Eric de Spoelberch
| Eric de Spoelberch | |
|---|---|
| Nascita | Bruxelles, 15 febbraio 1903 |
| Morte | Nivelles, 17 gennaio 1939 |
| Cause della morte | incidente aereo |
| Luogo di sepoltura | Cimitero di Wespelaar |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Aéronautique Militaire Belge |
| Specialità | Caccia |
| Anni di servizio | 1924-1939 |
| Grado | tenente |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Graf van Lt-Vl Eric de Spoelberch, Renard R.36 OO-ARW[1] | |
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Eric Antoine Ghislain Joseph de Spoelberch (Bruxelles, 15 febbraio 1903 – Nivelles, 17 gennaio 1939) è stato un militare e aviatore belga che prese parte alle IV Giochi olimpici invernali di Garmisch-Partenkirchen gareggiando nella specialità bob a due e a quattro. Fu portabandiera della squadra belga alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi[2][3] Era un caro amico di Albert Lowenstein, il finanziere che trovò una morte misteriosa precipitando dal suo aereo sopra il canale della Manica[4].
Biografia
Nacque a Bruxelles il 15 febbraio 1903, figlio di Guillaume e di Colienne de Neufforge.[1][2] Studiò all'università di Lovanio e all'università di Birmingham, in Inghilterra, dove si laureò in ingegneria civile.[2]
Arruolatosi nell'esercito belga, fu assegnato all'aviazione ed imparò a volare con gli allievi piloti del 28° corso, iniziando l'addestramento il 26 maggio 1924, e conseguendo il brevetto di pilota militare il 25 dicembre dello stesso anno.[1] Nel 1927 dimostrò più volte il funzionamento del paracadute all'esercito belga, riuscendo a convincere la direzione dell'Aéronautique Militaire dell'utilità e della necessità di dotarne i propri piloti.[1] Dopo tre anni, lasciò il Belgio per gli Stati Uniti d'America, dove rimase per cinque anni. Durante la sua permanenza negli USA si interessò allo sviluppo dell'aeroporto centrale di Camden, nel New Jersey, e alla fine ne divenne uno dei direttori.[2] Poco prima del suo ritorno in Patria, il 28 aprile 1932 sposò la signorina Katharine Kelso Stewart, da cui poi ebbe due figli, Guillaume e Jacques.[2]
Tornato in Belgio riprese in servizio nell'aviazione militare.[1] Completò un periodo di addestramento presso la Central Flying School della Royal Air Force a Wittering.[1]
Nel 1936 partecipò ai IV Giochi olimpici invernali di Garmisch-Partenkirchen, classificandosi all'ottavo posto nella specialità bob a due e a quattro posti.[1] Alla fine di luglio del 1937 fece parte della delegazione militare belga presente al Meeting aeronautico di Zurigo, in Svizzera.[1] Nell'estate del 1938, con il grado di tenente, fu inviato in Gran Bretagna, insieme all'esperto capitano Pierre Arend, per valutare i caccia Supermarine Spitfire e Hawker Hurricane.[1]
Nel gennaio 1939 l'Aéronautique Militaire Belge aveva posto una lettera d'intento per l'acquisto di 40 esemplari del nuovo caccia monoplano Renard R.36, il cui prototipo aveva volato per la prima volta il 5 novembre 1937.[5] Entro il gennaio 1939, il prototipo aveva volato circa 75 ore e il 16 dello stesso mese la sua assicurazione fu annullata presso il Lloyd's di Londra, in quanto considerata gravosa da sostenere per una società privata senza sovvenzioni governative.[6] Il giorno successivo, tuttavia, l'Aéronautique Militaire richiese telefonicamente che il prototipo venisse fatto volare ancora qualche volta a Nivelles.[6] Dato che il progettista Alfred Renard si trovava a Parigi, fu suo fratello Georges e dare il suo consenso.[6]
In quanto collaudatore dei Servizi Tecnici dell'Aéronautique Militaire fu lui a decollare a bordo del prototipo per effettuare un finto attacco sui cieli di Nivelles.[6] L'aereo precipitò al suolo per cause sconosciute in Rue Clarisse, prese fuoco e il pilota rimase ucciso sul colpo.[7] L'indagine ufficiale fu inconcludente, non furono scoperte prove di guasti ai materiali, con le cause più probabili indicate nell'allentamento delle apparecchiature radio durante una manovra ad alto numero di G, nell'inceppamento dei comandi o un errore del pilota.[7] La salma riposa nel cimitero di Wespelaar, sulla 11e Linielaan.[1] Targhe commemorative in suo onore furono installate sia a Wespelaar che a Nivelles.[1] L'ordine di produzione per lo R.36 fu annullato, sostituito da quello per il caccia Hurricane Mk.I.[7]
Onorificenze
Note
Bibliografia
- (FR) André Hauet e Guy Roberty, Les Avions Renard 1922-1970, Bruxelles, Les Amis du Museé de l'Air et de l'Espace, 1996.
- (EN) John Appleton e Armand Thys, Belgian Civil Aircraft Since 1920: Illustrated Register Survey, Paris, Midland, 1980, ISBN 0-904597-25-3.
Collegamenti esterni
- (NL) Graf van Lt-Vl Eric de Spoelberch, Renard R.36 OO-ARW, su Hangarflying. URL consultato il 17 settembre 2025.
- (EN) Tuesday 17 January 1939, su Aviation Safety. URL consultato il 17 settembre 2025.
- (EN) Crash Kills Spoelberch; Belgian Viscount Dies in Plunge of Plane He Was Testing, su New York Times. URL consultato il 17 settembre 2025.
- (EN) Katherine K. Stewart is Engaged to Marry; Will Be Wed to Viscount Eric de Spoelberch of Belgium--Kin of Lane A.J. Cassatt, su New York Times. URL consultato il 17 settembre 2025.
- (EN) Eric, Vicomte De Spoelberch, su Olympedia. URL consultato il 17 settembre 2025.
- (EN) LT Eric Antoine Ghislain Joseph de Spoelberch, su Findagrave. URL consultato il 17 settembre 2025.