confluite in Eni nel 1984)[19]. Nell’aprile 2021 la società Ing. Luigi Conti Vecchi ha ceduto gli asset del ramo cloro-soda alla Società Chimica Assemini[20]; il 30 giugno 2022 Eni Rewind ha ceduto le azioni della società Ing. Luigi Conti Vecchi S.p.A al Gruppo Italkali.
Nell’ambito della partnership avviata con il FAI - Fondo Ambientale Italiano nel 2015, le Saline Conti Vecchi in Sardegna, dopo un intervento di restauro e di valorizzazione, sono state aperte al pubblico nel maggio 2017 [21].
I contenziosi EniChem
Eni Rewind detiene la proprietà di numerosi stabilimenti chimici (ex EniChem) non più attivi da tempo, per i quali cura le attività di risanamento ambientale e il possesso di terreni di stabilimenti ora ceduti ad altre proprietà, come a Pieve Vergonte, dove la società non ha attività produttive in esercizio ed è titolare degli oneri di bonifica di suoli e falde nel perimetro delle aree di sua proprietà.
Eni Rewind ha numerosi processi a causa delle passate vicende di inquinamento degli stabilimenti EniChem: l'8 luglio 2008 il Tribunale di Torino ha inflitto alla società, in primo grado di giudizio, una multa record di 1,9 miliardi di euro[22][23][24] per l'inquinamento da DDT del Lago Maggiore, ricondotto alla gestione del sito di Pieve Vergonte per il periodo dal 1990 al 1996. Il 6 marzo 2017 la Corte di Appello di Torino, con sentenza n. 511, riforma la sentenza del Tribunale di Torino n. 4991 dell’8 luglio 2008, e segnatamente annulla la condanna a € 1,9 miliardi oltre interessi per danno ambientale. Nell’aprile del 2018 il Ministero dell’Ambiente ha impugnato la Sentenza della Corte di Appello di Torino e pende attualmente il ricorso in Cassazione.[25]
Eni Rewind ha poi ereditato anche il contenzioso civile da EniChem, con liti sia attive sia passive di valore molto rilevante. In particolare il gruppo di cause connesse alla vicenda Federconsorzi, sorte come EniChem Agricoltura[26].
Note
- ↑ Chi siamo, su eni.com.
- ↑ I nostri numeri, su eni.com.
- ↑ Chi siamo, su enirewind.com.
- ↑ Governance Eni Rewind, su enirewind.com.
- ↑ La nostra storia, su eni.com.
- ↑ Syndial servizi ambientali Eni (PDF), su remtechexpo.it. URL consultato il 27 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2018).
- ↑ La nostra strategia per le bonifiche, su eni.com.
- ↑ Neutralità carbonica al 2050 (PDF), su eni.com, p. 33.
- ↑ Report di sostenibilità Eni Rewind (PDF), su eni.com.
- ↑ Eni, Syndial cambia nome: nasce Eni Rewind, su borsaitaliana.it.
- ↑ Alleanza Eni Rewind e LabAnalysis nel settore delle analisi ambientali, su Labworld.it.
- ↑ Resoconti stenografici delle audizioni, su leg16.camera.it.
- ↑ Porto Marghera, nuove aziende e fotovoltaico dove c'era il Petrolchimico, La Nuova di Venezia e Mestre.
- ↑ Dalla ricerca Eni, una soluzione per bonificare le acque, Technologyreview.it.
- ↑ La seconda vita delle Saline Conti Vecchi, su sardegnaimpresa.eu.
- ↑ Adnkronos.com, Sito industriale e oasi, viaggio nelle storiche Saline Conti Vecchi.
- ↑ Bilancio di Sostenibilità 2013 (PDF), su eni.com. URL consultato il 27 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2018).
- ↑ LEGGE 28 novembre 1980,n.784, su gazzettaufficiale.it.
- ↑ Protocollo d'intesa (PDF), su bonifiche.minambiente.it. URL consultato il 27 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2018).
- ↑ All’azienda chimica sarda Assemini un green loan da 1,5 mln euro da Intesa Sanpaolo con garanzia Sace, su bebeez.it.
- ↑ Aprono al pubblico le Saline Conti Vecchi, su fondoambiente.it.
- ↑ Il DDT costa caro all'ENI, su ricerca.repubblica.it.
- ↑ Maxi Multa a Syndial, su ilsole24ore.com.
- ↑ Maxi-multa per inquinamento a Syndial (Eni), Il Sole24ore.
- ↑ Atti Parlamentari (PDF), su camera.it.
- ↑ Relazione Semestrale 2003 (PDF), su zonebourse.com.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su enirewind.com.
