Ernesto Gazzeri
Ernesto Gazzeri (Modena, 13 giugno 1866 – Roma, 1965) è stato uno scultore italiano.
In controtendenza rispetto alla sua epoca, che vedeva la predominanza del Futurismo, adottò uno stile neoclassico per realizzare monumenti pubblici, statue per committenze private, ritratti o ancora stele funerarie. La sua opera principale, Il Mistero della Vita, è un gruppo scultoreo di diciotto figure, due copie del quale sono state collocate a Podensac, nel dipartimento francese della Gironda (1919) e a Glendale, in California (1928).
Biografia
Nato a Modena il 13 giugno 1866 in una famiglia di origini toscane[1], Ernesto Ermete Gazzeri frequentò l'Accademia di Belle Arti della sua città natale - di cui fu nominato membro onorario nel 1896 - dal 1875 al 1884[2], proseguendo poi gli studi a Roma, grazie alla borsa di studio intitolata a Luigi Poletti[3], dal 1888 al 1892[1]. Dopo alcuni anni trascorsi nello studio di Orazio Andreoni, aprì il suo atelier[1].
Fu un suo amico, lo scultore olandese Piet Pander, ad aprirgli le porte di una clientela internazionale[2].
Le sue sculture rappresentano una testimonianza tardiva dell'arte neoclassica in un periodo in cui la tendenza era il Futurismo. In stile neoclassico realizzò sia monumenti funerari che numerosi busti. Alcuni di questi furono esposti all'Esposizione Universale di Parigi del 1900 e alla mostra d'arte italiana tenutasi a Earl's Court a Londra nel 1904[1].

Tra le sue prime sculture si ricordano una riproduzione di un antico bassorilievo dedicato a Egisto e Clitennestra (1878) e una terracotta intitolata Margherita in prigione, dal Faust di Goethe, che gli valse una medaglia d'argento del Ministero della Pubblica Istruzione (1884). Realizzò inoltre un Narciso alla fontana, copia di un bronzo conservato al Museo archeologico nazionale di Napoli[2]. Gli sono inoltre attribuiti un Episodio delle barricate delle cinque giornate di Milano e un'Infanzia di Benvenuto Cellini[2].
Dalla fine degli anni ottanta dell'Ottocento eseguì diverse centinaia di ritratti, tra cui quelli di Paolo Ferrari (esposto a Modena), Paolo Boselli (esposto a Savona), Papa Leone XIII, Ferdinando Palasciano (a Roma), Re Fouad I e la Sultana d'Egitto, statue a figura intera della Regina e del Principe di Vadodara e un gruppo bronzeo raffigurante, tra gli altri, il Khedive Ismail a cavallo e Ferdinando de Lesseps all'inizio della costruzione del Canale di Suez. Alcune delle sue statue funerarie adornano il Cimitero del Verano, le tombe della famiglia Di Stefano a Terracina, delle famiglie Valentini e Spinassi a Pisa, di Oedencover in Belgio, di Lady Trevor a Londra e della famiglia Subercaseaux a Valparaiso[3]. La città di Alatri gli commissionò una statua del linguista Luigi Ceci e quella di Stilo il monumento in bronzo di Tommaso Campanella (1923)[3][4][5].

A Gazzeri si devono anche un San Giovanni in bronzo esposto a Savona e un'imponente statua in marmo alta cinque metri della Vergine per la villa del principe Lancellotti a Frascati, le statue in marmo Fortuna e Pace per Cleveland, una Saffo per Buenos Aires, La bellezza greca e la stella della sera per Bordeaux, la Gloria del Duca di Westminster e un Dante che cammina assorto in un libro per Costantinopoli[3]. Nel 1909, creò un bronzo per il Palazzo dell'Eliseo in onore dell'esercito francese nelle battaglie di San Martino e di Solferino nel 1859[2]. Nel 1926, realizzò per un committente peruviano un Trionfo del Lavoro[2].
Una delle sue opere principali è una composizione intitolata Il mistero della vita [6] L'insieme, in marmo di Carrara, è composto da diciotto figure a grandezza naturale riunite a semicerchio attorno a una sorgente. Iniziato prima del 1910 nel suo laboratorio romano, il gruppo è stato collocato dall'aprile 1919 nel parco Chavat a Podensac[7], davanti a una roccia artificiale in fondo a uno stagno. Gazzeri ne supervisionò personalmente l'installazione[1]. Dodici delle figure rappresentano le diverse età della vita, dall'infanzia alla vecchiaia; le altre sei illustrano una riflessione filosofica sull'impenetrabilità del senso della vita[1]. L'opera ha ricevuto il premio della Società francese del patrimonio nel 2020, che ne ha permesso il restauro [8].
Una scultura identica è stata inaugurata nel 1928[9] al Forest Lawn Memorial Park di Glendale in California, dove Gazzeri soggiornò tra il 1928 e il 1934-35 circa[6].
Le sue ultime opere risalgono agli anni quaranta del Novecento[2]. Morì a Roma nel 1965[10].
Note
- 1 2 3 4 5 6 (FR) Le mystère de la vie : Ernesto Gazzeri 1866-1965, Les Éditions de l'Entre-deux-Mers, 2018, ISBN 978-2371570337.
- 1 2 3 4 5 6 7 Ernesto Gazzeri, su Galeria d'arte Beradiarte. URL consultato il 1º marzo 2026.
- 1 2 3 4 Gazzeri Ernesto, su Dizionario d'Arte Sartori. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ Alfonso Panzetta 2003
- ↑ Tommaso Campanella (statua) di Gazzeri Ernesto (sec. XX), su catalogo.cultura.gov.it. URL consultato il 10 marzo 2026.
- 1 2 Sculpture du parcours d'eau : groupe sculpté (Le Mystère de la vie), su pop.culture.gouv.fr.
- ↑ Antica proprietà ristrutturata per volere dell'imprenditore François Thévenot, lo Château Chavat con parco è ora di proprietà comunale ed è stato dichiarato "iscritto" come monumento storico.
- ↑ (FR) «Les Mystères de la Vie» statuaire du Domaine Chavat de Podensac, lauréate du prix "French Heritage Society" 2020 | Ministère de la Culture, su www.culture.gouv.fr, 3 giugno 2014.
- ↑ (EN) Ernesto Gazzeri statue unveiled at Forest Lawn, in The Los Angeles Times, 13 giugno 1928, p. 18. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ Ernesto Gazzeri (13342), su www.musee-orsay.fr, Musée d'Orsay.
Bibliografia
- Alfonso Panzetta, Nuovo Dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento, vol. 1, AdArte, 2003, p. 428, ISBN 88-89082-00-3.
Collegamenti esterni
- Gazzeri Ernesto, su Dizionario d'Arte Sartori. URL consultato il 1º marzo 2026.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 95983629 · ULAN (EN) 500045930 · GND (DE) 134200063 |
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