Ercole Bottani

Ercole Bottani (Volpago del Montello, 11 febbraio 1897 – Milano, 17 giugno 1978) è stato un docente, funzionario e ingegnere elettrotecnico italiano.
Figura di primo piano nel panorama dell’elettrotecnica e dell’energia in Italia nel Novecento, fu docente al Politecnico di Milano e promotore di importanti istituzioni scientifiche e industriali, tra cui il primo centro di calcolo elettronico aperto alle imprese in Europa e il Centro elettrotecnico sperimentale italiano.[1]
Biografia
Nato da Carlo Bottani e Virginia Vicino, frequentò i primi anni di scuola elementare a Padova, proseguendo poi gli studi a Milano. Dopo aver frequentato la Scuola tecnica industriale Barnaba Oriani, nel 1910 si iscrisse alla Scuola industriale milanese (oggi Istituto industriale Feltrinelli), dove seguì i corsi di fisica ed elettrotecnica del professor Angelo Barbagelata.[2]
Nel marzo 1922 si laureò con lode e medaglia d’oro in ingegneria industriale, sezione elettrotecnica, presso il Regio Politecnico di Milano. Nel 1928 conseguì l’abilitazione alla libera docenza in elettrotecnica.[1]
Attività accademica e scientifica
Collaboratore e socio di Angelo Barbagelata presso l’Istituzione elettrotecnica Carlo Erba del Politecnico di Milano, Bottani svolse negli anni Venti un’intensa attività sperimentale nel campo delle misure elettriche. In particolare contribuì allo sviluppo e all’applicazione del metodo elettrochimico per la misura delle portate negli impianti idroelettrici, sperimentato da Barbagelata tra il 1919 e il 1925.[1]
Nel 1929 ottenne il primo incarico didattico presso la Scuola di perfezionamento per ingegneri elettricisti dell’Istituzione Carlo Erba, dove istituì il corso di Complementi di elettrotecnica. Negli anni accademici 1931-1932 assunse l’insegnamento di Tecnologie elettriche II nel corso di laurea in ingegneria industriale elettrotecnica del Politecnico di Milano, incarico che mantenne fino al 1954.[3]
Dal 1939 al 1950 tenne corsi di elettrotecnica per le lauree in chimica industriale e fisica presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 1937 vinse il concorso per la cattedra di misure elettriche al Politecnico di Milano e, a partire dal 1939-1940, insegnò elettrotecnica generale, divenendo direttore dell’omonimo istituto, carica che mantenne fino al 1963. Conservò la cattedra di elettrotecnica per circa vent’anni, passando successivamente all’insegnamento di campi elettromagnetici e circuiti con l’istituzione della laurea in ingegneria elettronica.[2]
Raggiunti i limiti di età, lasciò l’insegnamento attivo nel 1967 e fu collocato a riposo nel 1972.
Attività istituzionale e industriale
Nel 1955, insieme al rettore Gino Cassinis, contribuì alla fondazione del Centro Calcoli Numerici, il primo centro di calcolo elettronico in Europa aperto anche alle industrie, che diresse insieme a Cassinis, Luigi Amerio, Francesco Vecchiacchi e Luigi Dadda. Nel 1956 fondò il CESI – Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano “Giacinto Motta”, del quale fu presidente fino alla morte.[3]
Nel settore energetico ricoprì numerosi incarichi di rilievo. Dal 1945 al 1950 fu commissario per l’energia elettrica dell’Italia settentrionale e svolse successivamente attività di consulenza per importanti enti e imprese del settore, tra cui ANIDEL, Edison, ENEL, SAE e SIP, nonché per aziende costruttrici di impianti e apparecchiature industriali.[1]
Fu presidente della sezione di Milano dell’Associazione Elettrotecnica Italiana (1940-1942), presidente della Siemens in Italia (1950–1965), presidente dell’Associazione Nazionale delle Industrie Elettrotecniche ed Elettroniche (ANIE) dal 1952 al 1964 e membro di numerosi comitati tecnici del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). Collaborò inoltre con istituzioni quali UNI, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” e l’Istituto Lombardo.[1]
Attività nei trasporti e incarichi pubblici

Bottani fu attivo anche nel settore dei trasporti: presidente della SINA (1962-1977), vicepresidente della SAV (1963-1978) e della Savigliano (1965-1974), nonché presidente e fondatore della Metropolitana Milanese (1956-1961). Collaborò inoltre con le Ferrovie dello Stato, l’ATM e importanti società autostradali.[1]
In ambito politico, legato alla Democrazia Cristiana, fu consigliere comunale e assessore all'edilizia del Comune di Milano dal 1946 al 1956.
Pubblicazioni
Tra le sue principali pubblicazioni scientifiche si ricordano:
- Teoria, errori ed approssimazione del metodo chimico-elettrico per la misura delle portate (1926)
- La matematica dei circuiti elettrici trifasi (1928)
- Sulla teoria dei trasduttori (1934)
- La matematica vista da un ingegnere (1935)
- La misura dei componenti simmetrici nei sistemi trifasi qualunque (1935)
- L’insegnamento dell’elettromagnetismo secondo moderni criteri (1936)
- Circuiti in regime stazionario (con Giovanni Sartori, 1947)
- Qualità, quantità, grandezze (1952)
- Sulla teoria dei bipoli invariabili funzionanti in regime stazionario. Reti equivalenti (1973)
- Elettrotecnica (manuale)
Note
- 1 2 3 4 5 6 Bottani, Ercole | ArchiVista, su www.archimistaweb.polimi.it. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- 1 2 Andrea Silvestri, Ercole Bottani, un uomo del Politecnico prestato alle istituzioni, in STORIA IN LOMBARDIA, vol. 2015/1.
- 1 2 ERCOLE BOTTANI – POLIMUSEO, su www.historicalcollections.deib.polimi.it. URL consultato il 29 gennaio 2026.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (EN) Ercole Bottani, su Mathematics Genealogy Project, North Dakota State University.
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