Enkimdu

Enkimdu (in sumero 𒀭𒂗𒆠𒅎𒁺, dEn-ki-im-du) è un dio mesopotamico associato all'agricoltura e all'irrigazione.

È conosciuto per il mito Inanna preferisce il contadino, dove corteggia Inanna assieme a Dumuzi, ma nelle lamentazioni era connesso al dio Martu.

Caratterizzazione

Enkimdu era un dio associato all'agricoltura.[1] Veniva chiamato il "signore di argini e fossati".[2] Il teonimo Lugal-epara (lett. "signore del fossato e della diga"), che appare nella lista di divinità An = Anum senza alcuna spiegazione, potrebbe essere un altro nome di Enkimdu, visto il significato simile con il suo epiteto.[3] Esiste anche una versione accadica del nome, bēl iki u palgi.[3] Nella stessa lista viene affermato che Enkimdu è uno dei "contadini" (ab-ším) di Nabu.[4] Tuttavia, una versione paleo-babilonese dello stesso testo lo elenca tra le divinità della corte di Enki.[5] Enkimdu è stato paragonato a Enbilulu.[4] Alcuni assiriologi hanno proposto che venisse venerato a Umma come personificazione del sistema di irrigazione, ma non ci sono abbastanza prove per confermarlo.[6]

Nelle lamentazioni era associato ad Amurru.[7] Un testo bilingue di questo genere, che numera esattamente cento divinità, lo ha inserito verso la fine della lista assieme a: Šumugan, Mesanga-Unug, Martu (Amurr), Gubarra (Ašratum) e Latarak.[8] Un'altra lista, datata al periodo paleo-babilonese, elenca: Enkimdu, Martu, Šamaš, Numušda e Ištaran.[8]

Enkimdu nella mitologia

Inanna preferisce il contadino

Tavoletta d'argilla in cui è inciso il mito Inanna preferisce il contadino, prima metà del II millennio a.C., attualmente al Museo dell'Antico Oriente, Istanbul

Enkimdu appare nel mito Inanna preferisce il contadino (ETCSL 4.0.8.3.3), anche conosciuto come Enkimdu e Dumuzi.[1] Il testo tradotto è stato pubblicato per la prima volta da Samuel Noah Kramer nel 1944.[9] Inizialmente si era presupposto che il mito si sarebbe concluso con Inanna che sceglieva Enkimdu, ma questa interpretazione è stata abbandonata dopo aver tradotto altre edizioni.[9] La storia inizia con il fratello di Inanna, Utu, che la incentiva a scegliere Dumuzi come sposo, ma lei non è convinta.[10] Enkimdu le parla dei doni che potrebbe darle come contadino, ma Dumuzi contrattacca con i suoi doni da pastore.[11] Dopo la loro discussione iniziale, i due fanno pace e diventano amici.[1] Il ruolo di Enkimdu è stato descritto come abbastanza "passivo".[12] È stato notato che la conclusione di questo mito, un breve elogio a Inanna, presenta somiglianze con il genere di miti di disputa comuni nella letteratura sumera, in cui la divinità incaricata di scegliere il vincitore viene elogiata alla fine di ogni testo.[13] Tuttavia, l'incipit delle copie conosciute del testo indica che fosse un balbale, ovvero una canzone.[14]

È stato osservato anche che Dumuzi non appare nei testi dove Enkimdu viene associato a Martu, ciò potrebbe indicare che quest'ultimo è stato inserito per contrastare Enkimdu con un dio pastore.[8] Jacob Klein ha notato che esistono similitudini tra il corteggiamento fortunato di Dumuzi a Inanna e la vittoria di Martu nel mito Il matriomonio di Martu, in cui il dio vuole vincere la mano della figlia di Numušda.[15]

Altri miti

Nel mito Enki e l'ordine del mondo (ETCSL 1.1.3), Enkimdu viene incaricato di preparare diverse costruzioni agricole.[16] Enkimdu viene riferito come il "contadino di Enlil".[6]

Un inno dedicato al re Ur-Nammu lo ha paragonato a Enkimdu.[17] In La morte di Ur-Nammu, il dio smette di adempiere i suoi compiti dopo aver appreso la morte del re.[2]

Il canto dei buoi aratori include un dialogo tra Enkimdu e uno sconosciuto, secondo Miguel Civil possibilmente Ninurta o un re, in cui il primo spiega al secondo come irrigare i campi.[18]

Nella cultura di massa moderna

Un motore di simulazione sviluppato come parte del progetto MASS (Modeling Ancient Settlement Systems) dell'Istituto orientale dell'Università di Chicago è stato chiamato ENKIMDU.[19] È stato basato sulle tecnologie sviluppate dalla Argonne National Laboratory.[20] Ha lo scopo di fornire modelli di sviluppo del Vicino Oriente antico tra la fine del IV e il III millennio a.C., con particolare attenzione alla produzione di colture base.[19] Il caso di studio del progetto è stato Tell Beydar in Siria.[19]

Note

  1. 1 2 3 Black 2006, p. 86.
  2. 1 2 Flückiger-Hawker 1999, p. 105.
  3. 1 2 (DE) Wilfred G. Lambert, Lugal-epara, in Reallexikon der Assyriologie, 1987, p. 138. URL consultato l'11 marzo 2026.
  4. 1 2 (EN) Wilfred G. Lambert, Babylonian creation myths, Winona Lake, Eisenbrauns, 2013, p. 486, ISBN 978-1-57506-861-9, OCLC 861537250.
  5. ↑ (EN) Wilfred G. Lambert e Ryan D. Winters, An = Anum and Related Lists, Mohr Siebeck, 2023, p. 19, DOI:10.1628/978-3-16-161383-8, ISBN 978-3-16-161383-8.
  6. 1 2 (EN) Mark E. Cohen, The cultic calendars of the ancient Near East, Bethesda, CDL Press, 1993, p. 184, ISBN 1-883053-00-5, OCLC 27431674.
  7. ↑ Klein 1997, p. 104.
  8. 1 2 3 Klein 1997, p. 105.
  9. 1 2 Mittermayer 2015, p. 383.
  10. ↑ Black 2006, p. 87.
  11. ↑ Mittermayer 2015, p. 387.
  12. ↑ Mittermayer 2015, p. 395.
  13. ↑ Ayali-Darshan 2020, p. 87.
  14. ↑ Ayali-Darshan 2020, pp. 87–88.
  15. ↑ Klein 1997, p. 109.
  16. ↑ (EN) Herman L. J: Vanstiphout, "Why did Enki Organize the World?, in Sumerian Gods and their Representations, STYX Publications, 1997, p. 117, ISBN 978-90-56-93005-9.
  17. ↑ Flückiger-Hawker 1999, p. 46.
  18. ↑ (EN) Miguel Civil, The Song of the Plowing Oxen, in Studies in Sumerian Civilization. Selected writings of Miguel Civil, Publicacions i Edicions de la Universitat de Barcelona, 2017 [1976], p. 396, ISBN 978-84-9168-237-0, OCLC 1193017085.
  19. 1 2 3 (EN) Carrie Hritz, Contributions of GIS and Satellite-based Remote Sensing to Landscape Archaeology in the Middle East, in Journal of Archaeological Research, vol. 22, n. 3, Springer, 2014, p. 242, DOI:10.1007/s10814-013-9072-2, ISSN 1059-0161. URL consultato l'11 marzo 2026.
  20. ↑ (EN) T. J. Wilkinson, J. H. Christiansen e J. Ur, Urbanization within a Dynamic Environment: Modeling Bronze Age Communities in Upper Mesopotamia, in American Anthropologist, vol. 109, n. 1, American Anthropological Association, 2007, p. 58, DOI:10.1525/aa.2007.109.1.52, ISSN 0002-7294. URL consultato l'11 marzo 2026.

Bibliografia

Collegamenti esterni