Erio Baracchi

Erio Baracchi (Modena, 6 marzo 1926 – Modena, 2 ottobre 2012) è stato un pittore e grafico italiano.

Biografia

Nato a Modena nel 1926, Baracchi compì nella città emiliana la propria formazione artistica e vi svolse gran parte della sua attività professionale. Parallelamente alla produzione artistica operò anche come grafico nel settore industriale.[1]

Tra il 1961 e il 1980 insegnò discipline artistiche e storia dell'arte nelle scuole statali. Successivamente svolse attività didattica presso l'Università della Terza Età di Modena.[1]

L'esordio espositivo di Baracchi risale al 1953 con la partecipazione alla IV Mostra nazionale del disegno e dell'incisione moderna di Reggio Emilia.[1] Da quella prima apparizione si contano oltre trecento mostre tra personali e collettive nel corso della sua carriera.[1]

Nel corso della sua carriera l'attività espositiva di Baracchi si sviluppò in Italia e all'estero con partecipazioni a rassegne e mostre personali, tra cui iniziative a Milano, Bologna, Torino e Roma, oltre a esposizioni a Zurigo, Londra e Liverpool.[2]

Tra le iniziative internazionali documentate si ricordano l'Esposizione della pittura italiana contemporanea al Modern Art Centre di Zurigo nel 1965, una mostra personale alla Woodstock Gallery di Londra nel 1979 e la partecipazione alla rassegna The Italian Dream presso la Atkinson Art Gallery di Southport e la Scuola di Architettura dell'Università di Liverpool nel 1980.[2] Nel 1976 e nel 1983 fu segnalato nell'ambito della rassegna Bolaffi.[2]

In Italia prese parte a numerose iniziative espositive e a diverse edizioni del Premio Suzzara, oltre al Premio Sulmona nel 2003.[2]

Morì a Modena il 2 ottobre 2012.[3] Nel 2013 il Comune di Modena ha promosso in Piazza Grande una mostra d'arte in sua memoria.[4] Nel 2026, in occasione del centenario della nascita, la città di Modena ha dedicato all'artista la mostra Altrove – 1926-2026, ospitata presso il Complesso San Paolo e dedicata a una selezione di opere dell'ultimo periodo creativo.[5][6][7][8]

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni