Eosaurichthys

Eosaurichthys
Immagine di Eosaurichthys mancante
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
Ordine†Saurichthyiformes
Famiglia†Saurichthyidae
Genere†Eosaurichthys

Eosaurichthys (“Saurichthys dell’alba”) è un genere estinto, o secondo alcuni autori un possibile sottogenere, di pesci ossei marini appartenenti ai Saurichthyidae. Visse nel Permiano superiore (Changhsingiano) e (forse) Triassico inferiore (Olenekiano).[1] È uno dei più antichi generi di Saurichthyidae conosciuti nel record fossile. Se E. madagascariensis appartiene realmente a questo genere, allora Eosaurichthys potrebbe essere sopravvissuto all’estinzione di massa Permiano-Triassico.

Eosaurichthys viene spesso considerato un sottogenere di Saurichthys, e la specie tipo è Saurichthys (Eosaurichthys) chaoi.[2]

Descrizione

Come in tutti i Saurichthyidae, il corpo di Eosaurichthys era lungo e sottile.[2] La lunghezza della testa era pari a circa il 22% della lunghezza totale del corpo. Il cranio e le ossa della guancia mostravano la struttura generale tipica dei Saurichthyidae: il cranio si restringeva anteriormente alle orbite e proseguiva in un rostro moderatamente sottile.

Eosaurichthys era caratterizzato da grandi dimensioni, pinne relativamente piccole e denti piccoli. L’opercolo era grande, di forma quasi quadrata, e possedeva una caratteristica ornamentazione costituita da linee di crescita circolari. Le pinne mediane presentavano fulcri marginali; i raggi erano articolati e ramificati.

Una caratteristica distintiva del genere era la completa copertura del corpo da parte delle scaglie, organizzate in dieci file longitudinali. Questa condizione differisce da quella di Saurichthys, nel quale la copertura scagliosa è molto ridotta.[2][3]

Scoperta e classificazione

Eosaurichthys appartiene ai Saurichthyidae, un gruppo di attinotterigi predatori strettamente imparentati con Saurichthys. Le relazioni sistematiche del genere sono state a lungo discusse: alcuni autori lo considerano un genere valido, mentre altri lo interpretano come un sottogenere basale di Saurichthys.[2] La presenza di una copertura squamosa completa e di pinne relativamente piccole indica una condizione più primitiva rispetto ai saurittichidi triassici successivi.

Eosaurichthys chaoi, la specie tipo, venne descritta sulla base di fossili provenienti dai depositi del Changhsingiano del giacimento di Meishan, in Cina. La facies del Changhsingiano locale è costituita prevalentemente da calcari bituminosi grigio scuri con bande di selce, per uno spessore totale di circa 40 metri. Numerosi pesci fossili sono stati rinvenuti nella parte inferiore di questa successione calcarea.

L’olotipo consiste in un individuo relativamente grande ma incompleto, privo delle pinne anale e caudale e con la punta del rostro danneggiata. Un secondo esemplare preserva invece perfettamente la regione caudale. Oltre alla specie tipo è nota anche Eosaurichthys madagascariensis, inizialmente attribuita da Jean Piveteau nel 1945 al genere Saurichthys, e proveniente dal Triassico inferiore (Olenekiano) del Madagascar (Formazione Sakamena)[4][5] Resti di Saurichthyidae attribuiti provvisoriamente a E. madagascariensis sono stati rinvenuti anche in depositi d’acqua dolce dell'Anisico della Formazione Yerrapalli in India.

Paleoecologia

Eosaurichthys viveva in ambienti marini durante un periodo di profonde crisi biologiche. I fossili cinesi provengono infatti da livelli immediatamente precedenti all’estinzione di massa Permiano-Triassico. Se E. madagascariensis appartiene effettivamente al genere, ciò suggerirebbe che questa linea evolutiva sia sopravvissuta alla più grande estinzione di massa della storia della Terra.

Note

  1. ↑ Jack Sepkoski, A compendium of fossil marine animal genera, in Bulletins of American Paleontology, vol. 364, 2002, p. 560. URL consultato il 24 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  2. 1 2 3 4 Andrea Tintori, A new species of Saurichthys (Actinopterygii) from the Middle Triassic (early Ladinian) of the northern Grigna Mountain (Lombardy, Italy), in Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia, vol. 119, n. 3, 2013, pp. 287–302, DOI:10.13130/2039-4942/6041.
  3. ↑ Romano C., Kogan I., Jenks J., Jerjen I., Brinkmann W., Saurichthys and other fossil fishes from the late Smithian (Early Triassic) of Bear Lake County (Idaho, USA), with a discussion of saurichthyid palaeogeography and evolution (PDF), in Bulletin of Geosciences, vol. 87, 2012, pp. 543–570, DOI:10.3140/bull.geosci.1337.
  4. ↑ Maxwell, E.E., Romano, C. e Wu, F.-X., Regional disparity in the axial skeleton of Saurichthyidae and implications for axial regionalization in non‐teleostean actinopterygians., in Journal of Zoology, vol. 315, 2021, pp. 29–41, DOI:10.1111/jzo.12878.
  5. ↑ Silvio Renesto, Fabio Magnani e Rudolf Stockar, A new species of Saurichthys (Actinopterygii: Saurichtydae) from the Middle Triassic of Monte San Giorgio, in Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia, vol. 127, n. 1, 2021, pp. 49–71, DOI:10.13130/2039-4942/15143.